Caro Direttore, per chi ascolta le notizie sui conflitti in corso, dall’Ucraina a Israele-Palestina, e non rimane indifferente, dopo lo sgomento e la rabbia (magari a senso unico) è il senso di impotenza a emergere. Ognuno vorrebbe non apprendere certe notizie, non vedere certi spettacoli, augurarsi che tutto finisca quanto prima. Ma cosa si può fare se non gridare, partecipare a cortei, premere …