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Caso Durov, la scelta delle regole

Pavel Durov, fondatore e ceo di Telegram (reuters)

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In un mondo sempre più instabile, la neutralità delle Big Tech è superata. E le grandi piattaforme non legate alle autocrazie si alleano giocoforza con la loro democrazia di riferimento
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Negli anni ’80, nella Silicon Valley si affermò la Californian Ideology, una filosofia che combinava libertarismo economico e sociale, entusiasmo per la tecnologia digitale e opposizione alla regolamentazione governativa di Internet.

Le Big Tech come Facebook, Google e Amazon ne furono influenzate. In un periodo economicamente favorevole, quello della globalizzazione, dove l’economia aveva preso il sopravvento sulla sicurezza, queste società operavano su scala mondiale mantenendosi il più possibile neutrali e distanti dalle istituzioni e dai governi, tranne che per fini commerciali. Parlare di collaborazione con agenzie di intelligence o di law enforcement era tabù.

Le Big Tech si scontrarono con regimi aut…

Negli anni ’80, nella Silicon Valley si affermò la Californian Ideology, una filosofia che combinava libertarismo economico e sociale, entusiasmo per la tecnologia digitale e opposizione alla regolamentazione governativa di Internet.

Le Big Tech come Facebook, Google e Amazon ne furono influenzate. In un periodo economicamente favorevole, quello della globalizzazione, dove l’economia aveva preso il sopravvento sulla sicurezza, queste società operavano su scala mondiale mantenendosi il più possibile neutrali e distanti dalle istituzioni e dai governi, tranne che per fini commerciali. Parlare di collaborazione con agenzie di intelligence o di law enforcement era tabù.

Le Big Tech si scontrarono con regimi autocratici come Iran e Corea del Nord, che ne vietarono l’uso per prevenire spionaggio e dissenso interno.

Al contrario, Russia e Cina permisero inizialmente l’ingresso delle Big Tech, favorendo però la crescita di colossi nazionali come Tencent e Alibaba in Cina, e Vk e Yandex in Russia.

Con l’aumento della competitività cinese sul mercato globale, leggi restrittive, culminate nella revisione della legge sul controspionaggio del 2023, hanno complicato l’operatività delle aziende straniere in Cina, spingendole a lasciare il Paese. Ibm è solo l’ultima di una lunga lista.

In Russia, piattaforme come Vk e Yandex furono nazionalizzate e poste sotto controllo governativo, mentre i loro fondatori, Pavel Durov (poi creatore di Telegram) e Arkady Volozh, lasciarono il Paese.

Le democrazie accoglievano con favore queste piattaforme emergenti anche per il loro impatto economico. Tuttavia, nel 2016, l’utopica neutralità della Californian Ideology si scontrò con la realtà della sicurezza nazionale e delle interferenze statuali.

Eventi come il referendum sulla Brexit e le elezioni Usa hanno rivelato il rischio di manipolazione dell’opinione pubblica attraverso le piattaforme social, spingendo le democrazie a introdurre normative per imporre misure di sicurezza alle piattaforme e richiedere maggiore cooperazione con le autorità.

Esempi includono il “perimetro di sicurezza nazionale cibernetica” italiano, che prevede tra l’altro obblighi sulla residenza dei dati sensibili per la sicurezza nazionale, e il Digital Services Act europeo con obblighi stringenti sui social per combattere la disinformazione e il traffico di contenuti illegali.

In questo nuovo contesto, Telegram ha continuato a professare la sua neutralità, rifiutandosi di collaborare con le istituzioni di qualsiasi nazione e di ottemperare a qualsiasi regolamentazione. Questo ha attratto criminali, terroristi e pedofili che utilizzano Telegram per i loro scambi. A differenza di altre app di messaggistica come Signal, Telegram non offre la crittografia end-to-end predefinita su ogni chat, il che significa che i server Telegram probabilmente contengono informazioni in chiaro sugli utenti.

Questo ha messo Telegram in rotta di collisione con il sistema giudiziario di una democrazia come la Francia, dove Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato con l’accusa di complicità con i criminali che usano la piattaforma.

Anche Musk in Brasile sta avendo i suoi grattacapi. I giudici hanno ordinato la chiusura di X nel Paese per il rifiuto di Musk di stabilire un rappresentante legale in Brasile a cui rivolgersi per la rimozione della disinformazione, come richiesto dalla legge brasiliana.

Nell’ambito di un mondo sempre più geopoliticamente instabile, multipolare e in fase di de-globalizzazione, dove la sicurezza ha ripreso la primazia sull’economia, la Californian Ideology è superata. Le grandi piattaforme software non legate alle autocrazie sceglieranno giocoforza di allearsi con la loro democrazia di riferimento anche per le pressioni regolatorie che riceveranno dagli altri Paesi.

Aziende come Google, Amazon, SpaceX e Microsoft già giocano ruoli chiave anche in scenari di guerra. In Ucraina stanno contribuendo alla sicurezza e al mantenimento delle comunicazioni e dei sistemi informativi.

Nessuna piattaforma riuscirà ad essere più neutrale. Forse Durov, facendosi arrestare a Parigi, ha fatto la sua scelta.

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