Il summit del futuro
di Jeffrey D. SachsIl sistema geopolitico internazionale non sta producendo i risultati auspicati o necessari. Il nostro obiettivo dichiarato è lo sviluppo sostenibile, nel senso di prosperità economica, giustizia sociale, sostenibilità ambientale e pace, invece la nostra è una realtà di costante povertà in mezzo all’abbondanza, crescenti diseguaglianze, crisi ambientali sempre più gravi e guerra. Per tornare in carreggiata il segretario generale dell’Onu, António Guterres ha saggiamente convocato un Summit del futuro (Sotf) che si terrà alle Nazioni Unite il 22 e il 23 settembre, ed è stato sottoscritto dai 193 Stati membri dell’Onu.
Il concetto alla base del vertice è che l’umanità si trova di fronte a un insieme di sfide senza precedenti che possono essere risolte solo attraverso la cooperazione globale. Nessun Paese è in grado di risolvere da solo la crisi del cambiamento climatico indotto dall’uomo (soprattutto il riscaldamento del pianeta), né le crisi belliche (come in Ucraina e a Gaza) o le te…
Il sistema geopolitico internazionale non sta producendo i risultati auspicati o necessari. Il nostro obiettivo dichiarato è lo sviluppo sostenibile, nel senso di prosperità economica, giustizia sociale, sostenibilità ambientale e pace, invece la nostra è una realtà di costante povertà in mezzo all’abbondanza, crescenti diseguaglianze, crisi ambientali sempre più gravi e guerra. Per tornare in carreggiata il segretario generale dell’Onu, António Guterres ha saggiamente convocato un Summit del futuro (Sotf) che si terrà alle Nazioni Unite il 22 e il 23 settembre, ed è stato sottoscritto dai 193 Stati membri dell’Onu.
Il concetto alla base del vertice è che l’umanità si trova di fronte a un insieme di sfide senza precedenti che possono essere risolte solo attraverso la cooperazione globale. Nessun Paese è in grado di risolvere da solo la crisi del cambiamento climatico indotto dall’uomo (soprattutto il riscaldamento del pianeta), né le crisi belliche (come in Ucraina e a Gaza) o le tensioni geopolitiche (tra Usa e Cina) possono essere risolte da uno o due Paesi. Ciascun Paese, anche le grandi potenze, inclusi gli Usa, la Cina, la Russia, l’India ed altri, fa parte di una complessa struttura globale di potere, economica e politica che richiede soluzioni realmente globali.
Il vertice ruoterà attorno a cinque tematiche principali, tutte collegate al multilateralismo, ossia il sistema attraverso il quale le nazioni coesistono con il resto del mondo. I temi sono: l’obiettivo dello sviluppo sostenibile; l’obiettivo della pace; il controllo delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale; l’empowerment dei giovani e delle future generazioni; la riforma dell’architettura dell’Onu.
Il Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), che presiedo su incarico del segretario generale Onu António Guterres, ha emesso una dichiarazione che riassume il punto di vista dei più importanti accademici a livello internazionale circa la riforma del sistema multilaterale. La dichiarazione del Sdsn sul Sotf costituisce il capitolo 1 del rapporto 2024 del Sdsn sullo sviluppo sostenibile.
La sfida principale legata all’obiettivo dello sviluppo sostenibile è rappresentata dalla finanza globale. Raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) — tra cui la lotta alla povertà, alla fame, alle malattie e al degrado ambientale — esige investimenti pubblici consistenti. Delle principali aree prioritarie di investimento fanno parte l’istruzione, l’assistenza sanitaria, l’energia a zero emissioni di carbonio, l’agricoltura sostenibile, le infrastrutture urbane e le infrastrutture digitali.
Il problema è che la metà più povera del mondo — i Paesi a basso reddito e quelli a reddito medio basso — non hanno accesso ai finanziamenti necessari a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. La riforma più urgente del sistema globale che questi Paesi necessitano è l’accesso a finanziamenti a lungo termine e basso costo.
