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La multa a Meta: quando il cliente diventa merce

Mountain View, California (Stati Uniti): il quartier generale di Meta (reuters)
Negli Stati Uniti e nell’Unione Europea le piattaforme social devono rassegnarsi a maggiore trasparenza e cooperazione con le autorità e il pubblico
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Le voci più ascoltate su Facebook-Meta negli Stati Uniti sono, nell’ordine, Dan Bongino, rabbioso commentatore di ultradestra, la rete conservatrice Fox News, il sito religioso Jesus Daily e, al quarto posto, Breitbart, testata militante per l’ex presidente Donald Trump. Solo quinto fa capolino il telegiornale Cnn, incalzato subito dai siti Patrioti per Trump e Trump Presidente. Nella classifica riservata su Facebook alla comunità dei cittadini che non scambiano link fra loro, dialogando in diretta, Trump è primo, Fox News seconda.

Fonte dei dati la stessa piattaforma social Meta-Facebook, a conferma che l’arena cruciale della nostra vita politica quotidiana è, da una generazione, la rete e che le elezioni di sabato e domenica per l’Unione Europea, e per la Casa Bianca fra Trump e il presidente Biden a novembre, avranno nel web il campo di battaglia decisivo.

È il contesto necessario a comprendere la decisione del Garante della Concorrenza e dei Consumatori di multare, per 3,5 milio…

Le voci più ascoltate su Facebook-Meta negli Stati Uniti sono, nell’ordine, Dan Bongino, rabbioso commentatore di ultradestra, la rete conservatrice Fox News, il sito religioso Jesus Daily e, al quarto posto, Breitbart, testata militante per l’ex presidente Donald Trump. Solo quinto fa capolino il telegiornale Cnn, incalzato subito dai siti Patrioti per Trump e Trump Presidente. Nella classifica riservata su Facebook alla comunità dei cittadini che non scambiano link fra loro, dialogando in diretta, Trump è primo, Fox News seconda.

Fonte dei dati la stessa piattaforma social Meta-Facebook, a conferma che l’arena cruciale della nostra vita politica quotidiana è, da una generazione, la rete e che le elezioni di sabato e domenica per l’Unione Europea, e per la Casa Bianca fra Trump e il presidente Biden a novembre, avranno nel web il campo di battaglia decisivo.

È il contesto necessario a comprendere la decisione del Garante della Concorrenza e dei Consumatori di multare, per 3,5 milioni di euro, il gruppo di Facebook, Instagram e Whatsapp, perché “nel processo di registrazione a Instagram, gli utenti non hanno ricevuto informazioni chiare sulla raccolta e l’uso dei loro dati per fini commerciali”.

Una battuta tradizionale fra gli studiosi delle piattaforme ricorda: “Se online vi offrono un servizio gratis, è perché voi siete la merce, non i clienti!”. Un sorriso per disegnare la controversa realtà che il team Antitrust, guidato dal Garante Roberto Rustichelli, prova a rimettere in ordine, tanto più che la piattaforma Meta, in precedenza, aveva già avuto rilievi e contestazioni non evase per l’Authority.

È il tema che, con un corpus di giurisprudenza a rilievo internazionale, l’Europa affronta con Gdpr sui dati, Code of Conduct su pratiche di informazione, AI Act su Intelligenza Artificiale e Digital Services Act su ruolo delle comunità digitali.

L’Italia ha voce in capitolo, anche per il folto drappello di studiosi schierati e, se resiste alla tentazione del colpo di teatro, come nell’improvvida censura a Chat-Gpt, può agire di conserva con gli altri Paesi che, dalla Spagna a trentatré Stati americani, rivendicano chiarezza online.

Meta obietta, come in passato, che già dal 2023 ha modificato i protocolli di accesso, proprio per rispettare il mandato del Garante e ritiene quindi ingiusta l’ammenda ma i cittadini, giovani e no, che provano ad accedere al servizio si aggirano in un labirinto di linguaggi burocratici, dalla precaria trasparenza.

Comunque evolva la vicenda, la strada è fissata in parallelo, negli Stati Uniti e nell’Unione Europea: le piattaforme social devono rassegnarsi a maggiore trasparenza e cooperazione con autorità e pubblico. Negli Usa saranno mercato e competizione, stimolate da Washington, ad avviare il percorso, nell’Unione Europea i protagonisti indosseranno i panni della Commissione, il risultato non muterà e il monopolio Over The Top non durerà in eterno.

Chiave di volta resta, infine, l’accesso ai dati, la possibilità che, senza violare i modelli di business dei brand, ricercatori, opinione pubblica, giornalisti, gente semplice possano conoscere e analizzare il formidabile cosmo dei dati, e delle loro interazioni, che le piattaforme custodiscono gelose. Non si tratta solo del diritto individuale tutelato dalla decisione del Garante, ma di evidenziare l’intero network globale della disinformazione della guerra ibrida.

Instagram @gianniriotta

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