✕

La musica dell’Italia ignorata

La vicinanza temporale tra l’approvazione dell’autonomia differenziata e il successo di Geolier porta a parlare del nuovo linguaggio giovanile scevro di razzismo
2 minuti di lettura

La vicinanza temporale tra l’approvazione al Senato della cosiddetta Autonomia differenziata e il contestatissimo successo del napoletano Geolier al festival di Sanremo si presta oggettivamente ad una particolare lettura dell’Italia di oggi dove un razzismo di ritorno occupa di nuovo la scena politica, sociale e culturale del Paese. La sud-fobia era stata annacquata negli ultimi tempi anche per la necessità della Lega di Salvini di voler apparire a tutti i costi un partito “nazionale”, non più nordista e localista. Rientrata nelle sue valli e nei suoi insediamenti elettorali tradizionali, la Lega è tornata al regionalismo separatista delle origini. Ed è incredibile come stia ottenendo la realizzazione del suo massimo obiettivo politico, cioè l’approvazione di una legge che costituzionalizza una specie di “superiorità geografica” delle regioni che governa, proprio mentre al governo c’è una coalizione di patriottici e nazionalisti tutti di un pezzo, che hanno approvato senza colpo ferir…

La vicinanza temporale tra l’approvazione al Senato della cosiddetta Autonomia differenziata e il contestatissimo successo del napoletano Geolier al festival di Sanremo si presta oggettivamente ad una particolare lettura dell’Italia di oggi dove un razzismo di ritorno occupa di nuovo la scena politica, sociale e culturale del Paese. La sud-fobia era stata annacquata negli ultimi tempi anche per la necessità della Lega di Salvini di voler apparire a tutti i costi un partito “nazionale”, non più nordista e localista. Rientrata nelle sue valli e nei suoi insediamenti elettorali tradizionali, la Lega è tornata al regionalismo separatista delle origini. Ed è incredibile come stia ottenendo la realizzazione del suo massimo obiettivo politico, cioè l’approvazione di una legge che costituzionalizza una specie di “superiorità geografica” delle regioni che governa, proprio mentre al governo c’è una coalizione di patriottici e nazionalisti tutti di un pezzo, che hanno approvato senza colpo ferire una norma “sfascianazione” appena è stato loro possibile.

In effetti, l’autonomia differenziata nasce (è inutile negarlo) come continuazione sotto altra forma di un razzismo territoriale. Come dimenticare che nella prima campagna elettorale di Umberto Bossi (1983) la parola d’ordine era “A casa loro i terroni”. O le parole di Gianfranco Miglio: “Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta… Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate. Tra Nord e Sud c’è una differenza antropologica”.

Nello stesso statuto della Lega approvato nel 2012 si parla del “conseguimento dell’indipendenza della Padania quale Repubblica federale indipendente e sovrana”. E fu proprio il ministro Roberto Calderoli, ideatore del testo di legge in materia, ad essere nominato, nel 2011 presidente del fantomatico Parlamento del Nord. Nel 2006 dichiarò: “Napoli è una fogna da bonificare. Qualsiasi trasferimento di risorse a questa città, che rappresenta un insulto al paese, sarebbe assurdo e ingiustificato”. Nel 1996 aveva commentato i contenuti di un concorso pubblico con queste parole: “Si assumano i meridionali nelle scuole e negli enti pubblici solo dopo che saranno stati collocati tutti i padani. Gli insegnanti meridionali la smettano di protestare e pensino a lavorare. Considerando il tasso di analfabetismo nel Sud, riteniamo che di lavoro ce ne sia a sufficienza a casa loro”. Lo stesso Calderoli contestò la moglie del Presidente della Repubblica Ciampi perché si era permessa di dire “Amo profondamente il Sud”, chiedendo addirittura una smentita di queste parole.

Posizioni razziste tra Nord e Sud esistevano sicuramente prima della Lega, ma essa le ha inserite dentro una strategia di divisione dell’Italia e ha fornito legittimazione politica alle più becere manifestazioni di intolleranza territoriale. Non tutti i senatori che hanno votato l’Autonomia differenziata sono razzisti per il solo fatto di averlo fatto, certo, ma non si possono ignorare le torbide radici di quella legge.

Così come la maggior parte di chi ha contestato il successo di Geolier non è razzista. I diversi gusti musicali non hanno niente a che fare con il razzismo. Eppure, ci sono state (e ci sono ancora) espressioni inaccettabili che sono circolate a commento dell’esibizione del rapper napoletano, che si alimentano della stessa sostanza e dello stesso veleno che la Lega ha immesso nella politica italiana nei 40 anni di sua presenza, sdoganando e lasciando libera circolazione alle più assurde accuse verso gli immigrati e i meridionali.

Poniamoci, invece, un’altra domanda: e se il successo di Geolier fosse espressione esattamente del contrario del razzismo? Cioè, di un’Italia delle nuove generazioni il cui linguaggio artistico è più forte e unificante dei dialetti e della geografia fisica e sociale del Paese? Insomma, se un ragazzo di Secondigliano è apprezzato dai suoi coetanei di ogni parte, non è questo di per sé un comportamento antirazzista delle nuove generazioni?

Geolier è più ascoltato a Milano che a Napoli, è risultato il rapper che ha venduto di più nel 2023, è il più seguito su spotify ed è molto apprezzato all’estero, al di là di testi e di atteggiamenti che ci possono non pienamente piacere, tipici dei rapper di tutto il mondo. Geolier potrebbe essere espressione di un altro fenomeno che in tantissimi “non abbiamo visto arrivare”, solo perché si produce nelle nostre periferie. Mi posso sbagliare, ma credo che tutto ciò sia espressione dell’Italia antirazzista dei figli e dei nipoti più dei padri e dei nonni. Nel suo successo c’è anche una specie di manifesto comune dei luoghi trascurati, espresso dai talenti delle periferie che dovremmo sapere ascoltare e decifrare, soprattutto quando cantano, suonano e non sparano.

Leggi i commenti