✕

Le idee non si puniscono

Christian Raimo (ansa)

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

Christian Raimo è un professore romano di scuola media superiore. È uno scrittore, attivista politico, alle ultime Europee è stato candidato nelle liste di Alleanza Verdi-Sinistra. È di ieri la notizia della sua sospensione per tre mesi dall’insegnamento, con riduzione dello stipendio alla metà, per un provvedimento disciplinare. Gli viene contestato di aver pronunciato delle parole contro il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dal palco di una festa di partito e altre uscite pubbliche sui social.

Raimo ha usato un’espressione forte su Valditara («un bersaglio, va colpito come la Morte nera», citazione da Guerre stellari, ed è ovvio che si parlava di bersaglio politico e non fisico), altre sue esternazioni sono certamente discutibili e alcune, per ciò che vale in questa sede, decisamente non condivisibili. Ma ovviamente non è di questo che ha senso parlare ora.

È giusto chiedere conto a un professore della scuola pubblica di tenere un comportamento consono alla sua funzion…

Christian Raimo è un professore romano di scuola media superiore. È uno scrittore, attivista politico, alle ultime Europee è stato candidato nelle liste di Alleanza Verdi-Sinistra. È di ieri la notizia della sua sospensione per tre mesi dall’insegnamento, con riduzione dello stipendio alla metà, per un provvedimento disciplinare. Gli viene contestato di aver pronunciato delle parole contro il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dal palco di una festa di partito e altre uscite pubbliche sui social.

Raimo ha usato un’espressione forte su Valditara («un bersaglio, va colpito come la Morte nera», citazione da Guerre stellari, ed è ovvio che si parlava di bersaglio politico e non fisico), altre sue esternazioni sono certamente discutibili e alcune, per ciò che vale in questa sede, decisamente non condivisibili. Ma ovviamente non è di questo che ha senso parlare ora.

È giusto chiedere conto a un professore della scuola pubblica di tenere un comportamento consono alla sua funzione, esiste per questo un apposito codice di comportamento. Non è però giusto sindacare le sue opinioni — sottolineato opinioni, non insulti o altre manifestazioni affini — se espresse lontano dalla cattedra e dai suoi studenti, per giunta rendendole giusta causa per una punizione. Un professore non è un magistrato, obbligato ad apparire terzo in ogni circostanza pubblica, non è un generale dell’esercito, tenuto a restare fuori dalla mischia politica, anche se alcuni finiscono candidati proprio nel partito di Valditara, la Lega, che in questo caso ne difende anche le dichiarazioni più becere e purulente in nome della libertà di parola. La coerenza non è il forte dei nostri sovranisti. Un professore è un cittadino che, fuori dall’orario di lavoro, ha pieno diritto di fare politica ed esprimere le sue idee, anche se sguaiate, anche se urticanti alle orecchie di qualcuno, fin quando non inciampano nei limiti della decenza o del codice penale. Per questo la sanzione inflitta a Raimo è un precedente pericoloso. Certifica che un esponente di governo può utilizzare il suo ruolo per punire chi esprime dissenso.

Se il ministro ritiene che le frasi pronunciate da Raimo contengano reati, ha gli strumenti per provare a farsi dare ragione da un giudice. Se invece non c’è nulla di penale, e la punizione esemplare ha solo motivazione politiche, siamo in un altro campo. Si chiama: censura e autoritarismo. In uno Stato di diritto l’opinione non è mai un reato, salvo in alcuni casi specifici, come per esempio l’apologia di fascismo. Ma anche su questo punto è presumibile che il partito di Valditara dissenta.

Leggi i commenti