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Perché è stato un errore ospitare Barghouti a Bologna

Perché è stato un errore ospitare Barghouti a Bologna
(eikon)
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Bologna, è una città di diversità e accoglienza. Possiede l’Ateneo più antico dell’Occidente, meta di studenti e studiosi di tante parti del mondo, che con le sue lauree ad honorem riconosce il contributo alla conoscenza e alla convivenza di grandi personalità, tra queste lo scrittore Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz.

Bologna, con la sua politica, fatta di pregi e limiti, ha cercato percorsi comuni per storie politiche lontane e ha ospitato il laboratorio di una cultura riformista e aperta con l’esperienza de Il Mulino.

Eppure, in questi giorni, questa città ha tradito la sua storia. Lo ha fatto attraverso le autorità accademiche dell’Alma Mater e quelle politiche che governano Bologna. Lo ha fatto perché esse hanno di fatto fornito un riconoscimento istituzionale al fondatore del network BDS, a guida palestinese, Omar Barghouti, accogliendolo nei loro spazi istituzionali.

BDS da quasi vent’anni con campagne anche al limite dell’intimidazione invita a boicottare Israele - non importa chi la governi - la sua società, la sua economia, la sua cultura. Israele come Stato ebraico.

Dichiarato movimento antisemita dal parlamento tedesco, criticato da personalità anche prossime alla causa palestinese, BDS diffonde una propaganda di odio (basta andare sul suo sito per scoprirlo) non dissimile da quella di entità come Hamas. In particolare, con una ambiguità tipica della propaganda autoritaria che mira a manipolare le coscienze, di fatto nega il diritto all’esistenza di Israele. Nessun riconoscimento di due Stati per due popoli, ma la fine dello stato ebraico con la pretesa del ‘ritorno’ degli eredi dei profughi palestinesi, circa sei milioni, due terzi dell’intera popolazione, ebraica, ma anche araba, di Israele.

La comunità ebraica di Bologna si è rivolta sia al Magnifico Rettore sia al sindaco di Bologna per spiegare le gravi implicazioni delle loro scelte. Ma i destinatari della lettera aperta hanno preferito procedere. Dal canto loro, gli organizzatori degli incontri hanno spacciato i due eventi come eventi di pace, per il cessate a fuoco a Gaza, ma anche la liberazione degli ostaggi di Hamas e contro la diffusione dell’antisemitismo.

Eventi di pace con chi definisce “nazista” lo Stato di Israele (Elian Weizman della South Bank University di Londra) e nelle sue campagne (BDS) volentieri confonde ebraicità e sostegno a Israele, comunque considerato illegittimo di per sé. Le autorità culturali e politiche di questa città, cedendo, spalleggiando, giustificando, rassegnandosi, hanno, con parole, atti e omissioni, tradito lo spirito di questa Bologna antica, aperta al mondo e cuore della cultura occidentale. Il male prevale quando i buoni non agiscono.

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