Pochi mesi dopo l’aggressione russa del 24 febbraio 2022, gli Ucraini avevano coniato il verbo “Macronare” (Macronete in ucraino) per descrivere l’attegiamento di una persona che si mostra preoccupata di fronte a una situazione determinata ma non fa nulla. Il presidente francese era allora stigmatizzato per la sua insistenza a voler tenere un canale aperto con Vladimir Putin e per la sua volontà di “non umiliare la Russia” mentre sul campo, le truppe di Mosca bombardavano e massacravano i civili. In occasione del secondo anniversario dell’attacco su larga scala contro l’Ucraina, “Macronare” sembra prendere un senso del tutto nuovo: rompere il tabù di un impegno occidentale più diretto accanto a Kiev. Al termine della Conferenza internazionale di sostegno all’Ucraina che si è tenuta lunedì a Parigi, Emmanuel Macron ha indicato che l’invio di truppe occidentali non può “essere escluso”. “Faremo tutto quello che c’è da fare affinché la Russia non possa vincere questa guerra” ha spiegato …
Pochi mesi dopo l’aggressione russa del 24 febbraio 2022, gli Ucraini avevano coniato il verbo “Macronare” (Macronete in ucraino) per descrivere l’attegiamento di una persona che si mostra preoccupata di fronte a una situazione determinata ma non fa nulla. Il presidente francese era allora stigmatizzato per la sua insistenza a voler tenere un canale aperto con Vladimir Putin e per la sua volontà di “non umiliare la Russia” mentre sul campo, le truppe di Mosca bombardavano e massacravano i civili. In occasione del secondo anniversario dell’attacco su larga scala contro l’Ucraina, “Macronare” sembra prendere un senso del tutto nuovo: rompere il tabù di un impegno occidentale più diretto accanto a Kiev. Al termine della Conferenza internazionale di sostegno all’Ucraina che si è tenuta lunedì a Parigi, Emmanuel Macron ha indicato che l’invio di truppe occidentali non può “essere escluso”. “Faremo tutto quello che c’è da fare affinché la Russia non possa vincere questa guerra” ha spiegato Macron “per raggiungere quest’obiettivo, tutto è possibile”. E di precisare a proposito della partecipazione di Parigi a un eventuale intervento militare: “non ho assolutamente detto che la Francia non ci sarebbe favorevole”. Per il momento, rimane un’ipotesi. La maggiore parte degli alleati ha espresso contrarietà, Nato compresa (“non c’è nessun progetto di invio di truppe di combattimento sul campo in Ucraina”) preferendo rimanere sulla linea strategica iniziale dell’Occidente: sostenere la difesa ucraina ma non entrare direttamente in conflitto con una Russia, potenza nucleare. Anche in Francia, l’iniziativa ha suscitato reazioni molto negative (“la guerra contro la Russia sarebbe una follia” per il leader della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, “Macron sta perdendo il controllo” denuncia il Rassemblement National).
Alla ricerca di posture golliste, Emmanuel Macron non è nuovo a dichiarazioni clamorose sul piano internazionale (come quando ad ottobre scorso fece appello alla costituzione di “una coalizione internazionale” contro lo Hamas). Ma l’ipotesi di una mobilitazione dell’esercito per andare a prestare assistenza o addirittura a combattere accanto alle truppe ucraine non nasce del nulla bensì dalla presa di coscienza di una sfida sempre più pressante della Russia contro gli interessi francesi e non solo in Africa tramite la milizia Wagner. Dieci giorni fa, il ministro della Difesa Sébastien Lecornu ha denunciato “un comportamento sempre di più aggressivo nei nostri confronti” e ha rivelato che a febbraio, degli aerei militari francesi che sorvolavano le acque internazionale del Mare Nero sono stati presi di mira da soldati russi che hanno minacciato di abbatterli. Di recente, una nave militare russa si sarebbe provocatoriamente avvicinata alle coste della Normandia, nella baia della Senna. Nel 2023, un centinaio di “incidenti aggressivi” sarebbero stato cosi condotti da parte dal potere russo.
Per i responsabili francesi, Mosca conduce ormai una guerra ibrida contro Parigi, fatta da intimidazioni, di disinformazione, di influenza sui social e di cyber attacchi. “Dall’invasione dell’Ucraina, la federazione di Russia ha scelto un rapporto di forza con la Francia e i suoi partner, conducendo, sotto la soglia dell’escalation, delle operazioni ibride di ingerenza” ha fatto sapere, in una nota, il ministero della Difesa, che è un bersaglio privilegiato delle operazioni russe insieme alle istituzioni e alle fabbriche di armi. “Gli attacchi cyber della Russia si sono sostanzialmente moltiplicati e intensificati” ha puntato Emmanuel Macron a margine del suo incontro a Parigi con il suo omologo Volodymyr Zelensky al termine del quale, a metà febbraio, la Francia ha firmato un accordo di sicurezza e la promessa di 3 miliardi di euro di aiuti nel 2024. “La Russia di Vladimir Putin è diventata un attore metodico della destabilizzazione del mondo” ha riassunto un Macron lontano dall’interlocutore di Putin che nel dicembre 2022 considerava ancora necessario pensare a dare “garanzie per la sua propria sicurezza alla Russia, il giorno in cui tornerà al tavolo dei negoziati”. All’avvicinarsi delle elezioni europee di giugno, mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen, che è stato a lungo vicino alla Russia e da essa finanziato, è largamente in testa nei sondaggi, il campo del presidente si allarma per la volontà russa di esacerbare le tensioni politiche, sociale e intercomunitarie nel paese. Secondo Le Monde, il servizio di sicurezza federale russo sarebbe dietro le stelle di David disegnate sui muri della periferia di Parigi nel novembre 2023, in pieno conflitto tra Israele e Hamas. I servizi francesi della sicurezza interna sono ormai convinti che tutta l’operazione sia stata pilotata dal “quinto dipartimento del Fsb”. Per le autorità francesi, il tempo di un qualche appeasement con Putin appartiene al passato. A tal punto che Emmanuel Macron si è spinto a sostenere che l’invio di truppe in Ucraina non è definitivamente scartato: “le tante persone che oggi dicono “mai, mai” erano le stesse che due anni fa dicevano “mai carri armati, mai aerei, mai missili a lungo raggio”.