L’arte “vede” tutto, molto prima che accada. La letteratura si immerge nell’abisso, per poi venire a riferirci cosa ha visto. Nel 1963, Italo Calvino aveva già capito tutto. “La speculazione edilizia” ci ha raccontato quello che avremmo poi visto infinite volte, tra il sacco delle città e gli ecomostri delle coste, la gigantesca Tangentopoli nazionale dei primi anni ’90 e le Mazzettopoli locali d…