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Rinnovabili, il paesaggio da proteggere

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In Maremma sono stati presentati progetti per l’installazione di pale eoliche di nuova generazione, che svettano quasi quanto la Torre Eiffel. La Regione Toscana ha detto no. Un esempio per altri territori
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Per il 2030 l’Europa ha posto obiettivi importanti per l’energia green, ossia quella pulita, che dovrà raggiungere il 65% rispetto al totale dell’energia utilizzata. È sicuramente un grande passo in avanti per l’ambiente, il clima e la salute degli abitanti, anche se questo traguardo riguarda solo l’Europa perché molti Paesi non hanno aderito a questa politica energetica vanificando in parte l’impegno dell’Ue.

Anche l’Italia condivide questo progetto che imporrà un grande sforzo di programmazione e vede fra i protagonisti non solo il governo ma anche le Regioni e i Comuni, che dovranno partecipare e condividere le scelte sulla distribuzione delle varie fonti energetiche privilegiando anche le nuove tecnologie innovative come l’eolico galleggiante e il fotovoltaico floating in modo da non alterare le risorse paesaggistiche e i territori abitati dai cittadini.

Dato che molti territori sono inadatti, si dovrà procedere valutando le condizioni delle aree residue in cui impiantare queste…

Per il 2030 l’Europa ha posto obiettivi importanti per l’energia green, ossia quella pulita, che dovrà raggiungere il 65% rispetto al totale dell’energia utilizzata. È sicuramente un grande passo in avanti per l’ambiente, il clima e la salute degli abitanti, anche se questo traguardo riguarda solo l’Europa perché molti Paesi non hanno aderito a questa politica energetica vanificando in parte l’impegno dell’Ue.

Anche l’Italia condivide questo progetto che imporrà un grande sforzo di programmazione e vede fra i protagonisti non solo il governo ma anche le Regioni e i Comuni, che dovranno partecipare e condividere le scelte sulla distribuzione delle varie fonti energetiche privilegiando anche le nuove tecnologie innovative come l’eolico galleggiante e il fotovoltaico floating in modo da non alterare le risorse paesaggistiche e i territori abitati dai cittadini.

Dato che molti territori sono inadatti, si dovrà procedere valutando le condizioni delle aree residue in cui impiantare queste tecnologie distinguendo fra zone idonee e non idonee. Si tratta di un compito che riguarda soprattutto le Regioni che dispongono delle necessarie informazioni sui propri territori e sono in contatto con cittadini e associazioni in modo da salvaguardare le aree più a rischio che riguardano le attività agricole, il turismo, i siti culturali, artistici e archeologici e le risorse paesaggistiche, non trascurando la salute dei cittadini.

Vale la pena di sottolineare questi aspetti perché non si ripeta in Italia quello che è avvenuto negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso con uno sviluppo edilizio selvaggio privo di adeguate programmazioni territoriali e urbanistiche che ha deturpato le coste del nostro Bel Paese, i borghi e le città, con conseguenze drammatiche sulla vita dei cittadini, e che ha favorito l’abusivismo con gravi alterazioni dell’equilibrio idrico, dell’idoneità antisismica e della sicurezza degli edifici, come dimostrano i disastri di questi decenni. La pesante eredità che ci ha lasciato il boom edilizio privo di regole obbliga a continui interventi riparativi in un territorio piagato da speculazione e sfruttamento economico.

Per tornare ai criteri da adottare nella selezione delle aree idonee e non idonee, nel Decreto Aree Idonee Rinnovabili del 2 luglio 2024 si fa riferimento per le aree non idonee a capannoni industriali, parcheggi, aree a destinazione industriale, artigianale, per servizi e logistica, con fasce di rispetto fino a 7 chilometri, per non intaccare il tessuto sociale, culturale ed economico del territorio.

Pitigliano (Grosseto) 

Purtroppo quello a cui stiamo assistendo non ci rassicura, come dimostrano i progetti presentati da società sconosciute per la creazione di impianti eolici nella Maremma meridionale della Toscana. È una zona ben conosciuta, non solo da me, ma dagli abitanti e dai molti turisti che la visitano.

Si tratta di antichi paesi con architetture monumentali, come Pitigliano, detta la Piccola Gerusalemme, Sorano, Magliano e Manciano che si trovano in un’area con ritrovamenti archeologici etruschi e romani, come Vulci, la Riserva provinciale naturale di Montauto con una antica rocca del periodo degli Aldobrandeschi. È una zona con una forte vocazione turistica, naturale, vinicola e agricola che ha trovato un suo equilibrio favorendo anche una recente immigrazione di forza lavoro.

Sottolineo tutto questo perché in questa area così densa di tradizioni umane, ma anche con presenze animali e attività di ricerca in campo astronomico, sono stati presentati progetti che prevedono l’installazione di 37 aerogeneratori, pale eoliche di nuova generazione che raggiungono circa i 200 metri di altezza con enormi basi di cemento, che svettano quasi quanto la Torre Eiffel lungo la strada provinciale e nei territori dei paesi maremmani.

L’installazione stessa comporterà gravi conseguenze sulla viabilità e, una volta installate, saranno visibili da ogni zona alterando la vita di abitanti e turisti. Il rumore delle turbine è disturbante, soprattutto per gli ultrasuoni che si irradiano a distanza rischiando di alterare i ritmi psico-biologici degli abitanti della zona.

Sono domande che si pongono i cittadini di queste zone a cui i progetti delle aziende che vorrebbero impiantare le pale eoliche non hanno mai risposto. È inevitabile chiedersi che esperienza e idoneità progettuale abbiano queste aziende, sperando che non si ripeta l’improvvisazione delle speculazioni edilizie del passato.

Per fortuna la Regione Toscana, nelle parole del suo presidente Giani, ha rassicurato i sindaci dei paesi maremmani e i cittadini riconoscendo che la Maremma ha una sua forte fisionomia turistica, naturale, culturale e archeologica oltreché economica che va salvaguardata. È un esempio importante che va esteso all’intero territorio italiano e impegna i presidenti delle Regioni a proteggere i propri territori che costituiscono le grandi risorse e le ricchezze del nostro Paese.

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