Lo scorso marzo, per celebrare l’antico Capodanno persiano di Nowruz, festività che risale ai culti di Zoroastro, la leader iraniana dei diritti umani Narges Mohammadi, rinchiusa nel cupo carcere di Evin, a Teheran, si è affacciata alla guardiola della cella, cantando forte le prime strofe di Bella Ciao. Pian piano, le sue compagne, detenute come lei dal regime dell’ayatollah Ali Khamenei, si son…