Onu, Meloni e l’occasione mancata
di Furio ColomboGiorgia Meloni all'Onu con Antonio Guterres
(agf)E finalmente arriva il suo giorno: una giovane donna, ora leader dell’Italia, parla al mondo di fronte alla platea più importante: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Per l’evento più straordinario della sua vita Giorgia Meloni porta con sé le due cose più care: la sua bambina e un appello infuocato contro le migrazioni e chi le rende possibili, a cui bisogna dare la caccia in tutto il globo terracqueo (una frase che le piace molto perché conferma una certezza di potere ). L’arrivare al Palazzo di Vetro, dove il capo di un governo (certo, quello italiano ) deve incontrare centinaia di persone ed essere disponibile per decine di incontri, e arrivarci con una figlia piccola, un fatto mai accaduto, sarà stato visto come un gesto di coraggio, e notato con tenerezza.
Ma da casa, Giorgia Meloni non si era portata all’Onu solo la figlia, che certo le è stata di conforto nelle molte gaffe (non è andata alla feste di Biden, ha visto Zelensky solo per pochi minuti, non ha s…
E finalmente arriva il suo giorno: una giovane donna, ora leader dell’Italia, parla al mondo di fronte alla platea più importante: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Per l’evento più straordinario della sua vita Giorgia Meloni porta con sé le due cose più care: la sua bambina e un appello infuocato contro le migrazioni e chi le rende possibili, a cui bisogna dare la caccia in tutto il globo terracqueo (una frase che le piace molto perché conferma una certezza di potere ). L’arrivare al Palazzo di Vetro, dove il capo di un governo (certo, quello italiano ) deve incontrare centinaia di persone ed essere disponibile per decine di incontri, e arrivarci con una figlia piccola, un fatto mai accaduto, sarà stato visto come un gesto di coraggio, e notato con tenerezza.
Ma da casa, Giorgia Meloni non si era portata all’Onu solo la figlia, che certo le è stata di conforto nelle molte gaffe (non è andata alla feste di Biden, ha visto Zelensky solo per pochi minuti, non ha salutato o si è intrattenuta con i capi di Stato o di governo che forse era importante conoscere). Si era portato anche il discorso sbagliato.
Ha infatti intrattenuto la platea del mondo con l’ossessione che guida il suo governo e con cui tormenta gli italiani come argomento esclusivo: l’immigrazione.
Chiede alle Nazioni Unite di dedicarsi a tempo pieno alla caccia ai “trafficanti di esseri umani” senza definizioni o precisazioni su chi possano essere e chi li mandi questi trafficanti, e tra chi e chi si eserciti questo traffico in un mondo di muri, fili spinati e vagabondaggio senza assistenza per chi si salva dal mare. Mancava, nel discorso con cui Meloni ha voluto identificare l’Italia, il fatto di mettere in guardia il mondo che aveva davanti (per metà nero) sull’argomento (molto discusso fra amici e parenti della classe dirigente italiana) della “sostituzione dei popoli” . Ma è stata forse l’unica gaffe evitata in un discorso modesto e sbagliato che non ha accreditati né il Paese Italia né il nuovo capo del governo di questo Paese come nuova risorsa del mondo.
Il fatto curioso è che “la prima donna” italiana che, si immaginava, avrebbe dovuto sbarcare con tutto il suo nuovo prestigio, ha scelto un atteggiamento di scarso interesse per la sua presentazione al mondo e ha continuato a essere la leader indiscussa del suo partito e la portatrice delle superstizioni che ha inculcato alla sua gente. È diventato evidente che lo stretto e devoto legame con il presidente ungherese Orbán è diventato una sorta di voto d’obbedienza e per Giorgia Meloni, oggi, è la direttiva e il giudizio di Orbán che contano, ed è lì, in questo covo di estrema destra, che Giorgia Meloni vuole figurare “prima donna” ed essere apprezzata per determinazione e durezza,
Non dimenticate che è stato il governo di Giorgia Meloni a inventare l’idea dei porti accessibili alle navi di salvataggio migliaia di miglia lontani dal luogo di soccorso, sottoponendo i superstiti di un naufragio,anche se feriti o storditi, a restare per giorni in mare anche.se il mare è in tempesta.
Meloni non poteva raccontare queste sue trovate o quella dei nuovi “campi di rimpatrio” che hanno un brutto futuro, e perciò si è limitata a offrire, nella sua prima occasione di parlare al mondo, la questione più grave, in un mondo di guerra, fame, e colpi di stato a catena, la questione data per vera nell’Italia di destra, dei “trafficanti”.