La voce di Beppino Englaro è quella di sempre: e, se dovessi definirla con un solo aggettivo, direi disadorna. È la voce più asciutta e scabra che mi sia mai capitato di sentire: priva di qualunque retorica e ridotta all’essenzialità di parole usurate dalla sofferenza. Una voce che, come ha fatto ieri, ci parla della “nuda vita”, raccontandoci del “privilegio di avere avuto una figlia purosangue …