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Quei sindaci ignorati

Antonio Decaro, presidente Anci

 (ansa)
Chi guida il Paese sembra non rendersi conto dell’importanza dei Comuni
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Caro direttore,

Sono settimane di forte sofferenza per i Sindaci italiani.  I costanti e intensi flussi migratori mettono a dura prova la capacità di accoglienza dei Comuni resa difficile da una gestione ministeriale e prefettizia di cui le comunità locali sono terminali, senza aver voce in capitolo, senza criteri di proporzionalità e senza un Fondo nazionale destinato ai Comuni per le politiche di accoglienza e integrazione.

La eliminazione del reddito di cittadinanza scarica sui servizi sociali dei Comuni la domanda di tutela di chi improvvisamente si trova senza alcuna forma di reddito.

La rimodulazione del Pnrr proposta dal governo penalizza fortemente i progetti predisposti dai Comuni, nonostante che i maggiori ritardi — come ricorda il Presidente dell’Anci Decaro — si registrino non negli Enti Locali, ma nei Ministeri.

La crisi del sistema sanitario, investendo ospedali e strutture sanitarie, si scarica anch’essa sui territori, a partire dal definanziamento deciso dal G…

Caro direttore,

Sono settimane di forte sofferenza per i Sindaci italiani.  I costanti e intensi flussi migratori mettono a dura prova la capacità di accoglienza dei Comuni resa difficile da una gestione ministeriale e prefettizia di cui le comunità locali sono terminali, senza aver voce in capitolo, senza criteri di proporzionalità e senza un Fondo nazionale destinato ai Comuni per le politiche di accoglienza e integrazione.

La eliminazione del reddito di cittadinanza scarica sui servizi sociali dei Comuni la domanda di tutela di chi improvvisamente si trova senza alcuna forma di reddito.

La rimodulazione del Pnrr proposta dal governo penalizza fortemente i progetti predisposti dai Comuni, nonostante che i maggiori ritardi — come ricorda il Presidente dell’Anci Decaro — si registrino non negli Enti Locali, ma nei Ministeri.

La crisi del sistema sanitario, investendo ospedali e strutture sanitarie, si scarica anch’essa sui territori, a partire dal definanziamento deciso dal Governo delle Case di Comunità, la cui finalità è proprio offrire nei territori un servizio di prima assistenza, decongestionando pronti soccorsi e ospedali e riducendo i lunghi tempi di attesa a cui sono sottoposti i cittadini.

Insomma, pare che chi guida il Paese non si renda conto di quanto essenziale sia il ruolo dei Comuni.

Eppure il Sindaco è il primo e naturale destinatario di ogni esigenza che maturi in una comunità. È al Sindaco che si rivolge chi necessita di asili e nidi per i propri bambini. È al Sindaco che si rivolge per avere servizi di assistenza chi ha in casa una o più persone anziane. È al primo cittadino che si rivolge chi vuol essere sicuro dell’acqua che beve, dell’aria che respira, del territorio in cui vive. È al Sindaco — perché se ne faccia tramite verso Regione e Governo — che si indirizza la domanda di infrastrutture adeguate ai ritmi di una società veloce. L’ufficio del Sindaco è il primo luogo in cui si recano i lavoratori di un’azienda in crisi. E oggi ai Sindaci si rivolge anche quella domanda di sicurezza individuale, che un tempo era esclusivamente indirizzata alle forze di polizia. Insomma non c’è tema significativo che non passi per la scrivania di un Sindaco.

Il che naturalmente è reso più facile dal fatto ogni cittadino — anche chi non ha votato — sa chi è il suo Sindaco, dove si trova, come incontrarlo.

Appare perciò incomprensibile la cecità con cui i governi nazionali — quello di oggi, ma anche non pochi di ieri — ignorano o disattendono le richieste che vengono dai Comuni e dai loro Sindaci. Insomma, serve un cambio radicale di passo nel rapporto tra Stato centrale e Comuni. Così come serve un cambio di passo nel rapporto tra Regioni e Comuni, spesso soffocati da pratiche regionali neocentralistiche.

Se davvero si vuole riformare l’assetto istituzionale del Paese e’ dai Comuni che bisogna ripartire, assicurando loro quella autonomia — in primo luogo finanziaria — di cui da troppi anni sono stati privati nonostante sia sancita dalla Costituzione. La Legge di Bilancio sia l’occasione per affrontare questo passaggio, ineludibile sia per chi governa, sia per l’opposizione.

L’autore è stato Presidente dell’Anci

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