Il giornalismo alla prova dell’Intelligenza artificiale
di Charlie Beckett, Christophe Deloire, Gary Marcus Maria Ressa, Stuart Russell e Anya SchiffrinL’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il mondo del giornalismo. In che modo saremo in grado di garantire l’integrità dell’informazione quando la maggior parte dei contenuti presenti in rete sarà generata dall’IA? Come potremo difendere l’indipendenza editoriale se modelli di linguaggio opachi, dominati da interessi privati o da logiche arbitrarie, saranno in uso nelle redazioni?
È difficile prevedere tutte le conseguenze che l’IA avrà sui media. Ma una cosa è certa: l’innovazione non porta il progresso di per sé. Deve essere accompagnata da regole precise e principi etici per offrire benefici a tutta l’umanità: condizione essenziale se vogliamo proteggere il diritto all’informazione dal quale dipendono le nostre libertà fondamentali, la libertà di opinione e di espressione.
L’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il mondo del giornalismo. In che modo saremo in grado di garantire l’integrità dell’informazione quando la maggior parte dei contenuti presenti in rete sarà generata dall’IA? Come potremo difendere l’indipendenza editoriale se modelli di linguaggio opachi, dominati da interessi privati o da logiche arbitrarie, saranno in uso nelle redazioni?
È difficile prevedere tutte le conseguenze che l’IA avrà sui media. Ma una cosa è certa: l’innovazione non porta il progresso di per sé. Deve essere accompagnata da regole precise e principi etici per offrire benefici a tutta l’umanità: condizione essenziale se vogliamo proteggere il diritto all’informazione dal quale dipendono le nostre libertà fondamentali, la libertà di opinione e di espressione.
Nell’estate 2023, Reporters sans frontières (Rsf) ha costituito una Commissione internazionale con il compito di elaborare le prime linee-guida etiche al mondo per accompagnare i media nell’era dell’IA. Composta da 32 personalità da 20 Paesi, esperti di giornalismo o IA, è presieduta da Maria Ressa, Premio Nobel per la Pace 2021.
Cinque mesi di riunioni, 700 interventi, un’analisi elaborata a livello internazionale hanno messo in evidenza punti di vista che, pur nella loro diversità, hanno dato vita a un’alleanza inedita.
La Carta pubblicata a Parigi, nel novembre 2023, enuncia dieci principi essenziali per garantire l’integrità dell’informazione e preservare la funzione sociale del giornalismo. Ne evochiamo quattro.
Innanzitutto, l’etica e la prudenza devono governare le scelte tecnologiche nei media. Sondaggi recenti rivelano che un’ampia maggioranza dei cittadini preferirebbe che l’IA fosse usata in modo più lento e sicuro.
In secondo luogo, il giudizio umano deve restare centrale nelle decisioni editoriali.
I media devono, inoltre, aiutare la società a distinguere i contenuti autentici (prodotti dal mondo reale) da quelli sintetici (generati o alterati dall’IA).
Infine, durante le trattative con le imprese tecnologiche, i media e i detentori dei diritti di proprietà intellettuale dovranno dare la priorità all’interesse pubblico e alla missione sociale del giornalismo.
È cruciale esigere dai proprietari di chatbot una remunerazione equa per i creatori e i proprietari dei contenuti nonché vere garanzie su qualità, pluralismo e affidabilità dell’informazione.
Quest’ultimo principio è importante alla luce dei primi partenariati in corso di realizzazione tra stampa e fornitori di IA, e delle cause già intentate da alcuni media nei confronti di imprese di tecnologia.
Siamo a un punto di svolta. Usata con integrità e discernimento, l’IA offre opportunità inedite per arricchire la nostra comprensione di un mondo complesso, in cui i deepfake non possono che alimentare la disinformazione e la diffidenza del pubblico.
Nel presente frastornante di oggi, possiamo catturare l’attenzione solo in due modi: estorcendola o meritandola. I social media hanno scelto la prima opzione.
Per prevalere, il giornalismo di qualità dovrà invece puntare strenuamente alla verità fattuale, alle sfumature e all’imparzialità. Incoraggiamo i media e i professionisti dell’informazione a fare propri i principi della Carta di Parigi sull’IA e il giornalismo.
I firmatari:
Charlie Beckett è professore alla London School of Economics e direttore del Lse Journalism and AI Project
Christophe Deloire è segretario generale di Reporters sans frontières e presidente del Forum su Informazione e democrazia
Gary Marcus è fondatore e presidente del Center for the Advancement of Trustworthy AI e professore emerito alla New York University
Maria Ressa, Premio Nobel per la Pace 2021, è giornalista e cofondatrice del media Rappler, presidente della commissione della Carta di Parigi su IA e giornalismo
Stuart Russell è professore di Informatica all’Università di California, Berkeley, e fondatore del Center for Human-compatible AI
Anya Schiffrin è docente di Affari Pubblici Internazionali presso l’Università Columbia (Usa)