Caso Giuli-Spano: modelli di vita, tabù che resistono
di Chiara ValerioLe dimissioni di Francesco Spano da capo di gabinetto del ministero della Cultura e le dichiarazioni — tutte disponibili sull’account X omonimo — della onlus Pro Vita & Famiglia dimostrano quanto l’omosessualità sia ancora un tema politico.
Le due frasi, che mi paiono significative, sono: «Speriamo che la vicenda sia da monito per il governo, gli elettori non tollereranno altri cedimenti, specialmente su questioni che coinvolgono nomine, finanziamenti o misure legate al movimento Lgbtq». E l’altra: «A noi dell’orientamento sessuale di Spano non importa nulla... A noi importa solo che un governo che si presenta come promotore politico di certi valori non promuova in ruoli cruciali della pubblica amministrazione funzionari di area politica progressista: che siano etero, omo, bi, trans, cis, tris o quater non cambia assolutamente niente».
Le domande che sorgono leggendo sono almeno due. Perché una onlus lancia moniti a un governo democraticamente eletto? Perché un governo democra…
Le dimissioni di Francesco Spano da capo di gabinetto del ministero della Cultura e le dichiarazioni — tutte disponibili sull’account X omonimo — della onlus Pro Vita & Famiglia dimostrano quanto l’omosessualità sia ancora un tema politico.
Le due frasi, che mi paiono significative, sono: «Speriamo che la vicenda sia da monito per il governo, gli elettori non tollereranno altri cedimenti, specialmente su questioni che coinvolgono nomine, finanziamenti o misure legate al movimento Lgbtq». E l’altra: «A noi dell’orientamento sessuale di Spano non importa nulla... A noi importa solo che un governo che si presenta come promotore politico di certi valori non promuova in ruoli cruciali della pubblica amministrazione funzionari di area politica progressista: che siano etero, omo, bi, trans, cis, tris o quater non cambia assolutamente niente».
Le domande che sorgono leggendo sono almeno due. Perché una onlus lancia moniti a un governo democraticamente eletto? Perché un governo democraticamente eletto promuove, secondo la stessa associazione, valori che sono anticostituzionali, visto che all’articolo 3 della Costituzione italiana si legge: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”?.
L’omosessualità è una condizione personale, e in base a questa condizione personale non si può essere discriminati, altrimenti si è omofobi. E l’omofobia non può stare tra i valori promossi da un governo democratico, progressista o conservatore che sia.
È semplice. Si è omofobi, cioè si discrimina in base all’orientamento sessuale. Non si è omofobi, cioè non si discrimina in base all’orientamento sessuale. Il governo è stato chiamato in causa come promotore di valori omofobi, smentisce o non smentisce? Perché da questa conferma o smentita politica, ma direi pure civile e sociale, dipende la salute della nostra democrazia.
Mi chiedo perché una onlus che ha scelto come nome Pro Vita & Famiglia si appropri di termini come “vita” e “famiglia” che appartengono a tutti, stabilendo che il modello di vita è uno solo e il modello di famiglia è uno solo. Mi chiedo perché un governo dovrebbe essere promotore di valori diversi da quelli costituzionali.
Si alzi in piedi chi vuole vivere in una società dove vigono discriminazione, esclusione e diffidenza, e dove il diritto di esistere giorno per giorno somiglia al privilegio di esistere giorno per giorno.
Mi chiedo se i Pro Vita & Famiglia abbiano giocato da bambini con quelle scatole forate dove bisognava inserire la stella nella forma di stella, il cerchio nella forma del cerchio, il fiore nella forma di fiore e la luna nella forma di luna. Tutti diversi ma tutti nella scatola. Cercare di far entrare il fiore nella luna o la stella nel cerchio significava non voler partecipare al gioco e violare ciò che lo rende divertente, e cioè che siamo tutti diversi. La politica è la scienza dell’immaginazione, dell’osservazione e dell’esperienza. Mi chiedo quale esperienza, osservazione e immaginazione del mondo abbiano i Pro Vita & Famiglia.
Vorrei che il governo, ancora prima di definirsi progressista o conservatore, lavorasse per definirsi e definire una comunità e una società nella quale la violenza sia bandita a favore della discussione. Lavorasse perché le differenze economiche e di accesso agli studi superiori siano ridotte (altro mandato costituzionale). Lavorasse perché in fondo alla provincia più sperduta, alla periferia più disagiata, e anche nel centro ricco e benestante di una città piena di teatri e librerie e cinema, bambini e adolescenti non si sentano in pericolo perché la loro sessualità non è conforme a una regola stabilita da qualcuno che va contro la vita perché semina violenza e odio.
La vita quotidiana, la vita in sé, ha a che fare con la tolleranza, con l’accettazione che l’altro è diverso e che le differenze, con enormi complicazioni talvolta, sono occasioni.