I figli di Anna Politkovskaja: “Questa grazia è una mostruosa ingiustizia”
di Vera Politkovskaja e Ilja PolitkovskijSan Pietroburgo, fiori e candele per Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006
(ansa)È stato graziato e ha ottenuto il grado di ufficiale al fronte uno degli organizzatori dell’omicidio di Anna Politkovskaja, opinionista della Novaja Gazeta e nostra madre.
Sergej Khadzhikurbanov è stato condannato dalla corte dei giurati a vent’anni di prigione. Ma è libero, come affermano il suo avvocato, Aleksej Mikhalchiuk, e i giornalisti di Baza, già dallo scorso anno, senza aver scontato nemmeno la metà della condanna.
La notizia della grazia non è stata comunicata né alla parte lesa, né alla redazione. Come non è stato comunicato come stiano cercando gli altri assassini e prima di tutto il mandante.
Perché non stanno cercando. Perché li stanno coprendo. Partendo dalle loro necessità “razionali” che non hanno niente a che vedere con la coscienza e la giustizia, come la decisione di graziare gli assassini.
Diranno: tutto come prevede la legge, non dovevamo informare nessuno, perché questa è la procedura legale eccetera.
È stato graziato e ha ottenuto il grado di ufficiale al fronte uno degli organizzatori dell’omicidio di Anna Politkovskaja, opinionista della Novaja Gazeta e nostra madre.
Sergej Khadzhikurbanov è stato condannato dalla corte dei giurati a vent’anni di prigione. Ma è libero, come affermano il suo avvocato, Aleksej Mikhalchiuk, e i giornalisti di Baza, già dallo scorso anno, senza aver scontato nemmeno la metà della condanna.
La notizia della grazia non è stata comunicata né alla parte lesa, né alla redazione. Come non è stato comunicato come stiano cercando gli altri assassini e prima di tutto il mandante.
Perché non stanno cercando. Perché li stanno coprendo. Partendo dalle loro necessità “razionali” che non hanno niente a che vedere con la coscienza e la giustizia, come la decisione di graziare gli assassini.
Diranno: tutto come prevede la legge, non dovevamo informare nessuno, perché questa è la procedura legale eccetera.
Ma noi gli rispondiamo: non dovete nascondevi dietro la vostra legge già tante volte bucata dai martelletti dei giudici, diventati arma di tortura.
Lo Stato da molto tempo non è più il garante della legge, che invece usa a suo piacimento. Condanna a 25 anni per le opinioni e grazia gli assassini, che a questo Stato servono.
Per noi questa “grazia” non è la testimonianza della pena espiata e del pentimento degli assassini. È invece una mostruosa ingiustizia e arbitrio, profanazione della memoria di una persona uccisa a causa delle proprie opinioni e della devozione alla sua professione.
Vi ricordiamo chi sia il graziato Khadzhikurbanov. Un ex capitano del dipartimento moscovita della polizia per la lotta alla criminalità organizzata, che ha ricevuto la prima condanna per abuso d’ufficio, come si definiscono in modo gentile i reati commessi dagli ufficiali delle forze dell’ordine.
Sergei Khadzhikurbanov
Scontava la pena nella regione di Riazan, nel carcere a regime speciale per i poliziotti, ma questo non gli impediva di venire periodicamente a Mosca e avere rapporti con i suoi colleghi e i criminali dell’organizzazione per delinquere dedita a omicidi su commissione, spionaggio illegale e truffe immobiliari con l’allontanamento dei legittimi proprietari nelle campagne della Russia profonda.
Già dopo l’arresto per la sospetta organizzazione dell’assassinio di Anna Politkovskaja, gli è stata presentata un’ulteriore accusa: sequestro di persona con il conseguente grave danno alla salute del sequestrato (leggi tortura). E lui non ha patteggiato durante l’istruttoria, non ha testimoniato, né riconosciuto la colpa.
C’è poco da commentare. Nessuno da cui poter pretendere risposte. Cercare la giustizia non ha senso perché è stata rinchiusa nel carcere per il discredito del potere.
Mentre gli assassini saranno liberi di fare ciò che sono abituati a fare, deridendo le vittime, i loro parenti e amici, i testimoni, la corte e lo Stato che si è rivelato così debole da chiedergli aiuto e condiscendenza. Ed è questo che rimarrà nella storia.
Gli autori sono i figli di Anna Politkovskaja, giornalista russa uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006, e la redazione di “Novaja Gazeta”