Con la sentenza numero 33 la Corte ha dichiarato incostituzionale l’articolo 29 bis della legge 184 del 1983, che escludeva i single dalla possibilità di adottare un bambino straniero, tranne in casi speciali. Una sentenza storica, che fa ben sperare per il futuro e che mette al centro il supremo interesse dei bambini.
Le adozioni internazionali sono un atto di speranza e di amore, che va oltre i confini e le differenze culturali. In un mondo dove troppe vite sono segnate da solitudine, povertà, guerra o abbandono, l’adozione internazionale diventa una luce, una possibilità di rinascita per quei bambini che hanno bisogno di calore, amore, una rete di affetti che li protegga e li accompagni nel loro sviluppo.
Ogni loro storia è di sofferenza, sì, ma anche di resilienza e di sogni di un futuro diverso. Per loro l’adozione non è solo una nuova casa, ma la possibilità di una vera e propria rinascita. In un gesto d’amore le famiglie adottive aprono le porte a un’altra vita, accogliendo n…
Con la sentenza numero 33 la Corte ha dichiarato incostituzionale l’articolo 29 bis della legge 184 del 1983, che escludeva i single dalla possibilità di adottare un bambino straniero, tranne in casi speciali. Una sentenza storica, che fa ben sperare per il futuro e che mette al centro il supremo interesse dei bambini.
Le adozioni internazionali sono un atto di speranza e di amore, che va oltre i confini e le differenze culturali. In un mondo dove troppe vite sono segnate da solitudine, povertà, guerra o abbandono, l’adozione internazionale diventa una luce, una possibilità di rinascita per quei bambini che hanno bisogno di calore, amore, una rete di affetti che li protegga e li accompagni nel loro sviluppo.
Ogni loro storia è di sofferenza, sì, ma anche di resilienza e di sogni di un futuro diverso. Per loro l’adozione non è solo una nuova casa, ma la possibilità di una vera e propria rinascita. In un gesto d’amore le famiglie adottive aprono le porte a un’altra vita, accogliendo non solo un bimbo o una bimba, ma anche la sua cultura, la sua storia, le sue radici. In questo incontro di mondi si costruisce qualcosa di unico.
Le adozioni internazionali non sono solo un atto legale, sono un atto di solidarietà sociale. Sono un ponte che collega il bisogno e la speranza, che trasforma la solitudine in appartenenza. In esse si racchiude anche la bellezza dell’essere donne o uomini con la capacità di amare senza confini, abbattendo barriere, nel supremo interesse del minore.
E perché mai questo amore non può essere donato da una singola persona? Forse un genitore vedovo non è in grado di garantire ai propri figli il calore, il benessere psicologico, l’educazione, la stabilità di una coppia sposata? E allora i single, perché escluderli? Una vera e propria ingiustizia sociale, corretta dalla Corte Costituzionale.
Raffaella Brogi, la single della sentenza sulle adozioni: “Così si estende il diritto alla felicità”
In primis per i bambini questa sentenza è fondamentale. Negli anni le domande di adozioni internazionali sono costantemente diminuite, ampliare la platea di chi può offrirsi per il ruolo genitoriale garantisce a più bambini il diritto a un ambiente familiare stabile e amorevole.
La sentenza segna, inoltre, un altro grande passo in avanti: non è il matrimonio in sé a garantire un ambiente sano per un bambino, ma la capacità di trasmettere affetto, educare e creare legami. Ogni bambino, ogni bambina ha il diritto di crescere in un ambiente pieno d’amore, indipendentemente dalla configurazione della famiglia che lo accoglie.
Non è il numero delle persone a determinare la qualità della genitorialità, ma il cuore che è disposto a donare, senza riserve. E seppure non dappertutto si riconosca ancora l’adozione da parte dei single, e questo limiterà la loro possibilità di adottare bimbi di alcuni Paesi, oggi l’Italia ha deciso di fare un passo avanti, dimostrando che l’amore non ha confini, né legali né sociali, nel supremo interesse dei minori.
La presidenza del Consiglio attraverso l’avvocatura dello Stato aveva espresso parere negativo all’estensione ai single della possibilità di adottare un bambino straniero. Eppure anche per contrastare il calo delle nascite, quale migliore opportunità, oltre al permettere alle donne di poter avere i figli che desiderano (garantendo servizi e sostegno per farlo), se non quella di ampliare il numero delle adozioni, sia per coppie di ogni tipo sia per single, in modo che venga garantita la formazione piena di nuovi cittadini italiani, fin dalla tenera età?
Questa sentenza è una scintilla: accende la speranza che un giorno possano cadere altre barriere. E deve guidarci nella lotta per la loro eliminazione. Bisogna estendere ai single anche le adozioni nazionali. E andare avanti verso l’estensione delle adozioni nazionali e internazionali alle coppie omosessuali e a quelle non coniugate.
È il diritto dei bambini ad avere un ambiente stabile, affetti e educazione a dover guidare. Sarà il giudice a decidere secondo la legge. Non potrà essere più la “famiglia tradizionale” come patente di normalità a garantire il vincolo a priori per l’adottabilità. Perché non esistono famiglie di serie A e di serie B.