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“Senza consenso è stupro”

La nuova versione della direttiva europea contro la violenza sulle donne è un arretramento grave rispetto alla proposta del Parlamento europeo
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È una vergogna.Solo così si può definire. Questa nuova versione della direttiva europea contro la violenza sulle donne è un arretramento grave rispetto alla proposta del Parlamento europeo. È un arretramento grave rispetto alla Convenzione di Istanbul. E pensare che doveva esserne la traduzione in norma! Non deve passare nella votazione in Parlamento di aprile. Primo, perché non considera il reato di stupro come basato sull'assenza del consenso esplicito della vittima. Non considera le molestie sessuali sul lavoro, e definisce la violenza cyber perseguibile solo se se ne dimostra il danno ricevuto. Secondo, perché si limita a sensibilizzare le popolazioni contro il reato di stupro.

E che dobbiamo fare una direttiva per sensibilizzare? Possibile che nel passaggio dal Parlamento al Consiglio dove votano i governi la situazione si sia così compromessa? Sì possibile, purtroppo. Perché ciò che riguarda le donne è di secondaria importanza, ahimé, anche a livello europeo. E, quindi, se c'è …

È una vergogna.Solo così si può definire. Questa nuova versione della direttiva europea contro la violenza sulle donne è un arretramento grave rispetto alla proposta del Parlamento europeo. È un arretramento grave rispetto alla Convenzione di Istanbul. E pensare che doveva esserne la traduzione in norma! Non deve passare nella votazione in Parlamento di aprile. Primo, perché non considera il reato di stupro come basato sull'assenza del consenso esplicito della vittima. Non considera le molestie sessuali sul lavoro, e definisce la violenza cyber perseguibile solo se se ne dimostra il danno ricevuto. Secondo, perché si limita a sensibilizzare le popolazioni contro il reato di stupro.

E che dobbiamo fare una direttiva per sensibilizzare? Possibile che nel passaggio dal Parlamento al Consiglio dove votano i governi la situazione si sia così compromessa? Sì possibile, purtroppo. Perché ciò che riguarda le donne è di secondaria importanza, ahimé, anche a livello europeo. E, quindi, se c'è qualcosa da sacrificare si sacrifica, per opportunismo, per evitare temi divisivi nei propri paesi in piena campagna elettorale. Ma Scholz e Macron che sono stati i protagonisti dello stralcio dell'art. 5 ne dovranno rispondere di fronte alle donne del loro Paese e di tutta Europa. Che cosa faranno i differenti gruppi in Parlamento? I socialisti voteranno come Scholz questa pessima direttiva? E i verdi? E i popolari? Eppure la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sostenuto fortemente la Convenzione di Istanbul. Accetta così facilmente questo arretramento in corsa pur di una sua approvazione?

Le donne devono far sentire la loro voce. Allarghiamo la protesta nel nostro e negli altri Paesi. Facciamo sì che la direttiva sia rimandata alla prossima legislatura. Spingiamo sui gruppi del Parlamento Europeo per un ritorno alla ragione. Sono ormai superate le 76 mila firme alla petizione lanciata da Differenza donna . Continuiamo a firmare in Italia e in Europa: https://Change.org/SenzaConsensoÈStupro. Non molliamo. Sempre più dobbiamo contare sulle nostre forze. Giochiamocele.Organizziamole.Perché indietro non si deve tornare.________________________________________

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