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Caso Vannacci, i silenzi di Giorgia Meloni

La nomina del generale ci offre alcune rivelazioni sulla presidente del Consiglio
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“Il generale Vannacci nominato Capo di Stato Maggiore delle forze operative terrestri: guiderà lo staff”. Notizia del 3 dicembre 2023. Ci sono molte anomalie in questa improvvisa nomina. La prima è che si aspettava, per il generale, un provvedimento disciplinare. Non è normale e non è tollerabile che un alto comando del Paese possa impunemente definire come scarto delinquenziale una parte dei suoi cittadini, violando ogni singola norma della Costituzione.

La seconda è che la nomina non è clamorosa ma è importante. Dopo avere detto le porcherie che lui pensa e in cui crede (e averle scritte, pubblicate e raggiunto il best seller senza chiedere scusa agli offesi) viene comunque premiato spingendolo verso il centro del potere repubblicano.

Vannacci, oggi promosso, è un generale di Giorgia Meloni. E da lei non ha avuto una parola di sdegno (eppure si tratta di suoi cittadini, umiliati e offesi da un suo militare alto in grado). Con questa nomina la mossa, indegna ma evidentemente nec…

“Il generale Vannacci nominato Capo di Stato Maggiore delle forze operative terrestri: guiderà lo staff”. Notizia del 3 dicembre 2023. Ci sono molte anomalie in questa improvvisa nomina. La prima è che si aspettava, per il generale, un provvedimento disciplinare. Non è normale e non è tollerabile che un alto comando del Paese possa impunemente definire come scarto delinquenziale una parte dei suoi cittadini, violando ogni singola norma della Costituzione.

La seconda è che la nomina non è clamorosa ma è importante. Dopo avere detto le porcherie che lui pensa e in cui crede (e averle scritte, pubblicate e raggiunto il best seller senza chiedere scusa agli offesi) viene comunque premiato spingendolo verso il centro del potere repubblicano.

Vannacci, oggi promosso, è un generale di Giorgia Meloni. E da lei non ha avuto una parola di sdegno (eppure si tratta di suoi cittadini, umiliati e offesi da un suo militare alto in grado). Con questa nomina la mossa, indegna ma evidentemente necessaria, ci offre alcune rivelazioni sulla presidente del Consiglio.

Trame si muovono sotto una sfilacciata apparenza di legalità. Meloni lascia accadere o fa accadere eventi incostituzionali e intollerabili (come la lotta a uno dei tre poteri repubblicani, la magistratura) senza dire una parola. Se però una sola mosca vola contro la sua implacabile volontà di potere, la voce si fa secca e dura e la denuncia contro chi, secondo lei, la attacca, diventa feroce. Intanto, però, i suoi cognati fermano i treni o lanciano affermazioni di potere senza mai alcun intervento della premier.

Si sprecano giochetti, nel regime. Anche una falsa telefonata per ottenere ciò che la leader unica al mondo non direbbe mai ai suoi cittadini. E a Meloni basta che non si tratti del suo Parlamento, che tace in permanenza, salvo rivelare, con i dovuti complici, segreti di Stato che servono a rovesciare ogni ordine del sistema di governo repubblicano e a inventare una opposizione colpevole e traditrice.

Ma fateci caso. Un brulicare di strani fatti, come la promozione premio del generale Vannacci o il silenzio di Meloni sul pesante attacco alla magistratura, violazioni gravi della legge italiana e della Costituzione, ci segnalano una febbre di intervento. C’è un vento strano, all’orizzonte, e non resterà sempre in sospeso.

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