È pensabile che le decisioni più intime, quelle relative alla sfera più profonda della nostra coscienza, non vadano considerate «indisponibili» e, all’opposto, siano sottratte alla facoltà di scelta del singolo? E che il nostro vivere e il nostro morire — di noi individui in carne e ossa — non siano affidati al libero arbitrio di ognuno, bensì ad autorità esterne come quelle dello Stato, delle le…