Perché è in salita la via delle riforme
di Stefano FolliC’è chi ancora ne dubita, ma è abbastanza probabile che l’Italia stia pagando un costo per il suo mancato voto a Ursula von der Leyen. Il Rapporto annuale sullo stato dell’Unione, ad esempio, sembra al costituzionalista Stefano Ceccanti, figura di spicco del centrosinistra, inasprito nel merito per quanto riguarda il nostro Paese. Se è così, la ragione va cercata anche nella scelta di Giorgia Meloni di mettersi ai margini rispetto a uno dei rituali solenni “dell’establishment” europeo: appunto il voto sulla nuova presidenza — in questo caso la conferma dell’uscente — che definisce gli equilibri e persino gli stati d’animo in cui nasce la nuova commissione. Sono esagerati gli appunti rivolti all’Italia su di una lunga serie di argomenti? Forse sì, per la ragione appena detta
Ma non è proprio il caso di fare spallucce. Se anche il presidente della Repubblica parla di “atti eversivi”, a proposito di azioni intimidatorie contro la libertà d’informare — ossia il cardine della libertà di st…
C’è chi ancora ne dubita, ma è abbastanza probabile che l’Italia stia pagando un costo per il suo mancato voto a Ursula von der Leyen. Il Rapporto annuale sullo stato dell’Unione, ad esempio, sembra al costituzionalista Stefano Ceccanti, figura di spicco del centrosinistra, inasprito nel merito per quanto riguarda il nostro Paese. Se è così, la ragione va cercata anche nella scelta di Giorgia Meloni di mettersi ai margini rispetto a uno dei rituali solenni “dell’establishment” europeo: appunto il voto sulla nuova presidenza — in questo caso la conferma dell’uscente — che definisce gli equilibri e persino gli stati d’animo in cui nasce la nuova commissione. Sono esagerati gli appunti rivolti all’Italia su di una lunga serie di argomenti? Forse sì, per la ragione appena detta
Ma non è proprio il caso di fare spallucce. Se anche il presidente della Repubblica parla di “atti eversivi”, a proposito di azioni intimidatorie contro la libertà d’informare — ossia il cardine della libertà di stampa — vuol dire che la linea rossa è stata scavalcata. Quanto meno è questa la sensazione che si va diffondendo in un segmento non piccolo dell’opinione pubblica. Perché contano i fatti, ma conta persino di più come i fatti vengono percepiti, aumentando il senso d’incertezza collettivo.
Quali conseguenze politiche se ne possono trarre? Verrebbe da dire che il governo Meloni si sta indebolendo. Uno dopo l’altro, la serie di incidenti di percorso uniti ad alcune scelte sbagliate sta creando un’impressione di crescente precarietà. D’altra parte non ci sono ragioni per immaginare una crisi di governo a breve o anche a medio termine. Allo stato, nessuno nella coalizione di centrodestra ha interesse a fare lo sgambetto a Giorgia Meloni. Siamo nella fase in cui i contrasti e le frizioni tra i partiti mirano a guadagnare spazi di potere, non certo a rovesciare il tavolo.
Del resto, il voto per le europee ha segnalato la buona salute dei Fratelli d’Italia e della loro leader. Insieme alla ripresa del Pd di Elly Schlein in uno schema di nuovo tendenziale bipolarismo. Di conseguenza, se si parla di una Meloni indebolita, non ci si riferisce al rapporto di forze con un’opposizione che è tuttora lontana dal costituire un’alternativa a portata a mano. Parlare di indebolimento vuol dire che la prima fase del governo è finita e la premier non dispone oggi del fatidico tocco magico dei primi mesi. Si potrebbero fare molti esempi, ma ne basta uno. Il premierato, una delle riforme più qualificanti ma anche più controverse, avrebbe bisogno di uno slancio straordinario per essere discussa e approvata in Parlamento, considerando che non ci sono margini per un’intesa che non sia al ribasso tra maggioranza e opposizione. In una stagione in cui affiorano invece i primi segni di un logorio che tocca in primo luogo la figura del presidente del Consiglio, diventa più difficile e persino rischioso insistere con la stessa spavalderia dei primi tempi.
Quando il premierato (cioè l’elezione diretta del presidente del Consiglio, con una serie di ricadute sugli assetti costituzionali) sembrava il cavallo di battaglia della nuova era. Non è stato così e oggi si vedono tutte le ombre del testo preparato dal governo. Andare a una prova di forza in un momento di debolezza sembra un controsenso.