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Il Pd, la destra e i nodi da sciogliere

Elly Schlein

 

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Il punto di Folli del 15 marzo 2025
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È efficace la fotografia del Pd che emerge dall’intervista al vicesegretario Boccia raccolta da Giovanna Vitale. Come è ovvio, l’intenzione è quella di ridimensionare la frattura al Parlamento europeo sui temi del riarmo, recuperando un minimo di coesione interna, ma senza negare il problema politico. E in prospettiva Boccia fa un’affermazione che senza dubbio è condivisa dalla segretaria: “Si potrà dire che quando i progressisti inseguono la destra e non fanno la sinistra perdono le elezioni? O dobbiamo continuare ad alimentare un modello che non ha funzionato?”. Ecco il punto che costituisce già la piattaforma del prossimo congresso. Vale a dire lo scenario che molti considerano ormai attivo dopo i forti dissidi emersi in questi giorni. Del resto, Luigi Zanda chiede ad alta voce il congresso, interpretando il pensiero di personaggi silenti ma ben noti. E la stessa Elly Schlein mette sul tavolo l’ipotesi, nell’intento di non farsi scavalcare da chi nutre dubbi sulla linea politica. I…

È efficace la fotografia del Pd che emerge dall’intervista al vicesegretario Boccia raccolta da Giovanna Vitale. Come è ovvio, l’intenzione è quella di ridimensionare la frattura al Parlamento europeo sui temi del riarmo, recuperando un minimo di coesione interna, ma senza negare il problema politico. E in prospettiva Boccia fa un’affermazione che senza dubbio è condivisa dalla segretaria: “Si potrà dire che quando i progressisti inseguono la destra e non fanno la sinistra perdono le elezioni? O dobbiamo continuare ad alimentare un modello che non ha funzionato?”. Ecco il punto che costituisce già la piattaforma del prossimo congresso. Vale a dire lo scenario che molti considerano ormai attivo dopo i forti dissidi emersi in questi giorni. Del resto, Luigi Zanda chiede ad alta voce il congresso, interpretando il pensiero di personaggi silenti ma ben noti. E la stessa Elly Schlein mette sul tavolo l’ipotesi, nell’intento di non farsi scavalcare da chi nutre dubbi sulla linea politica. In pratica, quindi, Boccia conferma la rotta che al momento idoneo sarà il nucleo della piattaforma congressuale.

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L’accusa rivolta a chi insiste nell’inseguire la destra è logicamente un messaggio diretto all’interno del partito, contro chi non si allinea. “Riformisti” di varie tendenze, a cui si propone di rientrare nei ranghi, ma con un tono quasi ultimativo. Purtroppo sono gli stessi che dall’esterno i Cinque Stelle di Conte qualificano come “bellicisti”: definizione abbastanza inquietante se si valuta che stiamo parlando della politica estera e di sicurezza di un paese che dal 1949 aderisce alla Nato, alleanza notoriamente militare. Si capisce allora che il tema “non inseguiamo la destra sul suo terreno”, spina dorsale del congresso prossimo venturo, può essere declinato in diversi modi, con riferimento alle politiche economiche e sociali. Ma in questo frangente sarà inevitabile prendere le mosse dalla crisi internazionale in cui è coinvolta l’Europa, e dunque dal quesito fondamentale: con quali strumenti affrontare il rapporto con l’America di Trump (ancora alleato oppure ormai quasi avversario?), nonché la relazione - politica, militare e fino a che punto conflittuale? - con la Russia di Putin e sullo sfondo con la Cina di Xi.

Nel voto dell’altro giorno al Parlamento europeo il Pd, come è noto, non solo si è diviso, ma soprattutto si è isolato rispetto alla posizione del gruppo socialista in Europa, parte integrante della maggioranza che sostiene la presidenza Von der Leyen a Bruxelles. Si tratta dell’accordo di lungo respiro con i Popolari, maggiore partito continentale, che prevede, sì, di assegnare la prima poltrona al Ppe, ma si regge sulla lealtà delle forze di centro-sinistra. Lealtà che non significa rinunciare alla critica verso questo o quell’aspetto del controverso piano di riarmo, i famosi 800 miliardi; ma vuol dire modulare la critica con l’esigenza di non compromettere la stabilità dell’Unione nella sua stagione più difficile.

Può cambiare qualcosa in tale assetto? Se il Pd non arriva a chiarirsi le idee al suo interno, l’isolamento rispetto alla famiglia socialista rischia di prolungarsi sul terreno più insidioso: quello della sicurezza militare. Ecco perché tutti si muovono con prudenza, a cominciare da Boccia. Tuttavia sarà inevitabile dare una risposta ai quesiti di fondo. È corretto sottintendere che i socialisti europei stanno inseguendo la destra sulla questione del riarmo? Conviene allentare i contatti con il Pse pur di non lasciare spazio al “pacifismo” dei 5S in patria? Esiste una via intermedia tra riarmo e sostanziale disarmo di fronte alle minacce esterne? La risposta non si prevede facile e nemmeno breve.

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