Siamo tutti israeliani. Che altro si può dire, di fronte ai cadaveri violati e martoriati, sgozzati e bruciati a Kfar Aza e a Be’eri? Che altro si può pensare, di fronte al pianto straziato di Noa che tende le braccia al suo ragazzo mentre i suoi aguzzini la portano via in motocicletta, o al corpo nudo e smembrato di Shani Louk che giace inerte sul pick-up mentre i suoi carnefici le sputano addos…