Da alcuni decenni la letteratura di molti paesi occidentali racconta quelli che vengono definiti “scenari post-atomici” (o post-nucleari). Ovvero il dopo-Bomba: paesaggi lividi, piogge acide, scomparsa di specie animali, deperimento degli esseri umani, disperata ricerca di cibo. Penso a La strada di Cormac McCarthy (2006) — quel padre e quel figlio smarriti tra i detriti della fine del mondo — e …