Ah, questi francesi. Non solo non hanno il bidet e si mettono le baguette sotto le ascelle, ma hanno pure la pretesa di risparmiare un sacco di soldi organizzando un’Olimpiade (non questa, quella invernale del 2030).
Mentre noi italiani, furbacchioni, autentiche volpi, decidiamo che è un oltraggio usare, per dire, alcuni impianti di Torino 2006 per Milano/Cortina 2026 — mica siamo fessi noi, noi siamo convinti sovranisti e fieri campanilisti, meglio insomma sperperare un centinaio di milioni per il bob e lo slittino e una ventina per il pattinaggio di velocità — loro che fanno?
Quei sempliciotti dei nostri cugini transalpini, loro e il loro camembert e la loro Tour Eiffel che alla fin fine è solo una gran ferraglia, domandano con garbo e per favore ai piemontesi se per caso potranno utilizzare l’impianto Oval di Torino Lingotto per farci scorrere le lame dei campioni.
Quegli ingenui dei francesi avranno pensato che se un impianto già esiste, e se bastano una decina di milioni di …
Ah, questi francesi. Non solo non hanno il bidet e si mettono le baguette sotto le ascelle, ma hanno pure la pretesa di risparmiare un sacco di soldi organizzando un’Olimpiade (non questa, quella invernale del 2030).
Mentre noi italiani, furbacchioni, autentiche volpi, decidiamo che è un oltraggio usare, per dire, alcuni impianti di Torino 2006 per Milano/Cortina 2026 — mica siamo fessi noi, noi siamo convinti sovranisti e fieri campanilisti, meglio insomma sperperare un centinaio di milioni per il bob e lo slittino e una ventina per il pattinaggio di velocità — loro che fanno?
Quei sempliciotti dei nostri cugini transalpini, loro e il loro camembert e la loro Tour Eiffel che alla fin fine è solo una gran ferraglia, domandano con garbo e per favore ai piemontesi se per caso potranno utilizzare l’impianto Oval di Torino Lingotto per farci scorrere le lame dei campioni.
Quegli ingenui dei francesi avranno pensato che se un impianto già esiste, e se bastano una decina di milioni di euro per risistemarlo, meno della metà del costo di una struttura nuova e quasi sempre effimera (costano, questi cosi di vetro e cemento, più a mantenerli che a costruirli), allora perché non utilizzarlo, anche se non sta nella loro patria? Del resto, non sono cadute tutte le barriere? Il sogno europeo non è forse una felice realtà?
«Vi lasceremo tutto in ordine, alla fine raccoglieremo le cartacce per terra, spegneremo la luce e l’ultimo chiuderà la porta dell’Oval, merci». Così devono avere detto quei trogloditi dei mangia roquefort. E i piemontesi hanno risposto: «Ok, un piacere, per noi sarà bellissimo rivivere un po’ di quei meravigliosi giorni olimpici di diciotto anni fa».
E allora, a Milano e Cortina avranno proprio pensato: «Ma tu guarda ’sti fessi». Anche a loro, i piemontesi avevano offerto l’Oval chiavi in mano. E pure la pista per bob e slittino di Cesana Pariol, quella da risistemare, per carità, ma mica alla modica cifra di 125 milioni di euro più mezza montagna sbancata.
Magari, nel 2026 si poteva andare a St. Moritz, non in settimana bianca ma per quelle stesse gare di slittino e bob, su una pista perfetta. Ma noi no! Giammai! Noi siamo sovranisti, e se non passa lo straniero, neppure noi passeremo a casa sua.
Siccome, poi, noi intelligentoni siamo anche campanilisti, abbiamo pensato che Milano odia Torino, che lì è sempre Inter-Juve, che il Veneto aveva pur bisogno di uno straccio di pista nuova in mezzo ai boschi, e allora 127 chilometri tra il Duomo e la Mole sarebbero rimasti una distanza più ampia di quella tra la Terra e la Luna. Il resto lo hanno fatto i dispetti e capricci della politica. Padroni a casa nostra, e detestare i vicini di casa sempre.
A un certo punto, il sindaco di Milano ha gioito perché gli atleti olimpici avrebbero pattinato a Rho Fiera anziché a Torino, e ha parlato di «continuità territoriale». Giusto. Torino e Milano sono notoriamente separate dal Vallo Atlantico, dalla Maginot e dalla Muraglia Cinese.
Risultato: i Giochi di Milano/Cortina hanno già sfondato il tetto dei 3 miliardi e 600 milioni, i cantieri sono una moviola umana e quei poveracci dei francesi, autentici pezzenti, spenderanno dalle 7 alle 8 volte di meno per un’Olimpiade e una Paralimpiade che si svolgeranno quattro anni dopo le nostre. Avranno pure la Gioconda, ma che imbecilli.