Diritti, la coesione sociale aiuta la crescita
di Walter GalbiatiNon possiamo certo definirlo un uomo di sinistra, ma Fabio Panetta sa quanto sia importante un tessuto sociale forte per avere un’economia forte. Vanno in questa direzione i messaggi che ogni volta manda a tutta la nazione, cercando di indicare quale sia la strada che il nostro Paese debba seguire per avere quella crescita che gli permette di sostenere uno dei peggiori debiti al mondo, che si sta pian piano, ma inesorabilmente, avvicinando alla soglia psicologica dei 3 mila miliardi.
L’Italia — come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia — è l’unico Paese dell’area dell’euro in cui la spesa pubblica per interessi sul debito è pressoché equivalente a quella per l’istruzione. E senza educazione, ma anche senza occupazione, casa, reddito e salute non c’è coesione sociale.
Non è un caso che questi argomenti siano i leitmotiv dei suoi discorsi e appaiono più forti nei giorni in cui il governo si divide proprio su questi temi, con la Lega e Fratelli d’Italia che hanno alzato un …
Non possiamo certo definirlo un uomo di sinistra, ma Fabio Panetta sa quanto sia importante un tessuto sociale forte per avere un’economia forte. Vanno in questa direzione i messaggi che ogni volta manda a tutta la nazione, cercando di indicare quale sia la strada che il nostro Paese debba seguire per avere quella crescita che gli permette di sostenere uno dei peggiori debiti al mondo, che si sta pian piano, ma inesorabilmente, avvicinando alla soglia psicologica dei 3 mila miliardi.
L’Italia — come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia — è l’unico Paese dell’area dell’euro in cui la spesa pubblica per interessi sul debito è pressoché equivalente a quella per l’istruzione. E senza educazione, ma anche senza occupazione, casa, reddito e salute non c’è coesione sociale.
Non è un caso che questi argomenti siano i leitmotiv dei suoi discorsi e appaiono più forti nei giorni in cui il governo si divide proprio su questi temi, con la Lega e Fratelli d’Italia che hanno alzato un muro di fronte all’apertura verso lo Ius scholae, ovvero il diritto di diventare cittadini italiani per i figli degli immigrati una volta terminati uno o più cicli scolastici, da parte di Forza Italia.
Panetta è piombato sulla questione, affrontando nuovamente il problema demografico, che è poi un problema economico, che affligge l’Italia, dove nascono poco più di un bambino ogni donna, quando invece ne servirebbero poco più di due per garantire quello che gli addetti ai lavori chiamano il tasso di sostituzione necessario per mantenere una popolazione stabile.
Nei prossimi anni si ridurrà il numero di cittadini europei in età da lavoro e aumenterà il numero degli anziani. «Questa dinamica — sostiene Panetta — rischia di avere effetti negativi sulla tenuta dei sistemi pensionistici, sul sistema sanitario, sulla propensione a intraprendere e a innovare, sulla sostenibilità dei debiti pubblici».
La coesione sociale è dunque a rischio e la soluzione passa dall’ampliamento dei diritti, quelli per le donne e per i giovani, che dovrebbero poter accedere maggiormente al lavoro attraverso la possibilità, tra le altre cose, di avere un supporto una volta diventate mamme le prime e i secondi di studiare e specializzarsi. E dei diritti degli immigrati che dovrebbero poter arrivare nel nostro Paese attraverso flussi regolari e, una volta qui, secondo Panetta, si dovrebbero integrare «nel sistema di istruzione e nel mercato del lavoro».
Integrarli nelle nostre scuole significa applicare, per esempio, lo Ius scholae, come scriveva su queste colonne Tito Boeri, citando il caso della Germania, che si è spinta anche oltre perché da 24 anni concede la cittadinanza a chi nasce da un genitore che sia residente da almeno 8 anni (Ius soli).
Questa legge ha spinto gli immigrati a investire di più nell’istruzione dei loro figli e questi ultimi a impegnarsi di più a scuola, con il risultato che il tasso di abbandono scolastico è crollato e l’integrazione con le famiglie tedesche è aumentata. Il beneficio per l’economia che ha ricevuto la prima manifattura d’Europa non deve nemmeno essere spiegato.
Nella sua prima uscita al Forex a febbraio scorso e poi ancora a luglio davanti all’assembla dell’Abi, Panetta ha battuto su un altro tasto fondamentale per garantire la coesione sociale, il reddito, indicando come necessario, dopo le perdite subite dal potere di acquisto dei lavoratori per via del rincaro del costo della vita, un aumento del salario, anche perché non avrebbe ingenerato altre spinte inflazionistiche e avrebbe sostenuto i consumi e la ripresa.
In quel caso, nessuno della maggioranza ha raccolto l’invito, anzi il Cnel di Renato Brunetta si è affrettato a impapocchiare un documento per affossare la proposta di portare la retribuzione oraria a un minimo di 9 euro all’ora. Forse per ottenere qualcosa, bisognerebbe non dire al governo che migliorare i diritti è un’idea di sinistra.