L’arma spuntata del Mes
di Giorgio Barba NavarettiGiustamente Giorgia Meloni dichiara che non si può prendere un provvedimento senza conoscerne il contesto. Ma nel caso del Meccanismo Europeo di Stabilizzazione, il tormentatissimo Mes, il contesto è molto chiaro e dimostra che non ha alcun senso non ratificarne la riforma appena possibile.
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Intanto, il cosiddetto fondo salva stati esiste. Venne approvato nel 2012 per consolidare la European Financial Stability Facility varata nel pieno della crisi dei debiti sovrani che scuoteva l’area dell’euro. Fino ad allora l’Europa non era stata in grado di dotarsi di uno strumento comune di supporto al bilancio di paesi in difficoltà. E con una moneta unica l’aggiustamento macroeconomico per i governi con problemi di bilancio è molto doloroso, se non impossibile, senza il supporto di risorse pubbliche esterne, da altri paesi o da qualche ente sovranazionale. I mercati lo sapevano e per questo decisero di azzanna…
Giustamente Giorgia Meloni dichiara che non si può prendere un provvedimento senza conoscerne il contesto. Ma nel caso del Meccanismo Europeo di Stabilizzazione, il tormentatissimo Mes, il contesto è molto chiaro e dimostra che non ha alcun senso non ratificarne la riforma appena possibile.
[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) onecms:9b3a099f-896c-4768-91da-b405daff3af2]]
Intanto, il cosiddetto fondo salva stati esiste. Venne approvato nel 2012 per consolidare la European Financial Stability Facility varata nel pieno della crisi dei debiti sovrani che scuoteva l’area dell’euro. Fino ad allora l’Europa non era stata in grado di dotarsi di uno strumento comune di supporto al bilancio di paesi in difficoltà. E con una moneta unica l’aggiustamento macroeconomico per i governi con problemi di bilancio è molto doloroso, se non impossibile, senza il supporto di risorse pubbliche esterne, da altri paesi o da qualche ente sovranazionale. I mercati lo sapevano e per questo decisero di azzannare i paesi più fragili compreso il nostro. Solo la gravità della crisi convinse infine i “parsimoniosi” a mettere in comune risorse fiscali per l’emergenza, aggirando l’articolo 125 dei trattati europei che vieta ad un paese membro di farsi carico del debito di un altro. Il varo del Mes unito al bazooka del whatever it takes di Draghi permisero di uscire dalla crisi senza costi eccessivi. Il Meccanismo è dunque un fondamentale mattone nella costruzione della solidarietà fiscale per l’area dell’Euro. E forse, senza il suo precedente, fondi come il Pnrr, che hanno anche un obiettivo di crescita e sviluppo, non sarebbero mai stati varati.
Cinque Paesi hanno utilizzato l’Esm per sistemare i propri bilanci o stabilizzare il sistema bancario e con buon successo: Irlanda, Spagna, Portogallo, Cipro e Grecia. Oggi hanno tutti uno spread nel rendimento dei titoli pubblici rispetto alla Germania inferiore all’Italia. Ossia sono considerati più sicuri di noi dai mercati.
La riforma del Meccanismo che il governo italiano, buon ultimo, si ostina a non ratificare è soprattutto un importantissimo passo avanti dell’Unione Bancaria Europea. Infatti, il Mes dovrà anche diventare un paracadute fiscale del Fondo unico di risoluzione delle banche. Cos’è? Tutte le banche accantonano una quota dei depositi per far fronte a possibili crisi. Nel caso in cui una banca non sia più solvibile, il Fondo di risoluzione può essere usato per sostenere una parte dei creditori più deboli, come i depositanti, evitare crisi sistemiche e sostenere le attività ancora sane. È costituito con risorse private delle banche. Cercare di limitare l’intervento pubblico nei salvataggi delle aziende di credito è un pilastro della strategia di risoluzione dell’Unione bancaria. Ma evitare che queste possano privatizzare i profitti e socializzare le perdite non è semplice. Le risorse accantonate nel fondo sono solo 52 miliardi di euro, ossia circa l’1% del totale dei depositi. Nel caso di una crisi grave e sistemica questi fondi non sarebbero sufficienti. E come hanno dimostrato delle crisi pur piccole, come le banche venete o in America la Silicon Valley Bank, alla fine un intervento pubblico è inevitabile per stabilizzare i mercati. Avere dunque un paracadute europeo come il Mes, ossia con fondi mutualizzati di tutti i paesi dell’euro, con un potenziale immenso di raccolta di finanziamenti sui mercati, evita che a intervenire debbano essere individualmente gli Stati dove hanno sede le banche, con il rischio che la loro crisi si trasformi in un problema serio di bilancio pubblico.
Il contesto, dunque, ci dice che la ratifica del Mes è necessaria e inevitabile per la stabilità e la crescita dell’Europa e ostinarsi a ritardarla non ha alcun senso. E se pure il contesto a cui fa riferimento Giorgia Meloni fosse la trattativa sulle nuove regole di stabilità fiscale in Europa, che sperabilmente si chiuderà prima della fine dell’anno, la minaccia di non approvare il Mes è un’arma negoziale del tutto spuntata, perché la sua ratifica è inevitabile. Non sarebbe meglio passare ad altre partite strategiche fondamentali in Europa?
barba@unimi.it