Da Durov a Musk, perché serve un social europeo
di Francesca BriaCaro Direttore,
i recenti scontri tra governi democratici e giganti della tecnologia come X di Elon Musk (ex Twitter) e Telegram di Pavel Durov sottolineano una sfida critica per l’Europa: l’urgente necessità di affermare la propria sovranità digitale. Gli incidenti in Brasile e in Francia riflettono una lotta più ampia per il controllo della sfera pubblica digitale, una questione centrale per la legittimità stessa della democrazia. L’Europa non deve solo far rispettare le sue normative, ma anche assumere la guida nella creazione di infrastrutture digitali indipendenti e governate democraticamente che sostengono i valori collettivi.
Il rifiuto di Musk di conformarsi agli ordini giudiziari in Brasile, che ha portato al blocco parziale di X, è un segnale preoccupante del fatto che i giganti della tecnologia trattano sempre più spesso governi e tribunali con impunità. La sospensione della Sezione 2 dell’ordine del giudice De Moraes della Corte Suprema Federale Brasiliana, che cercava …
Caro Direttore,
i recenti scontri tra governi democratici e giganti della tecnologia come X di Elon Musk (ex Twitter) e Telegram di Pavel Durov sottolineano una sfida critica per l’Europa: l’urgente necessità di affermare la propria sovranità digitale. Gli incidenti in Brasile e in Francia riflettono una lotta più ampia per il controllo della sfera pubblica digitale, una questione centrale per la legittimità stessa della democrazia. L’Europa non deve solo far rispettare le sue normative, ma anche assumere la guida nella creazione di infrastrutture digitali indipendenti e governate democraticamente che sostengono i valori collettivi.
Il rifiuto di Musk di conformarsi agli ordini giudiziari in Brasile, che ha portato al blocco parziale di X, è un segnale preoccupante del fatto che i giganti della tecnologia trattano sempre più spesso governi e tribunali con impunità. La sospensione della Sezione 2 dell’ordine del giudice De Moraes della Corte Suprema Federale Brasiliana, che cercava di bloccare l’accesso alle Vpn e ad altri strumenti che aggirano i divieti governativi, evidenzia le complessità della regolamentazione di entità così potenti.
Questa sfida riecheggia le tensioni in corso in Europa, dove l’applicazione del Digital Services Act (Dsa) ha portato le Big Tech in conflitto diretto con i regolatori europei. Thierry Breton, Commissario Ue per il mercato interno, ha sottolineato che piattaforme come X non possono operare come spazi senza legge. Una regolamentazione forte è essenziale per garantire che queste piattaforme non compromettano la sicurezza pubblica.
L’arresto di Pavel Durov, Ceo di Telegram, in Francia evidenzia il delicato equilibrio tra libertà di parola e responsabilità della piattaforma. L’arresto di Durov, collegato al presunto fallimento di Telegram nel prevenire attività criminali, ha scatenato il dibattito sui confini della libera espressione. Mentre alcuni libertari sostengono che ciò costituisce un precedente pericoloso, la loro visione trascura la necessità di proteggere le norme e le responsabilità sociali.
I gruppi di estrema destra, che continuano a crescere in Europa, hanno manipolato questi casi per promuovere le proprie ideologie, confondendo la responsabilità delle grandi piattaforme tecnologiche con la repressione dei diritti.
Questi incidenti ci ricordano che le democrazie non dovrebbero mai consentire alle aziende di diventare così potenti da poter sfidare governi e tribunali. Quando le aziende raggiungono questo livello di influenza, possono distorcere il discorso pubblico, influenzare le elezioni, evadere le tasse e approfondire le divisioni sociali, rappresentando una minaccia diretta per la democrazia.
Il dibattito sulla responsabilità delle piattaforme e l’equilibrio tra potere pubblico e privato non è una novità. Negli anni ‘90, il governo degli Stati Uniti, sotto Clinton, ha aperto Internet all’uso commerciale, scatenando la creatività economica americana.
Eccezioni normative, come il Telecommunications Act del 1996 e la Sezione 230 del Communications Decency Act, hanno esentato Internet da molte regole esistenti, alimentando la rapida crescita delle piattaforme digitali. Tuttavia, hanno anche gettato le basi per l’attuale potere monopolistico delle Big Tech e le grandi sfide regolative.
Tale concentrazione di potere nell’economia digitale mina una visione per lo sviluppo di infrastrutture digitali al servizio del bene pubblico e della protezione dei diritti costituzionali.
Mentre l’Europa promulga la sua nuova “costituzione digitale” attraverso regolamenti come il Dsa, l’AI Act e l’European Media Freedom Act, deve dimostrare non solo di avere la capacità di far rispettare queste regole, ma anche di saper andare oltre. L’Europa deve garantire l’indipendenza digitale, fondamentale per la prosperità, la sicurezza e la democrazia.
Per raggiungere questo obiettivo, l’Europa deve creare le proprie infrastrutture pubbliche digitali: spazi controllati democraticamente e operanti nell’interesse pubblico, simili a una moderna Bbc dell’era digitale. Proprio come le istituzioni pubbliche tradizionali, come la Bbc, create per fornire informazioni imparziali e servire il bene pubblico, l’Europa ha ora bisogno di equivalenti digitali che possano operare liberi sia da motivazioni di profitto aziendale che da interferenze governative.
Questa nuova sfera pubblica digitale garantirebbe ai cittadini la possibilità di essere coinvolti nei processi democratici, di accedere a informazioni affidabili e di partecipare al dibattito pubblico in un modo che rifletta i valori di trasparenza, responsabilità e servizio pubblico.
Non agire presenta gravi implicazioni. Quando personaggi come Elon Musk usano le loro piattaforme per amplificare opinioni di estrema destra, sostenendo leader divisivi come Trump e Bolsonaro e incitando alla violenza contro immigrati e gruppi emarginati e addirittura a colpi di Stato contro governi democraticamente eletti, non stanno esercitando la libertà di parola, ma stanno minando i principi stessi che la democrazia rappresenta.
La risposta europea, attraverso normative come la Dsa, è un passo necessario, ma deve andare oltre. Costruendo e alimentando infrastrutture pubbliche digitali indipendenti, l’Europa può salvaguardare i suoi valori democratici e garantire che Internet rimanga uno spazio al servizio dell’interesse pubblico, anziché diventare uno strumento per coloro che vorrebbero usarlo per erodere le fondamenta stesse della democrazia.
Bilanciando la governance pubblica con l’innovazione privata e promuovendo ambienti in cui le nuove aziende tecnologiche possano prosperare all’interno di un quadro normativo che protegga i diritti e i dati dei cittadini, l’Europa può salvaguardare i suoi valori democratici promuovendo al contempo un ecosistema di innovazione sano e dinamico, andando oltre il predominio delle Big Tech.
Questo approccio è di fatto in linea con le raccomandazioni del Competitiveness Report di Mario Draghi, commissionato dalla presidente von der Leyen e che sarà lanciato a breve, sottolineando la necessità di investimenti europei in beni pubblici, tra cui infrastrutture digitali, per colmare il divario di produttività in una nuova era geopolitica.
Le implicazioni per l’Europa sono profonde. In questa battaglia, è in gioco la sovranità digitale dell’Europa, così come la legittimità delle sue istituzioni democratiche. La creazione di infrastrutture digitali indipendenti e governate democraticamente non è solo necessaria, ma è fondamentale per il futuro della democrazia in Europa. Il momento di agire è adesso, perché il futuro della democrazia stessa dipende da questo.
Francesca Bria è membro del Cda della Rai