✕

Santanchè, Emiliano: crisi simmetriche

Due situazioni imbarazzanti quasi allo stesso modo, suscettibili d’influire sulle scelte degli italiani più dell’Ucraina o del Mar Rosso
2 minuti di lettura

Ormai è chiaro che ci attende un periodo scandito da nervosismo e colpi bassi. Si dirà che tutte le campagne elettorali si assomigliano ed è vero. Ma quella che stiamo vivendo è un po’ diversa, forse perché tutti hanno capito che quest’anno il voto per il Parlamento europeo non sarà il solito grande sondaggio su cui i partiti litigano, ma che in sostanza è destinato a lasciare tutto come sta. Quest’anno ci sarà qualcuno che vince e qualcuno che perde.

Per essere un’elezione con il sistema proporzionale, rischia di essere decisiva per gli assetti della coalizione di governo e non meno fondamentale per capire dove andrà il centrosinistra: in primo luogo, se esisterà mai una vera e propria coalizione tra Pd, 5s e partiti più piccoli. E da chi sarà guidata. Come equivalente europeo delle elezioni di “mezzo termine” americane, aspettiamoci qualche sorpresa.

Dai risultati si capirà se la legislatura verrà spinta avanti in una cornice di stabilità verso la sua conclusione naturale (il 2027: …

Ormai è chiaro che ci attende un periodo scandito da nervosismo e colpi bassi. Si dirà che tutte le campagne elettorali si assomigliano ed è vero. Ma quella che stiamo vivendo è un po’ diversa, forse perché tutti hanno capito che quest’anno il voto per il Parlamento europeo non sarà il solito grande sondaggio su cui i partiti litigano, ma che in sostanza è destinato a lasciare tutto come sta. Quest’anno ci sarà qualcuno che vince e qualcuno che perde.

Per essere un’elezione con il sistema proporzionale, rischia di essere decisiva per gli assetti della coalizione di governo e non meno fondamentale per capire dove andrà il centrosinistra: in primo luogo, se esisterà mai una vera e propria coalizione tra Pd, 5s e partiti più piccoli. E da chi sarà guidata. Come equivalente europeo delle elezioni di “mezzo termine” americane, aspettiamoci qualche sorpresa.

Dai risultati si capirà se la legislatura verrà spinta avanti in una cornice di stabilità verso la sua conclusione naturale (il 2027: davvero una data lontana); o se invece il suo destino si consumerà in un tempo molto più breve. Il che può accadere sia per una grave sconfitta della premier in carica sia per un suo eccessivo successo. Si spiegano allora le ragioni per cui la tensione sta crescendo tra gli schieramenti.

Le grane da risolvere si può dire che siano simmetriche. E ovviamente non riguardano i temi cruciali della pace e della guerra. Questi magari finiranno per imporsi, visto che ne siamo circondati come mai negli ultimi decenni. Ma le questioni urgenti per i partiti di governo e di opposizione al momento sono altre. Simmetriche, appunto.

A destra è il caso Santanchè. A sinistra è la vicenda Emiliano-Decaro a Bari. Due situazioni imbarazzanti quasi allo stesso modo, suscettibili d’influire sulle scelte degli italiani più dell’Ucraina o del Mar Rosso.

Può restare al suo posto una ministra la cui credibilità si è polverizzata, anche se non è rinviata a giudizio (ma potrebbe esserlo, come è evidente)? L’interrogativo domina i pensieri di tutti i protagonisti e comprimari dello psicodramma, a cominciare da chi guida l’esecutivo, e non potrebbe essere altrimenti.

Si può insistere con la politica dello struzzo, o se si preferisce del rinvio, nella speranza di una congiunzione astrale favorevole. O semplicemente per non darla vinta all’opposizione. Ma questa storia opaca getta sul governo un’ombra che diventa sempre più pericoloso sottovalutare. Le dimissioni non sarebbero di sicuro una condanna; sarebbero invece un modo logico per separare le sorti della diretta interessata da quelle dell’esecutivo.

L’altra vicenda opaca si svolge a Bari e riguarda il centrosinistra. Qui, come è noto, si vorrebbe fare chiarezza sulle parole del presidente della Regione, Emiliano, che ha coinvolto il sindaco della città in un groviglio oscuro di rapporti con una famiglia a cui appartiene un ben conosciuto mafioso del luogo.

Solo un equivoco, uno sfortunato fraintendimento come in una commedia di Goldoni? Può essere, ma l’opposizione rischia a sua volta una grave perdita di credibilità. Decaro è persona stimata anche dagli avversari, tuttavia l’ombra sfiora anche lui se non si getta luce in fretta sugli angoli bui di questo pasticcio (ora spunta anche un selfie inopportuno scattato in piazza).

Nel frattempo, una certa retorica sulla moralità assoluta della sinistra nelle amministrazioni locali viene riposta in un cassetto e chissà quando converrà tirarla fuori. Comunque sia, il ritorno alla trasparenza resta la migliore risposta. A parti rovesciate, vale quello che si è detto per la vicenda Santanchè: l’altro schieramento può ricavarne un vantaggio, ma se si resta nella palude sarà molto peggio.

Leggi i commenti