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Renzi-Schlein, il gol che fa sognare la sinistra

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In attesa di capire se il calcio è metafora della vita, o più probabilmente viceversa, prendiamo atto di questa azione su un campo di pallone
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C’è un gol che fa sognare la sinistra, segnato di destro su assist dal centro. In attesa di capire se il calcio è metafora della vita, o più probabilmente viceversa, prendiamo atto di questa azione su un campo di calcio (campo largo, larghissimo) dove Matteo Renzi passa il pallone a Elly Schlein che tira e segna. C’è intesa, tra quei due. Larga? Larghissima?

È il momento più fortemente simbolico della “Partita del cuore” all’Aquila tra nazionale politici (in azzurro, con sprezzo del pericolo, fortunatamente non allenati da Spalletti ma da La Russa) e nazionale cantanti, in arancione tendente al rosso, colore non proprio trionfante in Italia. Vecchie glorie da una parte e dall’altra.

Una di queste, appunto Renzi, ha brillato con il numero 8. A un certo punto si è messo a girare su sé stesso a centrocampo (gli è accaduto anche in Parlamento, più volte) e ha “verticalizzato” per Elly Schlein, peraltro sedicente ex calciatrice.

La segretaria del Pd si è lanciata senza indugio verso la …

C’è un gol che fa sognare la sinistra, segnato di destro su assist dal centro. In attesa di capire se il calcio è metafora della vita, o più probabilmente viceversa, prendiamo atto di questa azione su un campo di calcio (campo largo, larghissimo) dove Matteo Renzi passa il pallone a Elly Schlein che tira e segna. C’è intesa, tra quei due. Larga? Larghissima?

È il momento più fortemente simbolico della “Partita del cuore” all’Aquila tra nazionale politici (in azzurro, con sprezzo del pericolo, fortunatamente non allenati da Spalletti ma da La Russa) e nazionale cantanti, in arancione tendente al rosso, colore non proprio trionfante in Italia. Vecchie glorie da una parte e dall’altra.

Una di queste, appunto Renzi, ha brillato con il numero 8. A un certo punto si è messo a girare su sé stesso a centrocampo (gli è accaduto anche in Parlamento, più volte) e ha “verticalizzato” per Elly Schlein, peraltro sedicente ex calciatrice.

La segretaria del Pd si è lanciata senza indugio verso la porta avversaria, ha inventato una mezza “ruleta”, la giravolta resa celebre da Zidane, e con un po’ di fortuna ma non senza merito si è ritrovata davanti al portiere: a questo punto, un paio di finte, un bel tiro secco e il gol. Forse Schlein era il caso di portarla a Euro 2024.

Bastava molto meno per far immaginare al popolo della sinistra che in quella porta, anziché un’ugola d’oro, ci fosse Giorgia Meloni: la capa della destra, battuta di destro dalla capa della sinistra dopo la santa alleanza.

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L’affettuoso abbraccio che ne è seguito tra Renzi e Schlein (Matteo lo ha prontamente postato sui social) è stato un’annunciazione cinquecentesca: la prossima volta, magari, tutto questo accadrà non dentro una porta ma dentro un’urna. Per il campo largo e le larghe intese, peraltro, non si può fare a meno di Conte: ma, se si vuol vincere qualcosa, il Conte che sarebbe meglio chiamare in soccorso non è Giuseppe ma Antonio.

In evidente stato di grazia tecnica, prima della partita Renzi ha umiliato con un “cucchiaio” il proprio portiere Giorgetti, durante il riscaldamento, consigliandogli di stare attento alle entrate ma soprattutto alle uscite.

Poi, certo, non tutto è facile come sembra. Renzi, tanto per dire, sarà possibile convocarlo nella Nazionale della nuova sinistra italiana per altri assist in campo e fuori, oppure il regolamento lo considera straniero, dopo la partecipazione al matrimonio indiano in costume e le conferenze dagli sceicchi?

Sorprende, in questa mutazione tattica di Matteo, la capacità di passare il pallone anche agli altri. Per una volta, nessun palleggio barocco e neppure uno sgambetto al compagno di squadra del momento, tipo Letta o Calenda, ma un bel filtrante verso chi deve finalizzare l’azione: Matteo Renzi altruista e concreto è la notizia dell’estate. Purché non gli venga mai in mente di dire «stai serena» a Elly.

Una cosa appare certa, e cioè la vocazione offensiva di Elly Schlein, giocatrice concreta. Dopo troppi anni di “falsi nueve” capaci solo di passarsi il pallone a vicenda per non calciare mai in porta, il Pd sembra avere finalmente una punta di quelle che prima tirano e poi pensano, come si diceva una volta dei bomber d’area con il gol nel sangue.

Per la cronaca, la sfida benefica dell’Aquila si è conclusa con la vittoria ai rigori dei politici, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi su un 7-7 un po’ democristiano. Sempre per la stessa cronaca, corre l’obbligo di precisare che la prodezza di Ronaldo Schlein su assist di Pirlo Renzi è stata annullata per fuorigioco. Non che questo basti a far smettere di sognare la sinistra (tra l’altro, alle elezioni non c’è il Var).

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