✕

Il corpo mistico di Sangiuliano

3 minuti di lettura

Nel 1957 un ebreo tedesco rifugiato in America, Ernst H. Kantorowicz, pubblicò un libro importante di teoria politica: I due corpi del re (in italiano da Einaudi). Riprendendo un dibattito giuridico del XVI secolo, mise in luce come, oltre al corpo naturale del sovrano destinato a perire, esiste un altro corpo, definito “politico”, che non invecchia, non è soggetto a malattie e non muore mai. Questo è il corpo che si trasmette da un reale all’altro, così che quando il Re in carica muore la regalità si comunica al suo erede: “il Re è morto, viva il Re”. Questa dottrina, esplorata con grande intelligenza da Kantorowicz, è stata uno dei perni teologici e politici del potere regale nel Medioevo, ma è passata anche nel diritto giuridico attuale, se è vero che l’articolo 338 del Codice Penale recita: “Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o a una rappresentanza di esso, ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in coll…

Nel 1957 un ebreo tedesco rifugiato in America, Ernst H. Kantorowicz, pubblicò un libro importante di teoria politica: I due corpi del re (in italiano da Einaudi). Riprendendo un dibattito giuridico del XVI secolo, mise in luce come, oltre al corpo naturale del sovrano destinato a perire, esiste un altro corpo, definito “politico”, che non invecchia, non è soggetto a malattie e non muore mai. Questo è il corpo che si trasmette da un reale all’altro, così che quando il Re in carica muore la regalità si comunica al suo erede: “il Re è morto, viva il Re”. Questa dottrina, esplorata con grande intelligenza da Kantorowicz, è stata uno dei perni teologici e politici del potere regale nel Medioevo, ma è passata anche nel diritto giuridico attuale, se è vero che l’articolo 338 del Codice Penale recita: “Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o a una rappresentanza di esso, ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio o ai suoi singoli componenti per impedire in tutto o per turbarne comunque l’attività è punito con la reclusione da uno a sette anni”. L’articolo è rispuntato nella vicenda che ha coinvolto Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia, la quale avrebbe, secondo ciò che ipotizzano i magistrati, “turbato l’attività” del “corpo politico” del Ministro in carica. Quindi, seguendo la dottrina discussa e analizzata dallo storico tedesco, esisterebbe un “corpo mistico” di chi svolge, seppure pro tempore, il ruolo istituzionale di Ministro? Evidentemente sì. Che la vicenda che ha portato alle dimissioni il Ministro Sangiuliano sia stata una questione di corpi fisici non c’è alcun dubbio, a partire dalle immagini comparse sui social, ma anche dalla “confessione” pubblica di Sangiuliano sul più seguito canale pubblico della televisione italiana. La nostra vita è senza dubbio una vita corporale in ogni senso, poiché il corpo è l’entità fisica che possediamo, la nostra realtà più evidente insieme alla coscienza che la abita. I corpi amano, soffrono, godono e anche muoiono. Non abbiamo altro che questo involucro di carne e ossa, che è tutt’uno con noi. Ma che una persona possieda anche un corpo mistico, come nel caso dei Re medievali, dopo l’opera di Kantorowicz, è una certezza. Il libro mostra le fonti principali di questa dottrina a partire da Edmund Plowden, giurista e governatore di una provincia del Regno Unito nel 1600, che assegna al sovrano una dignitas immateriale che ai semplici sudditi non è concessa.

Caso Boccia, Sangiuliano si commuove e si scusa con la moglie e con Meloni

Confesso che ignoravo che Sangiuliano possedesse la medesima dignità nel ruolo di Ministro e che ogni attentato fisico o morale contro la sua persona istituzionale fosse da trattare alla stregua di ogni violenza presunta o reale attuata contro un cittadino qualunque. Evidentemente è così: esiste il doppio corpo del Ministro che Maria Rosaria Boccia nella sua vicenda sentimentale, e anche dopo, potrebbe aver violato incappando nell’articolo 338. Al di là della discussione che la formulazione complessa dell’articolo propone — per “corpo” il giurista intendeva riferirsi all’impersonale organo amministrativo cui si trasferisce l’offesa — questa storia apre uno squarcio sulla questione della sacralità dei corpi dei politici quando ricoprono un ruolo istituzionale. Torna in mente il destino di Aldo Moro e del suo sequestro, certamente non paragonabile a quello del Ministro Sangiuliano, su cui Leonardo Sciascia scrisse un libro che fece molto discutere, L’affaire Moro (Adelphi), dove lo sforzo dello scrittore siciliano era quello di far comprendere come il Presidente della Democrazia Cristiana nella “prigione del popolo” delle Brigate Rosse non era più uno statista — allora non ministro o capo di stato, pur essendo il baricentro della vita politica italiana –, bensì una “creatura” nel senso cristiano e manzoniano del termine. Niente di tutto questo accade nella vicenda sentimentale e affettiva, oltre che ministeriale e istituzionale, di Sangiuliano. Tuttavia l’applicazione di quell’articolo fa supporre che non esista una separazione tra vita privata e vita pubblica, cosa peraltro avvenuta da tempo, ma che questi due aspetti prima separati ora si uniscano in virtù del Codice, cosa che tuttavia non accade nella vita dei normali cittadini. In realtà, come sappiamo bene, noi tutti viviamo, chi più chi meno, sotto i riflettori degli strumenti di comunicazione, dei mass media e dei cosiddetti “social”. La nostra vita è messa continuamente in mostra, illustrata, descritta, scritta, fotografata, ripresa, e quindi consumata dagli altri attraverso strumenti visivi di cui noi siamo i produttori e gestori. Questa pubblicità continua abolisce forse l’esistenza del “corpo mistico” o invece l’accentua? Quello che Sangiuliano ha fatto o fa fuori dall’occhio dei social media rientra nel suo “corpo mistico” o è solo un elemento del suo corpo fisico? Si potrebbe ironizzare su tutta questa faccenda, se non ci fosse quell’articolo di chiara ispirazione medievale, che rende alcuni cittadini diversi dagli altri. Ma non è uno solo il corpo, quello che noi, Sangiuliano e Boccia compresi, usiamo nella nostra vita? La aspirante consulente del Ministero della Cultura non ha solo gettato in pasto al pubblico la sua relazione con Sangiuliano, ma ha reso evidente che l’uomo con cui aveva a che fare era dotato d’un doppio corpo, uno fisico e uno mistico. Davvero un corpo pericoloso, a conti fatti. Se avesse letto Kantarowicz, o conosciuto l’articolo 338, si sarebbe gettata in quella storia che ha fatto perdere a lui metà del suo doppio corpo e le fa rischiare una condanna di sette anni di galera? Chissà. I corpi, doppi o singoli che siano, sono abitati dal desiderio.

Leggi i commenti