Decreto carceri del governo, è solo un sacco vuoto: servono provvedimenti immediati
di Lirio AbbateIl ministro della Giustizia Carlo Nordio
Il decreto carceri del ministro della Giustizia Carlo Nordio non contiene nulla di veramente incisivo, quantomeno in proporzione all’entità della grave situazione in cui si trovano i detenuti e le strutture penitenziarie. Il testo che è venuto fuori dal Consiglio dei ministri è un sacco vuoto e denota grande confusione da parte dell’esecutivo sul mondo penitenziario che è in grande crisi.
Perché quella dei suicidi è una conta drammatica, diventata giorno dopo giorno un’emergenza alla quale occorre porre subito rimedio attraverso provvedimenti immediati. Tutto ciò però non viene risolto dallo sconto di pena che il guardasigilli ha concesso, seppur criticandolo e considerandolo «non un atto di generosità, ma un atto di resa», che a leggerla così appare come una resa dello Stato davanti alla grave situazione delle carceri, dove appare chiaro che sulla condizione dei detenuti comuni, che sono la stragrande maggioranza della popolazione carceraria, non si vuole fare sul serio. Perché la l…
Il decreto carceri del ministro della Giustizia Carlo Nordio non contiene nulla di veramente incisivo, quantomeno in proporzione all’entità della grave situazione in cui si trovano i detenuti e le strutture penitenziarie. Il testo che è venuto fuori dal Consiglio dei ministri è un sacco vuoto e denota grande confusione da parte dell’esecutivo sul mondo penitenziario che è in grande crisi.
Perché quella dei suicidi è una conta drammatica, diventata giorno dopo giorno un’emergenza alla quale occorre porre subito rimedio attraverso provvedimenti immediati. Tutto ciò però non viene risolto dallo sconto di pena che il guardasigilli ha concesso, seppur criticandolo e considerandolo «non un atto di generosità, ma un atto di resa», che a leggerla così appare come una resa dello Stato davanti alla grave situazione delle carceri, dove appare chiaro che sulla condizione dei detenuti comuni, che sono la stragrande maggioranza della popolazione carceraria, non si vuole fare sul serio. Perché la liberazione anticipata così come è stata riconfermata – perché nulla cambia, tranne che si spera in una procedura più veloce e semplificata - riguarderà un ristretto numero di persone che stanno scontando la pena.
Un dato che è quisquiglia rispetto alla schiera di indagati che si prevede che entrerà in carcere con il decreto sicurezza – che è in via di approvazione – e che introduce nuove fattispecie di reato che porterà dietro le sbarre molte altre persone. Come è stato per il decreto Caivano con la stretta del provvedimento voluto dal governo di Giorgia Meloni, con il ricorso alla custodia cautelare aumentato del sessanta per cento, provocando il sovraffollamento di istituti e giovanissimi detenuti gestiti con dosi massicce di psicofarmaci, come nei Cpr. Le misure adottate da Nordio non cambiano questi punti critici. E il pianeta carcere si inabissa sempre di più.
Non abbiamo trovato in questo decreto nuove assunzioni di medici, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori e operatori civili per sostenere i detenuti, aiutarli nei momenti di sconforto e di depressione. Come nulla viene fatto per evitare di far scontare in carcere la pena alle donne in stato di gravidanza o alle mamme con un bimbo sotto un anno.Mentre per rimediare al sovraffollamento si fa ricorso alle strutture private, si tende verso una sorta di privatizzazione della detenzione. È chiaro che la capacità carceraria dovrebbe essere enormemente migliorata, questo non significa che si devono mettere in prigione più persone, ma fare in modo che quelle che ci sono possano vivere in condizioni meno degradanti e si dovrebbe pensare anche a un’altra forma di fare scontare le pene per i reati minori, anche per maggiore utilità della società.