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Balneari, promesse tradite

13/06/2022 Ostia, Bagnanti sul litorale di Ostia . Stabilimento, spiaggia attrezzata, lettini, ombrelloni, sdraio 

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Domani lo sciopero degcontro le decisioni del governo
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Il peccato più grave per un politico è cadere vittima della propria retorica. Probabile che Meloni considerasse facile ottenere da Bruxelles qualche concessione per i gestori di lidi italiani, un tassello minore dell’opera di “cambiamento dell’Europa” che prometteva dai manifesti elettorali alle scorse elezioni. Così, mentre Palazzo Chigi (la premier ha voluto mantenere per sé la delega sulle spiagge) due giorni fa dettava alle agenzie di stampa che “un riordino delle concessioni demaniali arriverà nelle prossime settimane”, gli altri ministri avevano già alzato bandiera bianca e spiegavano che l’Europa concederà poco o nulla su quel fronte.

Un vero e proprio testacoda nel senso che la leader continua a dire che si farà sentire a Bruxelles mentre alle sue spalle ci si dilegua. Non che non fosse prevedibile, specie sul fronte della gestione delle spiagge. Senza essere esperti della direttiva Bolkestein e delle spesso contorte regole europee, Bruxelles ci ricorda che le spiagge sono di …

Il peccato più grave per un politico è cadere vittima della propria retorica. Probabile che Meloni considerasse facile ottenere da Bruxelles qualche concessione per i gestori di lidi italiani, un tassello minore dell’opera di “cambiamento dell’Europa” che prometteva dai manifesti elettorali alle scorse elezioni. Così, mentre Palazzo Chigi (la premier ha voluto mantenere per sé la delega sulle spiagge) due giorni fa dettava alle agenzie di stampa che “un riordino delle concessioni demaniali arriverà nelle prossime settimane”, gli altri ministri avevano già alzato bandiera bianca e spiegavano che l’Europa concederà poco o nulla su quel fronte.

Un vero e proprio testacoda nel senso che la leader continua a dire che si farà sentire a Bruxelles mentre alle sue spalle ci si dilegua. Non che non fosse prevedibile, specie sul fronte della gestione delle spiagge. Senza essere esperti della direttiva Bolkestein e delle spesso contorte regole europee, Bruxelles ci ricorda che le spiagge sono di tutti noi (demaniali) e lo Stato non può venderle ai privati. Le cede in gestione in nome dell’interesse pubblico. In molti casi in Italia “la concessione” è diventata una “regalia”. A fronte di canoni irrisori (circa 110 milioni l’incasso per lo Stato da circa 7 mila stabilimenti) ci sono famiglie che si tramandano “il lido” da generazioni e — con il sindaco giusto — hanno avuto certezza di restarci per decenni.

Al contrario, le gare garantiscono che l’ente pubblico possa intervenire verificando la cura e la manutenzione del bene, l’assenza di abusi e anche di adeguare l’affitto al vantaggio economico che il gestore riesce ricavare (10 miliardi il fatturato stimato nel settore). Un normale comportamento da “proprietario”. E, visto l’obbligo verso le generazioni future di conservare le coste, l’unico vero proprietario deve essere lo Stato: lo dice la logica, la legge italiana e per ultima anche la Ue.

Invece in questo racconto al contrario, per la maggioranza ora al governo sono i gestori i veri proprietari che “vengono espropriati” per un capriccio di un’Europa invadente. Come su altre vicende l’Europa arriva a salvarci da nostri vizi. Sulla sabbia dei lidi tanti politici hanno inciampato: il tacito rinnovo è stato virtualmente abolito nel 2010, ma da allora si sono succedute le proroghe. Ultimo il governo Conte 1 che allungò le concessioni fino al 2033 innescando la procedura d’infrazione. L’intervento successivo di Draghi fu bloccato dalle proteste e dai malumori della sua stessa maggioranza. Poi arrivò Giorgia, prima regina degli scontenti e ora bersaglio degli stessi. “Il governo ci ha preso in giro” ha detto a chiare lettere due giorni fa a Repubblica Antonio Capacchione, presidente del Sib, promotore dello sciopero di domani, venerdì 9 agosto. A condividere la disillusione dei balneari ci sono anche i tassisti, i benzinai, gli agricoltori saliti sui trattori tra Roma e Bruxelles, gli esponenti delle forze dell’ordine che qualche giorno fa erano a manifestare con Landini per la delusione di un rinnovo contrattuale mai arrivato. Tante sono le categorie che Fratelli d’Italia ha raccolto nella sua scalata al potere. Molte di loro ora scendono da quel carro e chiedono conto delle promesse non mantenute. Ma se alcune affermazioni del passato, come l’uscita dall’euro o l’abolizione delle accise sui carburanti, sono state derubricate ad “eccessi di gioventù”, l’inciampo sui balneari è più doloroso, ne intacca la credibilità proprio tra chi l’ha sostenuta di più. Oggi gli ombrelloni si chiuderanno per due ore e poi sarà business as usual. Ma per Meloni l’autunno arriva in anticipo.

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