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Il diritto a resistere

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Sono stato 5 volte in Ucraina dallo scoppio della guerra: la costruzione della pace è un bene da non delegare solo ai Governi
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La candidatura di Marco Tarquinio è certo legittima, ma non preclude una seria discussione sulle idee e sulla rappresentanza di mondi costitutivamente plurali.

Tutte le volte che le forze politiche candidano una persona “espressione di un mondo” compiono un’opera di semplificazione che rischia una strumentalizzazione elettorale. Anche il Pci candidava “esponenti del mondo cattolico” con rischi analoghi. Per fortuna tutti i mondi sani e vitali di ispirazione laica o meno, che non siano appunto “casermette”, sono “plurali”. Non penso sia utile misurare il proprio tasso di fede a colpi di citazioni, ma almeno che siano ammesse più posizioni senza essere tacciati di “bellicismo”(anche sui diritti civili su cui credo che la legislazione italiana vada difesa e resa semmai esigibile). Sull’invasione russa in Ucraina, in Gaudium et spes del Concilio Vaticano Secondo leggo testualmente “La guerra non è purtroppo estirpata dalla umana condizione. E fintantoché esisterà il pericolo della guerra …

La candidatura di Marco Tarquinio è certo legittima, ma non preclude una seria discussione sulle idee e sulla rappresentanza di mondi costitutivamente plurali.

Tutte le volte che le forze politiche candidano una persona “espressione di un mondo” compiono un’opera di semplificazione che rischia una strumentalizzazione elettorale. Anche il Pci candidava “esponenti del mondo cattolico” con rischi analoghi. Per fortuna tutti i mondi sani e vitali di ispirazione laica o meno, che non siano appunto “casermette”, sono “plurali”. Non penso sia utile misurare il proprio tasso di fede a colpi di citazioni, ma almeno che siano ammesse più posizioni senza essere tacciati di “bellicismo”(anche sui diritti civili su cui credo che la legislazione italiana vada difesa e resa semmai esigibile). Sull’invasione russa in Ucraina, in Gaudium et spes del Concilio Vaticano Secondo leggo testualmente “La guerra non è purtroppo estirpata dalla umana condizione. E fintantoché esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà un’autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa. I capi di Stato e coloro che condividono la responsabilità della cosa pubblica hanno dunque il dovere di tutelare la salvezza dei popoli che sono stati loro affidati, trattando con grave senso di responsabilità cose di così grande importanza. Ma una cosa è servirsi delle armi per difendere i giusti diritti dei popoli, ed altra cosa voler imporre il proprio dominio su altre nazioni. La potenza delle armi non rende legittimo ogni suo uso militare o politico. Né per il fatto che una guerra è ormai disgraziatamente scoppiata, diventa per questo lecita ogni cosa tra le parti in conflitto”. Lo stesso Magistero della Chiesa, (si veda il catechismo della Chiesa cattolica) dice nel punto 2309 non esclude ma prevede quattro strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare e la «guerra giusta». Dall’invasione russa, Putin ha accettato solo il cosiddetto accordo sul grano, per poi bombardare i convogli il giorno stesso.

Indicare Tienanmen come un atto eroico di resistenza nonviolenta è importante, soprattutto per non dimenticare i metodi della dittatura militare cinese. Si stimano più di 10.000 ragazzi e ragazze morti allora per la libertà e la democrazia. Non li ricordiamo abbastanza. Se si crede nel pluralismo spero però sia possibile esprimere anche la mia posizione: sono stato 5 volte in Ucraina dallo scoppio della guerra perché penso che la costruzione della pace sia un bene da non delegare mai all’esclusiva azione dei Governi, ma che sia importante mobilitare la società civile. Per questo pensiamo che accanto alla resistenza sia necessario mobilitare i corpi civili di pace europei.

Io penso, sinceramente, che l’Ucraina stia difendendo il mondo da 805 giorni. Che le colpe dell’Europa e della Nato siano state, al contrario, il sostanziale silenzio dalla strage della rivolta della dignità di Piazza Maidan del 2014.

Ci sono, in particolare, due profili critici da segnalare. Il primo è che la dottrina sociale non è cambiata in termini di legittima difesa, che resta ammessa ed anzi “doverosa”. Si può pensarla diversamente sul caso concreto, ma non sostenere che essere cattolici porti necessariamente a ritenere sbagliata una legittima difesa in caso di aggressione. Il secondo è l’eredità del cattolicesimo democratico italiano ed europeo. Noi non siamo solo cattolici legati all’insegnamento sociale della Chiesa, siamo anche il frutto di una tradizione politica che ha visto con de Gasperi (su cui si collocò successivamente anche il Pci di Berlinguer) la doppia scelta complementare dell’Unione europea e dell’Alleanza atlantica, della difesa comune delle democrazie anche attraverso alleanze militari e del connesso dovere di assistenza nella legittima difesa reciproca e di altri aggrediti. Non siamo figli di una generica cultura di neutralismo e di pacifismo astratto. Emmanuel Mounier lo diceva chiaramente: “dobbiamo ripudiare il bellicismo e dobbiamo costruire soluzioni alte, multilaterali e non violente, ma che quando la pace incontra la volontà di potenza non possiamo cedere a forme di resa confondendola con la pace stessa”. Evocare e parlare di pace non basta a costruire la pace. L’eurobarometro (rilevazione periodica sull’opinione pubblica) dice che gli italiani sono il popolo d’Europa più freddo sul sostegno all’Ucraina. Sono sicuro che Tarquinio non si vorrà unire ai politici che hanno cercato di sfruttare la confusione, quella sì, tutta occidentale di confondere la pace con “l’essere lasciati in pace” (e lasciare gli ucraini, e non solo, al loro destino) e la nostra pigrizia che considera con fastidio il diritto a resistere su cui, peraltro, è nata la nostra Repubblica.

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