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Il duello non s’ha da fare

(ansa)

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I due imprenditori, che detengono insieme un patrimonio di oltre 350 miliardi di euro, continuano a stuzzicarsi
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L’Italia non deve concedere alcuno spazio pubblico, monumento, sito archeologico, piazza d’arte al grottesco duello fra i due perenni teenager Elon Musk, magnate di Tesla e Twitter, oggi X, e Mark Zuckerberg di Facebook-Meta. La nostra Repubblica è una cosa seria, la sua cultura patrimonio di ogni essere umano civile del pianeta, da generazioni. Ove impresari privati, circhi equestri, carrozzoni balneari, discoteche cafone dei nuovi ricchi, a caccia di visibilità, volessero ospitare il match di arti marziali in gabbia tra i due milionari, stile fratelli Bianchi, gli assassini dello sfortunato Willy Duarte, perfetto, ma luoghi della tradizione no.

I due imprenditori, che detengono insieme un patrimonio di oltre 350 miliardi di euro, più del Pil dei paesi africani, tranne Sud Africa, Egitto e Nigeria, han preso a stuzzicarsi, Musk sfidando Zuckerberg, Zuckerberg citando il campione di Arti Marziali Miste, MMA, Khabib Nurmagomedov contro il rivale Conor McGregor, “Send me location”, equ…

L’Italia non deve concedere alcuno spazio pubblico, monumento, sito archeologico, piazza d’arte al grottesco duello fra i due perenni teenager Elon Musk, magnate di Tesla e Twitter, oggi X, e Mark Zuckerberg di Facebook-Meta. La nostra Repubblica è una cosa seria, la sua cultura patrimonio di ogni essere umano civile del pianeta, da generazioni. Ove impresari privati, circhi equestri, carrozzoni balneari, discoteche cafone dei nuovi ricchi, a caccia di visibilità, volessero ospitare il match di arti marziali in gabbia tra i due milionari, stile fratelli Bianchi, gli assassini dello sfortunato Willy Duarte, perfetto, ma luoghi della tradizione no.

I due imprenditori, che detengono insieme un patrimonio di oltre 350 miliardi di euro, più del Pil dei paesi africani, tranne Sud Africa, Egitto e Nigeria, han preso a stuzzicarsi, Musk sfidando Zuckerberg, Zuckerberg citando il campione di Arti Marziali Miste, MMA, Khabib Nurmagomedov contro il rivale Conor McGregor, “Send me location”, equivalente del “Ti aspetto fuori” del bullo al night clube ancora ieri, via Threads, ha irriso l’avversario per i continui rinvii. Musk, irritato perché la nuova piattaforma di Zuckerberg, Threads, eclissa X-Twitter, ridotta ad arena di MMA verbale, tra disinformazione e spot, lancia le foto dei suoi coach, poi lamenta un possibile intervento chirurgico, quindi rientra in campo. Zuckerberg, preoccupato per il futuro delle aziende, criticato — vedi il saggio di Max Fisher La Macchina del Caos Linkiesta — per aver lasciato dilagare propaganda e fake news, da Covid all’invasione di Putin in Ucraina, si dice pronto, evocando jiu jitsu e medaglie vinte in un torneo.

Tutto ok, scena digitale occupata, brand rilucenti, ego machisti dei due pompati a palla. Ma che c’entra l’Italia? Il Colosseo, il Teatro di Taormina, gli scavi di Pompei, luogo di una tragedia epocale, le logge di Firenze non possono decadere a ring ridicolo tra gladiatori di mezza età, illusi che soldi e tecnologia paghino loro la perenne giovinezza del mito di Juan Ponce de Leòn, esorcizzando la cintura del Dottor Gibaud a venire.

Chi si dice favorevole alla disfida high-tech, il ministro della Cultura Sangiuliano è indicato dai media come possibilista, parla di donazioni ad ospedali pediatrici e ritorno pubblicitario per il paese. Davvero? Davvero abbiamo bisogno di elemosine come mendicanti? E davvero, nell’estate del boom turistico, con la serie tv White Lotus ad affollare la Sicilia di americani, servono riflettori sull’Italia?

Quel che i fautori strapaesani del duello non vedono è il disprezzo insito nella richiesta di umiliare l’Italia a set di polistirolo, i santi di Nanni di Banco a Firenze, o la Curia di Pompeo a Roma, dove cadde il sogno di Giulio Cesare, cartonati da scenografie del film kolossal 1964 di Mario Caiano Maciste Gladiatore di Sparta.

Passeggiare per le nostre città, da Venezia a Siracusa, lascia già temere che un modello di sviluppo affidato solo al turismo svuoti per sempre i centri storici di cittadini, artigiani, artisti, famiglie lasciando fast food, Airbnb, bancarelle kitsch.

È questo che vogliamo? È questo il risveglio nazionale auspicato dalla premier Giorgia Meloni? Restiamo indietro nelle classifiche dei laureati, tecnologia, digitale e Intelligenza Artificiale languono e vogliamo spellarci le mani al Duello di Silicon Valley? Musk e Zuckerberg ci vedono in maschera, Carnevale perenne dove sfogarsi da bimbi al Parco Giochi, per poi tornare nel mondo reale del business pingue. Dimostriamo loro che è vero il contrario, il Circo della Verità Mascherata che hanno imposto sui social media è il pericolo esistenziale del futuro e solo l’umanesimo digitale che tanto temono, erede del nostro migliore passato, saprà sconfiggerlo.

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