✕

Così la tecnodestra minaccia la democrazia

Elon Musk con il figlio al veglione del 31 dicembre 

Ascolta l'audio

Ora ha il volto di Elon Musk che fa interventi nella politica italiana e tedesca
2 minuti di lettura

La tech right o tecnodestra si è presentata rumorosamente alla nostra attenzione con il volto di Elon Musk e con i suoi interventi a gamba tesa nella politica italiana e tedesca. Ezio Mauro ne ha parlato come di un potere nato dall’incrocio tra ipertecnologia e iperprofitti che, dopo aver invaso tanti campi, vuole impadronirsi ora anche di quello della politica. È una grave minaccia per il futuro della democrazia. Si tratta dell’ultima espressione, in ordine di tempo, di un processo iniziato alla metà degli anni Settanta quando, dopo lo shock petrolifero creato dagli Stati arabi sconfitti nella guerra del Kippur, le economie occidentali innestarono la reazione che ha portato al turbocapitalismo del XXI secolo.

Cambiando radicalmente il rapporto tra economia e politica, questo processo ha messo sempre più in cr…

La tech right o tecnodestra si è presentata rumorosamente alla nostra attenzione con il volto di Elon Musk e con i suoi interventi a gamba tesa nella politica italiana e tedesca. Ezio Mauro ne ha parlato come di un potere nato dall’incrocio tra ipertecnologia e iperprofitti che, dopo aver invaso tanti campi, vuole impadronirsi ora anche di quello della politica. È una grave minaccia per il futuro della democrazia. Si tratta dell’ultima espressione, in ordine di tempo, di un processo iniziato alla metà degli anni Settanta quando, dopo lo shock petrolifero creato dagli Stati arabi sconfitti nella guerra del Kippur, le economie occidentali innestarono la reazione che ha portato al turbocapitalismo del XXI secolo.

Cambiando radicalmente il rapporto tra economia e politica, questo processo ha messo sempre più in crisi la democrazia. Hanno cominciato a sorgere grandi multinazionali sempre più svincolate dal controllo degli Stati e, quindi, dei popoli. Poi il vento gelido del neoliberismo ha attaccato duramente il Welfare State. Successivamente — dispersa la classe operaia e uscito di scena il comunismo — anche socialismo e socialdemocrazia sono andati tramontando. In Italia — laboratorio di novità politiche — si sono dissolti i partiti di massa radicati nel sociale, è venuta meno la presenza del cattolicesimo democratico e un grande imprenditore è diventato anche il principale leader politico. Nel nuovo millennio, la globalizzazione ha progressivamente indebolito l’autonomia degli Stati, un po’ ovunque il populismo ha sostituito la politica tradizionale ed è iniziata un’avanzata vincente dell’estrema destra. Oggi le Big Tech, unendo grande forza economica ed enorme pervasività tecnologica, esercitano un inedito potere mondiale che scuote tutte le democrazie.

?Diversamente da quanto spesso si dice, infatti, la democrazia non è riducibile a istituzioni e procedure, per quanto importanti. Anche libere elezioni, da sole, non la garantiscono. Il suo nucleo più profondo è la capacità di sostenere e sviluppare una convivenza articolata e plurale. Si basa sui diritti liberali che tutelano l’individuo, ma favorisce anche il pluralismo dei corpi sociali, le molteplici espressioni della società civile, la ricchezza del dibattito pubblico, le richieste dei gruppi più emarginati… Ne sono protagonisti soggetti collettivi che, pur in conflitto tra loro, partecipano a una costruzione comune: nel Novecento sono state le classi sociali, le masse lavoratrici, le comunità religiose, i sindacati, i partiti politici… Ciò che è scomparso non può tornare, ma la presenza di soggetti collettivi è essenziale perché ci sia vera democrazia. Tale presenza verrebbe invece definitivamente azzerata se prevalesse il progetto della tecnodestra, in questo simile — malgrado profonde diversità — al fascismo e a altri totalitarismi nel XX secolo. I cui eredi politici, non a caso, la tech right sdogana e utilizza. I miti in cui questa si avvolge sono quelli della libertà assoluta, del vitalismo sfrenato, dell’innovazione accelerata, ma l’enorme concentrazione di potere in pochissime mani corrisponde a una progressiva desertificazione e polarizzazione dello scenario sociale. Che finiscono per intaccare la stessa libertà individuale. Apparentemente l’individuo viene messo davanti a possibilità infinite, in realtà la povertà di legami solidi, duraturi e profondi — favorita anche dalle bolle di social sempre più manipolati dai padroni del digitale — lo rende subalterno e indifeso di fronte a chi gestisce bilanci superiori a un intero Stato nazionale ed è sempre più in grado di dirigerne anche la politica.

Leggi i commenti