Quanto all’obiettivo della pace, la sfida attuale più importante è la competizione tra le grandi potenze. Gli Usa sono in competizione con Russia e Cina, mirano a prevalere in Europa sulla Russia e in Asia sulla Cina. Russia e Cina oppongono resistenza e il risultato è la guerra (in Ucraina) o il rischio di guerra (in Asia orientale).
Serve un sistema a guida Onu più forte, in cui la competizione tra grandi potenze sia gestita e limitata dalla Carta delle Nazioni Unite piuttosto che dal militarismo e dalla politica della forza. In termini più generali abbiamo superato l’era in cui ogni singolo Paese può e deve aspirare al primato o all’egemonia. Le grandi potenze dovrebbero vivere in pace e nel rispetto reciproco sotto l’egida della Carta delle Nazioni Unite senza minacciare la sicurezza le une delle altre.
Relativamente all’obiettivo della tecnologia, la sfida principale consiste nel garantire una governance trasparente e responsabile delle nuove tecnologie avanzate, incluse la biotecnologia, l’intelligenza artificiale e la geoingegneria. Tecnologie di tale portata non possono continuare ad essere gestite in segreto dagli apparati militari e dalle grandi industrie. Devono essere governate con onestà, trasparenza e responsabilità nei confronti del pubblico.
Quanto all’obiettivo dei giovani e delle future generazioni, la maggiore sfida è garantire che ogni bambino possa realizzare il proprio potenziale attraverso un’istruzione di alto livello.
L’istruzione è essenziale per avere un lavoro dignitoso e una vita dignitosa. Tuttavia centinaia di milioni di bambini, soprattutto nei Paesi poveri, sono esclusi dalla scuola o frequentano scuole di basso livello che non insegnano le competenze necessarie al ventunesimo secolo.
Senza un’istruzione di qualità, questi bambini affronteranno una vita di povertà e sotto-occupazione o disoccupazione. Serve un nuovo accordo finanziario globale per far sì che ogni bambino, anche nei Paesi più poveri, abbia l’opportunità di ricevere un’istruzione dignitosa.
La chiave per realizzare l’obiettivo di riforma del sistema delle Nazioni Unite è dare più potere alle istituzioni Onu rendendole più rappresentative. Oggi l’Onu dipende troppo da pochi Paesi potenti, in particolare dagli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti non erogano il loro contributo, ad esempio, l’intero sistema delle Nazioni Unite risulta indebolito.
Bisogna rafforzare il sistema dell’Onu assicurando che sia finanziato in forma adeguata e affidabile attraverso un nuovo sistema di tassazione internazionale — ad esempio, sulle emissioni di CO2, sul trasporto marittimo, sull’aviazione e sulle transazioni finanziarie — piuttosto che attraverso i contributi dei singoli governi.
Dovremmo anche rendere le istituzioni Onu più rappresentative del mondo del 2024, ben diverso da quello del 1945, quando l’Organizzazione fu istituita. L’India, ad esempio, dovrebbe diventare membro permanente del Consiglio di Sicurezza. L’India è il Paese più popoloso al mondo, la terza maggiore economia, nonché una potenza nucleare. Nel 1945 era ancora una colonia britannica e quindi non le fu assegnato il ruolo adeguato nel sistema delle Nazioni Unite dell’epoca.
Un’altra importante raccomandazione dell’Sdsn è volta a istituire l’Assemblea Parlamentare delle Nazioni Unite come nuova camera accanto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Unga). L’Unga assegna a ogni Stato membro un voto, e il potere di quel voto è nelle mani del ramo esecutivo di ciascun governo. Un Parlamento Onu rappresenterebbe i popoli del mondo, invece dei governi.
Soprattutto, il Summit del Futuro è un invito a un brainstorming globale intensivo su come adattare il nostro mondo profondamente interconnesso alle esigenze dello sviluppo sostenibile nel ventunesimo secolo. È una grande sfida che dovrebbe essere accolta e supportata in tutto il mondo. A settembre si aprirà un grande dibattito che continuerà negli anni a venire.
(Traduzione di Emilia Benghi)