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La sfida diventa globale

L'Ia pilota i droni

 (ansa)

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Dal vantaggio competitivo in diversi settori industriali (e militari) all’influenza della tecnologia sui valori sociali di ciascuna società
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L’Intelligenza Artificiale è diventata un oggetto di dibattito politico, e anche di giochi geopolitici, e con la fine dell’estate i governi di tutto il mondo si sono rimessi in movimento. La posta in gioco è alta, dal vantaggio competitivo in diversi settori industriali (e militari) all’influenza della tecnologia sui valori sociali di ciascuna società, fino al suo possibile effetto sull’opinione pubblica, proprio in un momento in cui ci prepariamo a delicate elezioni in Europa e negli Stati Uniti.

Mentre il Congresso degli Stati Uniti prepara una serie di udienze, a partire dal 13 settembre, per educare i propri parlamentari sull’argomento, il Regno Unito ha annunciato un summit mondiale da tenersi a novembre a Bletchley Park. Anche in previsione di questo, qualche giorno fa la Commissione “Scienza, Innovazione e Tecnologia” della Camera dei Comuni ha pubblicato un “rapporto sulla governance dell’AI” che riassume il delicato momento politico in dodici sfide che non possiamo permetter…

L’Intelligenza Artificiale è diventata un oggetto di dibattito politico, e anche di giochi geopolitici, e con la fine dell’estate i governi di tutto il mondo si sono rimessi in movimento. La posta in gioco è alta, dal vantaggio competitivo in diversi settori industriali (e militari) all’influenza della tecnologia sui valori sociali di ciascuna società, fino al suo possibile effetto sull’opinione pubblica, proprio in un momento in cui ci prepariamo a delicate elezioni in Europa e negli Stati Uniti.

Mentre il Congresso degli Stati Uniti prepara una serie di udienze, a partire dal 13 settembre, per educare i propri parlamentari sull’argomento, il Regno Unito ha annunciato un summit mondiale da tenersi a novembre a Bletchley Park. Anche in previsione di questo, qualche giorno fa la Commissione “Scienza, Innovazione e Tecnologia” della Camera dei Comuni ha pubblicato un “rapporto sulla governance dell’AI” che riassume il delicato momento politico in dodici sfide che non possiamo permetterci di perdere.

Eccone l’elenco. Al primi posti sono i punti che riguardano i diritti individuali, e quindi: i pregiudizi (ovvero il rischio che IA possa incorporare pregiudizi inaccettabili nelle proprie decisioni, e perpetuarli); la privacy (ovvero la possibilità che l’IA consenta di identificare gli individui e di utilizzare le loro informazioni personali in modi indesiderati dal pubblico); la diffamazione (il pericolo che generi testi o immagini che travisano il comportamento, le opinioni o il carattere di qualcuno), e la trasparenza (il problema che gli strumenti di intelligenza artificiale non sono ancora in grado di spiegare il proprio comportamento).

Poi ci sono le sfide per la competizione: quelle dell’accesso ai dati e alla potenza di calcolo (entrambe necessarie per sviluppare gli agenti intelligenti di oggi); e la sfida dell’open source (quella di rendere il codice dei programmi liberamente disponibile).

Un altro gruppo di sfide riguarda questioni di carattere legale e sociale: la proprietà intellettuale e il diritto d’autore (problemi derivanti dall’ uso di contenuti appartenenti ad altri per addestrate l’IA); la responsabilità (chiarire chi è responsabile per i danni arrecati dagli strumenti di IA); l’occupazione (anticipare e gestire lo sconvolgimento del mondo del lavoro che dobbiamo aspettarci a medio termine).

Infine, ci sono i grandi temi globali: il coordinamento internazionale (creare metodi di governance globale) e la (presunta) sfida esistenziale (una minoranza di ricercatori e attivisti ritiene che a lungo termine questa tecnologia potrebbe porre un rischio per la vita umana, che andrebbe ovviamente evitato).

Alcune delle sfide qui elencate hanno già una soluzione parziale, per esempio nella legge AI Act che le istituzioni europee approveranno in via definitiva questo dicembre, altre sono questioni di diplomazia e geopolitica, e l’ultima è probabilmente più una questione di fantascienza. Ma il fatto che tutte queste siano sul tavolo di presidenti e primi ministri in questo momento ci dà un senso dell’importanza strategica che questa tecnologia ha assunto in così breve tempo.

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