Le 25.610 parrocchie italiane potrebbero dare il via ad altrettante comunità energetiche rinnovabili (Cer). Da centri pulsanti di evangelizzazione potrebbero assegnarsi anche il compito di produrre energia pulita, diventando “prosumer”, ossia produttrici di energia, oltre che consumatrici, attraverso l’introduzione di impianti fotovoltaici ad accumulo, pannelli solari e altri sistemi capaci di fornire energia da fonti rinnovabili. Partirebbe da questa rete una vera transizione ecologica indispensabile per affrontare la crisi climatica vicina a un punto di non ritorno.
Questo l’ambizioso progetto della Cei (la Conferenza dei vescovi in Italia), in sintonia con l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco e il concetto di ecologia integrale che, assieme a conversione alimentare ed economia circolare, attuerebbero pienamente la transizione ecologica.
L’ecologia integrale amplia l’idea di giustizia, estendendola all’ambiente, con flora e fauna, perché la natura non è “mera cornice” della vi…
Le 25.610 parrocchie italiane potrebbero dare il via ad altrettante comunità energetiche rinnovabili (Cer). Da centri pulsanti di evangelizzazione potrebbero assegnarsi anche il compito di produrre energia pulita, diventando “prosumer”, ossia produttrici di energia, oltre che consumatrici, attraverso l’introduzione di impianti fotovoltaici ad accumulo, pannelli solari e altri sistemi capaci di fornire energia da fonti rinnovabili. Partirebbe da questa rete una vera transizione ecologica indispensabile per affrontare la crisi climatica vicina a un punto di non ritorno.
Questo l’ambizioso progetto della Cei (la Conferenza dei vescovi in Italia), in sintonia con l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco e il concetto di ecologia integrale che, assieme a conversione alimentare ed economia circolare, attuerebbero pienamente la transizione ecologica.
L’ecologia integrale amplia l’idea di giustizia, estendendola all’ambiente, con flora e fauna, perché la natura non è “mera cornice” della vita umana, ma è ad essa indissolubilmente connessa.
Perché l’uomo possa continuare a vivere sulla Terra, giustizia, equità, solidarietà fra i popoli devono guidare il grande cambiamento, da realizzare cooperando, tutti assieme. Nessuno può salvarsi da solo.
Le Cer si basano sulla decentralizzazione in materia energetica e sono una preziosa opportunità per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, favorire la coesione sociale, contrastando la povertà energetica di 2,2 milioni di famiglie italiane, il 7,7% del totale della popolazione, quasi una su 10. In pratica le famiglie non riescono a pagare la bolletta, oppure, se riescono a pagarla, non hanno modo di permettersi cure sanitarie, istruzione e altri beni primari.
Questi i temi emersi dall’incontro con don Bruno Bignami, teologo e direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, nella nostra sede galleggiante sul Tevere che uniti alla necessità del coinvolgimento delle comunità rappresentano il paradigma su cui fondare la transizione ecologica che dobbiamo mettere in atto.
Come dice Papa Francesco nella “Laudato sì”, “ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie”. Quindi le reti comunitarie sono la risposta più vera alle questioni di carattere sociale.
Non tutte le 25.610 parrocchie sul territorio italiano riusciranno a diventare Carbon Free, o CO2 neutral, o Cer. Tuttavia, questa onda che parte dal basso, creando coesione e rete comunitaria, può diventare il motore di quella trasformazione culturale che è l’unico presupposto per la transizione ecologica e un nuovo modello di società.
Tante altre le azioni che si potrebbero attuare da subito, come ad esempio indire il prossimo Giubileo plastic free, senza produzione di rifiuti, come sollecitato da Marevivo, dando agli oltre 32 milioni di pellegrini attesi a Roma borracce e bicchieri benedetti dal Papa, simbolo di una filosofia nuova, “usa e non getta”.
Lo stesso vale per effettuare una transizione alimentare rinverdendo il vecchio precetto della chiesa che vedeva il venerdì giorno in cui non consumare proteine animali, e questo porterebbe una riduzione di emissioni di CO2 e consumo di suolo e acqua.
Infine, bandire il volo della plastica in forma di palloncini durante le celebrazioni di matrimoni, comunioni, cresime e funerali, cambiando le cose senza troppo sacrificio.
Il genere umano deve abbandonare logiche predatorie, smanie di potere e accumulo di ricchezza e rifondare il proprio modello sociale rendendolo inclusivo, senza sprechi di risorse e distruzione, garantendo un futuro sostenibile e uno stile di vita in armonia con il Pianeta, che è la nostra casa comune.
Ancora una volta la voce del Santo Padre e dei suoi Vescovi rappresenta una via fondamentale, che insieme all’invocazione per la pace e per la giustizia sociale, attraversa come un fulmine il nostro mondo in preda alla violenza e dedito allo sfruttamento di un Creato sull’orlo del collasso.