✕

Elezioni Usa, l’aborto e il voto delle donne

Milwaukee (Wisconsin), 15 luglio: una manifestazione contro l'aborto 

Ascolta l'audio

La battaglia dei repubblicani contro i diritti può aiutare i democratici. Soprattutto con Kamala Harris
2 minuti di lettura

All’inizio di quest’anno Biden aveva aperto la campagna elettorale dicendo che i diritti delle donne e l’aborto sarebbero stati al centro del suo programma per la rielezione. Il presidente aveva anche aggiunto che, se fosse stato rieletto, avrebbe approvato una legge federale per proteggere i diritti riproduttivi. Tuttavia, dopo il disastroso dibattito di Biden e lo scampato attentato a Trump, tutto questo sembrava passato in secondo piano.

Proprio durante il dibattito, Trump aveva falsamente accusato i democratici di voler uccidere i bambini fino al nono mese di gravidanza — una frase che detta in un contesto normale avrebbe suscitato indignazione. E invece, non solo Biden non era riuscito a rispondere, ma il giorno seguente nessuno si era preoccupato di smentire Trump. L’attenzione era tutta focalizzata sull’incapacità del vecchio presidente di correre per la rielezione.

Intanto, in campo repubblicano, la battaglia contro i diritti delle donne è continuata durante la convention…

All’inizio di quest’anno Biden aveva aperto la campagna elettorale dicendo che i diritti delle donne e l’aborto sarebbero stati al centro del suo programma per la rielezione. Il presidente aveva anche aggiunto che, se fosse stato rieletto, avrebbe approvato una legge federale per proteggere i diritti riproduttivi. Tuttavia, dopo il disastroso dibattito di Biden e lo scampato attentato a Trump, tutto questo sembrava passato in secondo piano.

Proprio durante il dibattito, Trump aveva falsamente accusato i democratici di voler uccidere i bambini fino al nono mese di gravidanza — una frase che detta in un contesto normale avrebbe suscitato indignazione. E invece, non solo Biden non era riuscito a rispondere, ma il giorno seguente nessuno si era preoccupato di smentire Trump. L’attenzione era tutta focalizzata sull’incapacità del vecchio presidente di correre per la rielezione.

Intanto, in campo repubblicano, la battaglia contro i diritti delle donne è continuata durante la convention. Trump ha scelto come vicepresidente il senatore dell’Ohio J.D. Vance, che in passato aveva dichiarato di essere contrario all’aborto (senza eccezioni in caso di stupro e incesto) e favorevole a una legge che lo mettesse al bando a livello federale — salvo poi uniformarsi a Trump e dire che spetta solo ai singoli Stati decidere su questa materia.

La scelta dei repubblicani di lasciare agli Stati la giurisdizione sull’interruzione di gravidanza non è affatto confortante: in Texas e in Florida, per esempio, non si può abortire dopo la sesta settimana, quando una donna non sa neppure di essere incinta. L’idea non piace neppure ai pro-vita che chiedono una legge federale e avrebbero dato battaglia su questo alla Convention se Trump non avesse subito un attentato.

Probabilmente la scelta di Vance come vice non aiuterà l’ex presidente a riconquistare il voto delle donne bianche dei sobborghi, che avevano votato per lui nel 2016 e tra le quali le restrizioni all’aborto sono impopolari. Vance ha anche definito le donne senza figli “miserabili gattare” e le donne che mandano i figli all’asilo per tornare a lavorare “cattive madri”.

Questa retorica che esalta la figura della tradwife, la moglie tradizionale che non lavora e si occupa di marito e figli, potrebbe invece aiutare i democratici, soprattutto ora che Biden si è ritirato e ha dato il suo appoggio a Kamala Harris. La vicepresidente, e possibile candidata in pectore, ha parlato spesso negli ultimi mesi del pericolo che corrono le donne e i loro diritti nel caso di una vittoria di Trump.

Dopo la sentenza della Corte Suprema del 2022, che ha cancellato l’aborto come diritto costituzionalmente garantito, i diritti riproduttivi sono infatti sotto attacco. Del resto, con il fervore religioso che è tornato alla ribalta negli Stati Uniti (con i dieci comandamenti affissi in tutte le classi della Louisiana e lo studio obbligatorio della Bibbia in Oklahoma) il controllo sul corpo delle donne rimane prioritario. Il popolo Maga, che più che un movimento politico ricorda da vicino una setta religiosa, ne ha fatto un cavallo di battaglia.

A preoccupare i democratici sono anche le proposte del Project 2025, pubblicato dalla Heritage Foundation e scritto da alcuni membri dell’ex amministrazione Trump, che vorrebbe mettere al bando le pillole abortive.

Del resto, i repubblicani godono, come mai prima d’ora, del sostegno incondizionato di milioni di elettori evangelici che sono disposti a perdonare all’ex presidente i soldi alla pornostar, l’assalto al Congresso e i tentati brogli elettorali solo per aver nominato alla Corte Suprema tre nuovi giudici antiabortisti.

Se Harris dovesse essere la candidata democratica, con molta probabilità la campagna elettorale tornerà a concentrarsi sui diritti riproduttivi, sperando che le donne si rechino a votare a novembre come fecero due anni fa, durante le elezioni di medio termine.

Leggi i commenti