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Verso la fine della crisi franco-algerina?

Un cartellone a supporto dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal

 

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Il procuratore aveva chiesto per lui dieci anni di reclusione per aver espresso un’opinione negativa riguardo all’integrità territoriale dell’Algeria. Boualem Sansal, scrittore di fama mondiale, parla da sempre con sincerità e senza ipocrisia. Ha ricordato un fatto storico: all’epoca in cui la Francia colonizzò l’Algeria, credendo che il protettorato sarebbe durato per sempre, annetté alcune città marocchine nelle quali aveva trovato dei minerali. L’esempio più celebre riguarda la città di Tinduf, marocchina fino al 1932, anno in cui l’esercito francese vi individuò dei minerali di ferro.

Nel 1958 a Tangeri si tenne una riunione dei tre partiti nazionalisti di tre paesi del Maghreb: il Fln algerino, il Dustur tunisino e il Partito dell’Indipendenza marocchino. Nel corso della discussione fra i capi di partito fu sollevata la questione della città di Tinduf. Gli algerini dissero: la città è marocchina, quando otterremo l’indipendenza ve la restituiremo.

Nel 1962, dopo una guerra ter…

Il procuratore aveva chiesto per lui dieci anni di reclusione per aver espresso un’opinione negativa riguardo all’integrità territoriale dell’Algeria. Boualem Sansal, scrittore di fama mondiale, parla da sempre con sincerità e senza ipocrisia. Ha ricordato un fatto storico: all’epoca in cui la Francia colonizzò l’Algeria, credendo che il protettorato sarebbe durato per sempre, annetté alcune città marocchine nelle quali aveva trovato dei minerali. L’esempio più celebre riguarda la città di Tinduf, marocchina fino al 1932, anno in cui l’esercito francese vi individuò dei minerali di ferro.

Nel 1958 a Tangeri si tenne una riunione dei tre partiti nazionalisti di tre paesi del Maghreb: il Fln algerino, il Dustur tunisino e il Partito dell’Indipendenza marocchino. Nel corso della discussione fra i capi di partito fu sollevata la questione della città di Tinduf. Gli algerini dissero: la città è marocchina, quando otterremo l’indipendenza ve la restituiremo.

Nel 1962, dopo una guerra terribile durata otto anni, che ha fatto centinaia di migliaia di morti su entrambi i fronti, l’Algeria ottenne l’indipendenza.

Nel 1963 il Marocco reclamò Tinduf ma l’esercito algerino si rifiutò di restituirla.

Ne seguì, fra i due paesi, la «guerra delle sabbie», durata una decina di giorni, e Tinduf rimase algerina, nonostante le promesse dei comandanti della guerra di liberazione.

In un’intervista concessa a una rivista di destra, Boualem Sansal, ricordando fatti analoghi, ha affermato che la parte occidentale dell’Algeria un tempo faceva parte del territorio marocchino.

Dai tempi della «guerra delle sabbie» fra i due paesi regna un odio inestinguibile. Nel 1975 l’Algeria, con l’aiuto di Gheddafi, diede vita a un movimento di liberazione del Sahara Occidentale, una provincia marocchina che era stata occupata dalla Spagna. Nel 1975 il Marocco organizzò una «Marcia verde» per riprendersi il territorio che gli apparteneva e la Spagna lasciò la regione. Ma l’Algeria, che ha creato, finanziato e armato il Fronte Polisario, contesta questa versione della storia e fa di tutto per impedire che il Marocco possa ricostituire la propria integrità territoriale. Oggi sono più di cento gli Stati che riconoscono il Sahara Occidentale come parte del Marocco, fra cui gli Stati Uniti e gran parte dei paesi europei. La Francia, in particolare, nel luglio del 2024 ha riconosciuto ufficialmente il Sahara Occidentale come marocchino. Il riconoscimento ha provocato una crisi terribile fra Francia e Algeria. È questo il contesto nel quale lo scrittore franco-algerino è stato arrestato il 16 novembre del 2024 e ora è stato condannato a 5 anni di prigione.

La crisi franco-algerina è al suo apice. Nonostante le telefonate fra Macron e Tebboune, i ministri francesi dell’Interno e della Giustizia vorrebbero la rottura. Tutta la destra vorrebbe una revisione degli accordi stretti molto tempo fa e favorevoli agli algerini. Solo la sinistra, minoritaria, si schiera dalla parte dell’Algeria.

Lo Stato algerino rifiuta di accogliere i cittadini algerini condannati sul suolo francese.

Il fatto che Boualem Sansal sia stato condannato alla metà della pena richiesta dal procuratore significa che sarà presto liberato, o almeno questo lasciano intendere certi diplomatici. La mobilitazione per la sua scarcerazione immediata continua. È appena uscito un libro in sua difesa e sono già previste delle riunioni. L’Algeria si trova in una brutta situazione. Speriamo che le autorità capiscano che incarcerare uno scrittore ottantenne e malato per un reato d’opinione è un atto illegale e illecito.

Traduzione di Alessandra Neve

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