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Quei piccoli violenti

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Sono venute meno quelle rotaie che segnavano in passato le strade che i ragazzini percorrevano. Già a dodici, tredici anni entrano in un vortice difficile da dominare
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Da qualche anno i giornali e i media ci riportano informazioni allarmanti sul mondo degli adolescenti e dei giovani: violenze, stupri, sopraffazioni, suicidi. Sono segnali di un malessere diffuso che percorre le nuove generazioni che stanno vivendo un grande disorientamento, incapaci di trovare una direzione che li aiuti a superare questa fase di transizione ed entrare nel mondo adulto. Sono sicuramente venute meno quelle rotaie che segnavano in passato le strade che gli adolescenti percorrevano, ma che oggi non sono più adeguate per affrontare un mondo così complesso e contraddittorio come quello attuale. Perdendo di vista una prospettiva futura i giovani sono costretti a vivere oggi in una dimensione contingente ed immediata sospinti da pulsioni difficili da canalizzare, a cui sottostanno senza chiedersi che cosa possano comportare per la propria vita e per quella degli altri.

In questo quadro, che per fortuna non …

Da qualche anno i giornali e i media ci riportano informazioni allarmanti sul mondo degli adolescenti e dei giovani: violenze, stupri, sopraffazioni, suicidi. Sono segnali di un malessere diffuso che percorre le nuove generazioni che stanno vivendo un grande disorientamento, incapaci di trovare una direzione che li aiuti a superare questa fase di transizione ed entrare nel mondo adulto. Sono sicuramente venute meno quelle rotaie che segnavano in passato le strade che gli adolescenti percorrevano, ma che oggi non sono più adeguate per affrontare un mondo così complesso e contraddittorio come quello attuale. Perdendo di vista una prospettiva futura i giovani sono costretti a vivere oggi in una dimensione contingente ed immediata sospinti da pulsioni difficili da canalizzare, a cui sottostanno senza chiedersi che cosa possano comportare per la propria vita e per quella degli altri.

In questo quadro, che per fortuna non riguarda tutti gli adolescenti, stiamo assistendo a un fenomeno nuovo che dovremmo cercare di mettere a fuoco e comprendere. Questi episodi allarmanti di violenza non coinvolgono soltanto ragazzi e ragazze che raggiungono la maggiore età, interessano da qualche tempo anche ragazzini e ragazzine di dodici e tredici anni, entrati da poco nell’adolescenza. Abbiamo letto in questi giorni di una ragazzina di dodici anni che ha colpito un compagno di scuola con un coltello da cucina che si era portato da casa perché quest’ultimo aveva fatto la spia all’insegnante oppure un tredicenne che è stato aggredito a calci e pugni da un coetaneo, mentre altri ragazzi che assistevano a questo violento pestaggio hanno fatto un video che poi hanno diffuso nei social. Poi una tredicenne è precipitata dal balcone perché il suo ragazzo l’avrebbe spinta nel vuoto per liberarsene.

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Lasciato da poco il mondo dell’infanzia questi ragazzini entrano direttamente nel mondo della violenza come vittime o come persecutori, avendo già imparato a conoscerla nei videogiochi o nelle piattaforme dei social. Superata la soglia dell’adolescenza la realtà è diversa, ragazzi e ragazze hanno un corpo che sta crescendo e si sta fortificando e allo stesso tempo sono condizionati da immaturità psicologiche che non li aiutano a comprendere appieno le conseguenze, a volte irreversibili, dei propri atti e dei propri comportamenti. Infatti la pubertà, ossia la grande trasformazione corporea e sessuale che prepara alla maturità adulta, avviene con grande anticipo, fra i 10 e i 12 anni, rispetto alle generazioni precedenti esponendo gli adolescenti ad esperienze difficili da fronteggiare. Questa asincronia dello sviluppo è stata sottolineata con allarme dall’autorevole rivista scientifica americana Pediatrics che ha messo in luce il contrasto difficile da superare fra un corpo che sta divenendo adulto e una mente ancora legata all’infanzia, investita dalla marea montante degli ormoni maschili e femminili della pubertà che influenzano fortemente il cervello emotivo. Queste pulsioni emozionali possono travolgere gli adolescenti, soprattutto se non hanno maturato con i propri genitori durante l’infanzia adeguate risorse psicologiche che li possano aiutare a regolare le spinte emotive originate dal corpo. Anche il contesto familiare e scolastico attuale in adolescenza giocano un ruolo decisivo nell’aiutare i giovani a costruire la propria identità nel riconoscere la loro individualità, fornendo al contempo una cornice con cui confrontarsi. Quando non si acquisiscano queste potenzialità si rischia di diventare vittime delle proprie pulsioni soprattutto all’interno del gruppo dei coetanei, compromettendo la propria vita e quella degli altri.

Quello che sta succedendo fra i giovanissimi non era completamente imprevisto, infatti nel 2003 fu proiettato un film americano Thirteen (Tredicenni) che raccontava la storia avvenuta realmente a una ragazza di 13 anni, Tracy. Ragazzina tranquilla di 13 anni viveva con la madre divorziata a Los Angeles; sensibile di carattere, amava la musica e passava il suo tempo con le amiche piuttosto convenzionali come lei, quando improvvisamente smise di studiare ribellandosi alla madre e rifiutando ogni regola. Non era più la ragazzina di prima, prese a vestirsi in modo succinto precipitando in una vita fatta di sesso, droga, furti, bugie, violenze e autolesionismo. Questo ciclone era stato scatenato, come spesso succede, dalla conoscenza di una nuova compagna che aveva soggiogato Tracy con il suo comportamento provocatorio, sesso sfrenato ed esibizionismo. Tracy era letteralmente travolta dalle sue sensazioni e dalle sue pulsioni incontrollabili favorite dalla pubertà. Il film si concludeva lasciando tuttavia una speranza per Tracy, la madre era riuscita a comprendere il tunnel in cui era precipitata la figlia per cui decise di proteggerla e di allontanarla dalla sua compagna, dimostrando quanto sia importante l’intervento dei genitori. Purtroppo da allora i social network hanno invaso le vite dei giovanissimi provocando una pericolosa assuefazione alla violenza e alle immagini pornografiche e ancora una volta è quanto mai fondamentale che i genitori siano in grado di proteggere i figli dalle molte insidie che minacciano la difficile transizione dell’adolescenza.

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