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Milano contro i furbi del fisco

(reuters)

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Il sistema investigativo della procura lombarda ha permesso di scovare gli evasori, tra cui Airbnb
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C’è una vocazione economica che va a braccetto con il bisogno di evasione fiscale di una certa parte dell’imprenditoria lombarda, quella che abbraccia l’illegalità, che non rispetta le regole della libera concorrenza e il fisco. Sono gruppi imprenditoriali sui quali i magistrati della procura della Repubblica di Milano, guidata da Marcello Viola, hanno fatto nell’ultimo anno un grande lavoro investigativo grazie ad un protocollo di analisi e indagini realizzato con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate. È un gruppo specializzato che mette insieme i risultati ottenuti da un lavoro meticoloso, fatto di numeri, cifre e prove documentali. E così che la procura ha fatto versare nelle casse dello Stato e all’Erario quasi due miliardi di euro (compreso l’ultimo sequestro ottenuto nei giorni scorsi di oltre 779 milioni di euro ad Airbnb Ireland Unlimited Company, titolare dell’omonima piattaforma di affitti brevi) e in precedenza da imprese e società che non erano in regola con il f…

C’è una vocazione economica che va a braccetto con il bisogno di evasione fiscale di una certa parte dell’imprenditoria lombarda, quella che abbraccia l’illegalità, che non rispetta le regole della libera concorrenza e il fisco. Sono gruppi imprenditoriali sui quali i magistrati della procura della Repubblica di Milano, guidata da Marcello Viola, hanno fatto nell’ultimo anno un grande lavoro investigativo grazie ad un protocollo di analisi e indagini realizzato con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate. È un gruppo specializzato che mette insieme i risultati ottenuti da un lavoro meticoloso, fatto di numeri, cifre e prove documentali. E così che la procura ha fatto versare nelle casse dello Stato e all’Erario quasi due miliardi di euro (compreso l’ultimo sequestro ottenuto nei giorni scorsi di oltre 779 milioni di euro ad Airbnb Ireland Unlimited Company, titolare dell’omonima piattaforma di affitti brevi) e in precedenza da imprese e società che non erano in regola con il fisco e con l’amministrazione tributaria.

Una somma importante ottenuta in un anno grazie al coordinamento dei magistrati che hanno applicato il “modello Milano” portato avanti attraverso una serie di “attività orientate all’individuazione di gruppi imprenditoriali che sviluppano schemi di evasione, ricorrendo ad articolate tecniche di ingegneria fiscale, anche in ambito transnazionale”.

Una procedura avviata dal precedente procuratore Francesco Greco, che ha portato pure a velocizzare i procedimenti amministrativi e penali nei confronti di importanti gruppi multinazionali, indagati, che hanno definito la loro posizione con l’erario, versando centinaia di milioni di euro, e in alcuni casi, nel campo della logistica, i magistrati hanno impegnato gli imprenditori davanti al giudice, ad assumere direttamente migliaia di lavoratori che non erano in regola. In questo modo vengono tutelati gli operai «ai quali non è garantito un adeguato riconoscimento delle garanzie giuslavoristiche». Lo ha spiegato bene Viola il ruolo e il modo di procedere dei pm durante un incontro al quale partecipava pure il ministro della Giustizia Carlo Nordio, per il procuratore: «La realizzazione del “Modello Milano” rappresenta un’importante affermazione della governance interistituzionale sui temi del recupero fiscale. Accanto alla cooperazione con gli altri soggetti istituzionali, peraltro, il modello si giova anche dell’azione culturale costruita con la cittadinanza e con le imprese. I risultati raggiunti dimostrano quanto sia decisivo che l’enforcement sul territorio non sia solo repressivo ma abbia connotati culturali che indirizzino verso una maggiore fedeltà fiscale».

L’intraprendenza imprenditoriale dei milanesi colloca il capoluogo lombardo al centro di scenari anche internazionali che la qualificano come una delle città più industrializzate e più attive in Europa. Nell’area metropolitana, per esempio, si forma più del dieci per cento del Pil nazionale, risiede il 45 per cento di tutte le imprese esistenti in Lombardia e quasi il dieci per cento di tutte le imprese italiane. A Milano c’è il principale polo per gli investimenti stranieri, e ci sono le maggiori attività industriali, commerciali e finanziarie del Paese. Da una parte vi è, per gli investigatori, questa attività d’impresa, dall’altra invece l’esigenza di tutela del mercato finanziario e del risparmio collettivo. Quindi in un contesto assai difficile e complesso sul piano sociale ed economico, diventa rilevante per i magistrati – come ha detto Viola - realizzare «un’azione giudiziaria efficiente, di qualità e che dia garanzia di indipendenza anche per potere affrontare e contrastare una sempre più complessa situazione di criminalità economica e finanziaria e per far fronte all’aggressione, che diventa ogni giorno più pressante, della criminalità organizzata».

Il “modello Milano” consente quindi di portare non solo ingenti incassi a favore dell’erario ma anche di garantire il pieno rispetto della legalità nel settore della logistica, nell’interesse dei lavoratori “sfruttati”. L’azione della procura, come ha sottolineato il capo dei pm milanesi, pur generando risultati visibilmente positivi, non si può sostituire all’azione politica finalizzata a portare legalità in un settore, quello della logistica, ad altissimo impatto rispetto all’economia nazionale. I magistrati non possono continuare a sostituirsi al legislatore in questo ambito, al quale spetta di rivedere alcune norme che favoriscono la lotta all’illegalità, per poter continuare a contare su più adeguati strumenti per far fronte a meccanismi di frode sempre più articolati e sofisticati.

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