Lampedusa dovrebbe diventare la capitale d’Europa, per il semplice fatto che quello che sta accadendo lì da tanto tempo riguarda tutti i Paesi europei. Non è giusto lasciare l’Italia in una pericolosa solitudine. L’arrivo, quasi ogni giorno, di migliaia di migranti non cesserà. È una realtà che va riconosciuta e affrontata come un problema grave, spinoso e di difficile soluzione.
Negli ultimi giorni, 11.000 migranti sono sbarcati da 199 imbarcazioni. Continuerà ad accadere. E tutta l’Europa è chiamata a considerare questo problema come proprio.
Ma ciò a cui assistiamo è l’uso di questa situazione drammatica da parte della destra francese. In questa tragedia ha visto un’opportunità per dimostrare la propria fermezza di fronte al fenomeno dell’immigrazione.
Marine Le Pen vorrebbe vinc…
Lampedusa dovrebbe diventare la capitale d’Europa, per il semplice fatto che quello che sta accadendo lì da tanto tempo riguarda tutti i Paesi europei. Non è giusto lasciare l’Italia in una pericolosa solitudine. L’arrivo, quasi ogni giorno, di migliaia di migranti non cesserà. È una realtà che va riconosciuta e affrontata come un problema grave, spinoso e di difficile soluzione.
Negli ultimi giorni, 11.000 migranti sono sbarcati da 199 imbarcazioni. Continuerà ad accadere. E tutta l’Europa è chiamata a considerare questo problema come proprio.
Ma ciò a cui assistiamo è l’uso di questa situazione drammatica da parte della destra francese. In questa tragedia ha visto un’opportunità per dimostrare la propria fermezza di fronte al fenomeno dell’immigrazione.
Marine Le Pen vorrebbe vincere le prossime elezioni europee. E ha appena annunciato ufficialmente la sua candidatura a governare la Francia nel 2027. Macron non può più candidarsi e né la destra né la sinistra tradizionali hanno per ora candidati credibili.
La sua solidarietà con Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che l’ha invitata al raduno annuale del suo partito, è un messaggio rivolto ai francesi per dire loro: se fossi presidente, chiuderei le frontiere del mio Paese.
Da parte sua, l’attuale ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, durante la visita di lunedì 18 settembre, ha detto al suo omologo italiano Matteo Piantedosi: «La Francia deve rimandare a casa chi non ha diritto a stare in Europa». Facile a dirsi. Difficile da realizzare.
A sua volta, il deputato di destra Éric Ciotti (Les Républicains), ha dichiarato: «Se la Francia entrasse in una logica di distribuzione dei migranti, aprirebbe la porta a un numero ancora più grande di arrivi di massa».
Anche Jean-Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise, deve fare la sua parte e dichiara: «Se andassi al governo, inizierei con un’ondata di regolarizzazioni di massa».
Il fatto è che tutti i partiti francesi guardano all’Italia per vedere come Meloni gestirà questo nuovo afflusso di migranti. Il messaggio di fermezza della Francia non significa nulla se gli altri Paesi europei voltano le spalle all’Italia.
Si è detto e ridetto più volte: l’Europa non può accogliere tutti i migranti illegali, ma questo flusso non si fermerà. Migliaia di africani si rovinano per arrivare a Lampedusa.
Ed è questo il problema, alla radice del fenomeno delle partenze clandestine. Ci sono Paesi la cui ricchezza è ben nota e che, pur avendo i mezzi per dare lavoro ai propri cittadini, non lo fanno. Peggio, collaborano con le mafie locali dei trafficanti. È diventato un business redditizio.
L’attuale situazione nel Sahel spinge sempre più persone disperate verso Lampedusa. I capi di Stato europei ne sono consapevoli. Sanno cosa bisognerebbe fare, ma non fanno nulla.
La Germania ha appena annunciato che non accoglierà alcun migrante. La Francia strepita in attesa di trovare una soluzione. E l’Italia è sola ad affrontare questo problema, che Meloni e Salvini sfruttano a modo loro.
Marine Le Pen gioca su dei simboli. Il suo viaggio in Italia e la sua solidarietà con l’estrema destra italiana sono segnali che invia ai francesi. Dice: io, come presidente, sarò ferma e incrollabile di fronte ai flussi migratori. Non dice come fermerà questi flussi, ma promette che chiuderà le frontiere ai richiedenti asilo e ai migranti economici.
I francesi credono alla promessa di questa fermezza. Sempre più francesi credono che il prossimo presidente della Repubblica sarà una donna, Marine Le Pen, anche se la stampa nel suo complesso ne sottolinea l’incompetenza in campo economico e diplomatico.
La campagna elettorale francese, dunque, è iniziata in Italia, a Lampedusa, davanti a migliaia di poveretti in attesa che si decida il loro destino.
L’Europa, ancora una volta, si mostra divisa. Quella migratoria è una questione complessa. Alcuni Paesi europei hanno bisogno di manodopera straniera. Altri stanno pensando a una soluzione per il calo della natalità.
Fu questo uno dei motivi per cui Angela Merkel accettò, nel 2015, di accogliere oltre un milione di rifugiati provenienti dal Medio Oriente devastato dalla guerra. Oggi quegli stranieri stanno diventando tedeschi, i loro figli frequentano le scuole e gli adulti lavorano in diversi settori dell’economia del Paese. Disse che si «assumeva la responsabilità» di aver agito con «umanità» aprendo le sue frontiere.
Se l’Europa decidesse all’unisono di fare pressione su alcuni Paesi africani ricchi (Nigeria, Gabon, Algeria, ecc.) per combattere la mafia dei trafficanti e, soprattutto, mettesse in atto una politica in materia di occupazione in grado di dare lavoro a coloro che sono tentati di partire anche a rischio della vita, una parte del problema migratorio sarebbe risolta.
Non ha senso sorprendersi e agitarsi ogni volta che un barcone si avvicina alle coste italiane o francesi. Distinguendo tra richiedenti asilo che fuggono dalla guerra nei loro Paesi e migranti economici, una politica intelligente e umana sarebbe possibile.
(Traduzione di Luis E. Moriones)