Ora che da un po’ Fiorello non lo ingentilisce con la sua imitazione Ignazio La Russa deve cavarsela da solo. Per carità, divisivo l’uomo lo resta anche nei momenti di svago, visto che descrive con aggettivi di origine schiettamente politica una schiera di “integralisti” del burraco che ne hanno una considerazione “totalitaria”. Costoro lo giocano preoccupati del segnatempo, non parlano fra loro, mettono lo spirito agonistico davanti al piacere dello stare in compagnia.
Nel video che il senatore stesso ha diffuso sulla sua pagina Facebook il tono che usa è però indubbiamente bonario, quindi adeguato alla materia di questa inattesa polemica contro il ludicamente corretto.
Per il presidente del Senato, a quanto si capisce, il popolare gioco di carte è uno spasso ma a guastargli il divertimento è l’eccesso di competitività. Eccolo dunque annunciare la fondazione di una sorta di club intitolato: “Burraco Friendly”.
A proposito del titolo va detto che il costrutto è anglo-brasiliano (i…
Ora che da un po’ Fiorello non lo ingentilisce con la sua imitazione Ignazio La Russa deve cavarsela da solo. Per carità, divisivo l’uomo lo resta anche nei momenti di svago, visto che descrive con aggettivi di origine schiettamente politica una schiera di “integralisti” del burraco che ne hanno una considerazione “totalitaria”. Costoro lo giocano preoccupati del segnatempo, non parlano fra loro, mettono lo spirito agonistico davanti al piacere dello stare in compagnia.
Nel video che il senatore stesso ha diffuso sulla sua pagina Facebook il tono che usa è però indubbiamente bonario, quindi adeguato alla materia di questa inattesa polemica contro il ludicamente corretto.
Per il presidente del Senato, a quanto si capisce, il popolare gioco di carte è uno spasso ma a guastargli il divertimento è l’eccesso di competitività. Eccolo dunque annunciare la fondazione di una sorta di club intitolato: “Burraco Friendly”.
A proposito del titolo va detto che il costrutto è anglo-brasiliano (il gioco ha origini sudamericane e prende il nome dal setaccio portoghese, o buraco) e deriva per analogia da locuzioni come gay friendly. In linea di principio dovrebbe quindi significare “benevolo nei confronti del burraco”. Ma non fa nulla, si capisce bene che La Russa pensa invece a un gioco del burraco benevolo nei confronti dei giocatori.
Perciò indica tre provvedimenti necessari e forse persino di urgente decretazione: abolizione dei limiti di tempo nel gioco, sfoltimento delle pinelle e par condicio sui jolly, possibilità di ritirare una carta calata per errore.
Il senso di una tale proposta non è però del tutto chiaro. La Fibur — Federazione italiana burraco — e gli altri enti analoghi non dispongono di organi di polizia che possano imporre il rispetto del regolamento ufficiale del gioco e come ciascuno di noi può tirare calci a un pallone senza preoccuparsi di essere o meno in fuorigioco così quello che con una perifrasi forse possiamo chiamare l’inquilino di palazzo Giustiniani non dovrebbe incontrare nessun impedimento a praticare con i suoi amici di Burraco varianti innovative. Non vuole gli orologi? Nessuno impedisce a lui come a qualsiasi comune cittadino di farne a meno con disinvoltura.
Non meni scandalo però che egli si dedichi a un argomento frivolo. A partire dallo scopone presidenziale d’alta quota che sull’aereo di ritorno dai vittoriosi mondiali di Spagna 1982 oppose la pipa di Sandro Pertini a quella di Enzo Bearzot, compari Dino Zoff e Franco Causio, lo smazzamento politico ha solide tradizioni nella Prima Repubblica. E anzi: i pressoché proverbiali tressette di Nusco ci rammentano come un appassionato competitore fu Ciriaco De Mita, lo stesso che anche in politica insisteva moltissimo sul tasto delle “regole del gioco”.
Tornano le riforme, tornano i giochi: un caso? Premierato, autonomia, separazione delle carriere, distribuzione delle pinelle. L’egemonia si conquista su tutti i tavoli