Si intravede un filo, lungo, se volete, ma saldo, che porta da Yavier, il nuovo stravincitore presidente dell’Argentina, e il quasi nuovo presidente italiano, e anche qui una stravittoria. È vero che uno dei due è donna, ma tutti e due hanno scelto la sorella per co-governare e tutti e due hanno fatto irruzione sulla scena politica dei loro Paesi con la determinazione di fare subito ciò che non era stato mai fatto, come il desiderio di essere offensivi (Milei non vuole incontrare il suo predecessore, Meloni annuncia che vieterà al Presidente della Repubblica di nominare senatori a vita e di designare il Presidente del Consiglio, — che verrà invece eletto in piazza dal partito al governo, che deve restare ovviamente di maggioranza — .
Si intravede un filo, lungo, se volete, ma saldo, che porta da Yavier, il nuovo stravincitore presidente dell’Argentina, e il quasi nuovo presidente italiano, e anche qui una stravittoria. È vero che uno dei due è donna, ma tutti e due hanno scelto la sorella per co-governare e tutti e due hanno fatto irruzione sulla scena politica dei loro Paesi con la determinazione di fare subito ciò che non era stato mai fatto, come il desiderio di essere offensivi (Milei non vuole incontrare il suo predecessore, Meloni annuncia che vieterà al Presidente della Repubblica di nominare senatori a vita e di designare il Presidente del Consiglio, — che verrà invece eletto in piazza dal partito al governo, che deve restare ovviamente di maggioranza — .
Nelle stesse ore Milei, che ama disturbare e schernire le “abuelas de Plaza de Mayo”, nomina sua vicepresidente Victoria Villareuel, la prima figlia di militari complici di Videla che diventa parte di un governo argentino, una che nega l’esistenza di crimini di Stato durante la dittatura militare, che è scesa in piazza per chiedere la libertà di condannati di crimini contro l’umanità, e fa sapere che “bullizzare e bastonare i sinistrorsi è il mio sport preferito” (prendo la citazione dall’articolo della collega Lucchini). Si sente in entrambi una forte attrazione ( quasi una forza magnetica) verso il passato. Il passato di Milei ( insieme a quello fascista e nazista europeo ) è tra i peggiori della storia contemporanea, e comprende anche la vasta esplosione che, nel 1994, ha distrutto l’intero edificio della “Association Mutua Argentina “( 83 morti, 300 feriti) a cui non è seguita alcuna indagine.
Questo accostamento di affinità fra personaggi che si assomigliano per la forte esaltazione del proprio potere, e la vastità dello spazio che vogliono occupare, non vuole andare più in la di una constatazione: la destra si espande e si incarognisce, elezione dopo elezione, Paese dopo Paese, ovvero cerca, persino affannosamente, tutta l’eredità peggiore del passato, compresi morti, prigionieri, torturati, scomparsi di cui dovrebbe essere incolpata, se non se ne vantasse, e non trasformasse, ogni ricordo delle persecuzioni in celebrazioni, come dare il nome dei garage Olimpo e di via Tasso a strade, piazze e scuole.
Per Milei i desaparecidos (uomini e donne accusati di comunismo, gettati in mare, con le mani legate, da aerei militari in volo) sono, come infatti è accaduto, occasione per una barzelletta e una risata. Eventi simmetrici accadono a Marzabotto quando si sono voluti negare i fondi a sostegno del piccolo monumento che ricorda una strage di donne e bambini ( più di 700 ) ad opera dei nazisti e fascisti dell’epoca. L’affinità è a momenti sottile e appena percettibile, ma non è affatto nascosta o negata. Milei è subito furioso contro chi mette in dubbio o critica le sue folli teorie economiche, come l’abolizione della banca centrale e l’adozione del dollaro come moneta argentina. Giorgia Meloni scatta contro la giornalista Lilli Gruber che ha osato usare la parola “patriarcato” senza tener contro che il patriarcato non può esistere in un Paese in cui il Capo del governo ha una nonna, una madre e una figlia. Lo ha giudicato un insulto personale e gravissimo. E intanto, mentre uno preannuncia una imminente Argentina tutta polizia, proprietà privata, e dollaro, (cioè lo scardinamento di un Paese) l’altra sta lavorando a un suo governo personale dotato di tutto il potere, detto Premierato e studiato per escludere qualunque incursione nella esclusiva proprietà del potere. Non vuol correre rischi, perciò liquida il Capo dello Stato (la figura più amata dagli italiani) e la possibilità che poche persone di grande valore possano essere associate al Senato (e ponendo fine a penosi confronti, per esempio, col presidente di quella stessa Camera.) Entrambi attribuiscono tutte le colpe a chi ha governato prima di loro, non tollerano che si dica che qualcuno potrebbe fare meglio, non spiegano, ma si i capisce fin d’ora che ancheMilei si predispone a decidere da solo e a non rendere conto. È la destra — destra che avanza. E questi sono i preannunci.