Israele-Hamas, il rischio della guerra globale
di Gianni RiottaLa strage all’ospedale Al-Ma’amadani di Gaza, finora centinaia di morti civili, ma secondo il ministero della Salute e fonti indipendenti le vittime saranno presto molte di più, mette in forse l’audace missione diplomatica del presidente americano Joe Biden, sospende i colloqui previsti in Giordania con il leader palestinese Abu Mazen e altri leader, e getta la tragica guerra, seguita all’attacco di Hamas in Israele, in una fase più pericolosa, più ingestibile, più globale.
Le autorità di Hamas denunciano un attacco delle forze armate israeliane contro l’antico centro sanitario Al-Ahly Arab, fondato alla fine del XIX secolo dai missionari anglicani, oggi finanziato e gestito da Chiesa Episcopale e Unione Europea.
Il portavoce militare di Israele parla invece di un missile lanciato da gruppi jihadisti che avrebbe mal funzionato, cadendo, come altre volte in passato, su Gaza.
La verità dovrà attendere e, ove mai emergesse, nessuno dei contendenti l’accetterà, come per mille sanguin…
La strage all’ospedale Al-Ma’amadani di Gaza, finora centinaia di morti civili, ma secondo il ministero della Salute e fonti indipendenti le vittime saranno presto molte di più, mette in forse l’audace missione diplomatica del presidente americano Joe Biden, sospende i colloqui previsti in Giordania con il leader palestinese Abu Mazen e altri leader, e getta la tragica guerra, seguita all’attacco di Hamas in Israele, in una fase più pericolosa, più ingestibile, più globale.
Le autorità di Hamas denunciano un attacco delle forze armate israeliane contro l’antico centro sanitario Al-Ahly Arab, fondato alla fine del XIX secolo dai missionari anglicani, oggi finanziato e gestito da Chiesa Episcopale e Unione Europea.
Il portavoce militare di Israele parla invece di un missile lanciato da gruppi jihadisti che avrebbe mal funzionato, cadendo, come altre volte in passato, su Gaza.
La verità dovrà attendere e, ove mai emergesse, nessuno dei contendenti l’accetterà, come per mille sanguinosi episodi della faida in Medio Oriente, la disinformazione prevarrà fra i nemici.
Di certo, oltre alla carneficina di civili inermi, tra i tanti che speravano invano a Gaza di aver rifugio in ospedali, scuole, luoghi di culto, resta un conflitto che si allarga e inasprisce.
Il presidente Biden aveva rotto con la tradizione americana, mai annunciare un viaggio dalla Casa Bianca in zone di conflitti, sempre procedere a sorpresa come in Ucraina, nella speranza che l’arrivo del segretario di Stato Antony Blinken e l’impegno diretto della Casa Bianca sospendessero l’annunciata invasione di Israele a Gaza, inducendo i fronti in armi a una fase di attesa. Hezbollah, a Nord, a non unirsi all’offensiva di Hamas, i Paesi arabi a frenare i fondamentalisti, l’Iran a non precipitare la partita e perfino Russia e Cina a raffreddare i toni antioccidentali, che l’India, almeno in parte, non sta condividendo.
L’Europa, dopo che Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno firmato, con gli Usa, un manifesto di solidarietà a Israele, puntava su Biden perché le ostilità avessero una pausa.
La guerra ha deciso altrimenti. Chiunque ci sia dietro, l’attacco al vecchio Al-Ma’amadani ha distrutto ogni illusione, tra panico, dolore, strazio, rancore.
L’esito immediato potrebbe indurre gli irriducibili di Hamas a usare l’arma degli ostaggi, senza lasciare quindi allo stato maggiore di Israele alternative a quella che i tedeschi chiamavano a Stalingrado 1942 Rattenkrieg, la guerra dei ratti, corpo a corpo nei cunicoli che da allora, a Falluja in Iraq e Mariupol in Ucraina sconvolge gli eserciti. I terroristi lupi solitari, come già a Bruxelles, hanno il loro segnale chiaro, la propaganda di odio sui social alza prezzo e veleni.
La Prima Guerra Globale, dall’attacco a Kiev a Israele, scatena una nuova battaglia e subito bugie e ipocrisie cedono il campo alla forza senza appello, in un autunno che ricordare sarà amaro.
Instagram @gianniriotta