Caso Bari: la destra, la sinistra e il bi-populismo
di Stefano CappelliniChe cosa è il populismo di destra? Pensare che il mandato popolare consenta di usare le istituzioni senza limiti, a proprio indebito vantaggio. Che cos’è il populismo di sinistra? Concepire l’esercizio del potere come mandato personale slegato da vincoli di partito, coalizione e talvolta di pudore.
Se qualcuno trova noiose o stucchevoli le definizioni accademiche dei vizi ormai strutturali della politica italiana, ecco che a Bari in ventiquattro ore arrivano esempi concretissimi, da abbecedario delle elementari, affinché anche il più svogliato degli osservatori possa uscire dalla teoria e toccare con mano i guasti di sistema.
Da una parte una destra che usa il Viminale come fosse una sede di partito, dove ci si riunisce per piegare gli istituti di legge alla propria convenienza e per cavarne un colpo che metta difficoltà il centrosinistra in una sua roccaforte, a Bari e in Puglia, per giunta a pochi mesi dal voto per il capoluogo. C’è quasi da temere che ormai sia una prassi p…
Che cosa è il populismo di destra? Pensare che il mandato popolare consenta di usare le istituzioni senza limiti, a proprio indebito vantaggio. Che cos’è il populismo di sinistra? Concepire l’esercizio del potere come mandato personale slegato da vincoli di partito, coalizione e talvolta di pudore.
Se qualcuno trova noiose o stucchevoli le definizioni accademiche dei vizi ormai strutturali della politica italiana, ecco che a Bari in ventiquattro ore arrivano esempi concretissimi, da abbecedario delle elementari, affinché anche il più svogliato degli osservatori possa uscire dalla teoria e toccare con mano i guasti di sistema.
Da una parte una destra che usa il Viminale come fosse una sede di partito, dove ci si riunisce per piegare gli istituti di legge alla propria convenienza e per cavarne un colpo che metta difficoltà il centrosinistra in una sua roccaforte, a Bari e in Puglia, per giunta a pochi mesi dal voto per il capoluogo. C’è quasi da temere che ormai sia una prassi per i territori in scadenza elettorale: o il governo stacca un dividendo del Pnrr, come in Abruzzo, oppure studia una penalità per la controparte.
Dall’altra c’è invece un governatore di centrosinistra, Michele Emiliano, che interviene a difesa della propria parte e finisce per offrire uno spaccato mortificante, raccontando in piazza di essere andato, quando era sindaco di Bari, a trattare con la sorella di un boss per aiutare Decaro allora suo assessore. Poi Emiliano ci mette una pezza, dice che era andato per far intendere che la musica era cambiata, e ovviamente si rivela subito peggio del buco, infine l’ultima versione: ha parlato con la sorella del boss, ma Decaro non c’era.
In mezzo c’è finito un sindaco bravo e onesto, Antonio Decaro, molto amato dai baresi — se avesse potuto candidarsi per un terzo mandato avrebbe vinto con percentuali altissime — e anche dai suoi colleghi che hanno apprezzato lo spirito di servizio e bipartisan con il quale ha guidato in questi anni l’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani.
Decaro ha il carattere e soprattutto le credenziali politiche e amministrative per restare illeso nonostante il fuoco incrociato, anche se — ed è importante ricordarlo — nessun colpo sarebbe partito, né amico né nemico, se il governo non avesse azionato su Bari un’istruttoria dal sapore tutto politico.
Circolano molte teorie dietrologiche sul perché Emiliano si sia prodotto nel racconto in piazza di un aneddoto che, pur smentito da Decaro, ha prodotto danni enormi. Ma, come spesso accade, la verità rischia di essere molto più banale delle teorie del complotto.
Dalle parole di Emiliano traspare più ansia di protagonismo che calcolo strategico, leggerezza e spregiudicatezza ideologica, in fondo la stessa che ha permesso in questi anni a Emiliano di allargare la sua maggioranza inglobando ceto politico di ogni forma e colore, compreso a un certo punto persino un sindaco vicino a CasaPound. La sorella del boss come l’assessore transfuga di Forza Italia, alla fine vale tutto.
Questo ci racconta il caso Bari: sognavamo il bipolarismo e abbiamo ottenuto il bi-populismo.