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La criptoscommessa di Trump

Washington, 18 luglio: Donald Trump firma il Genius Act alla Casa Bianca (agf)
A scuotere il mondo della finanza è l’iniziativa del presidente di trasformare l’America nella “capitale delle valute digitali”
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Washington apre alle cripto, la Cina non vuole restare indietro e la Bce teme un corto circuito globale mentre Wall Street si divide sugli scenari: a scuotere il mondo della finanza è l’iniziativa di Donald Trump di trasformare l’America nella “capitale delle valute digitali”.

Tutto nasce dal Genius Act, la prima legge approvata a Capitol Hill per regolamentare le stablecoin sul territorio degli Stati Uniti. Stiamo parlando delle valute digitali che sono stable perché collegate a un valore specifico: un mercato di circa 230 miliardi di dollari con transazioni annuali oltre i 20 trilioni, superiore alla somma di Visa e Mastercard, che nel 98 per cento dei casi sono legate al biglietto verde.

Approvando questa legge gli Usa si danno una cornice per garantire stabilità e sorveglianza all’ecosistema delle cripto collegate in particolare proprio al dollaro perché l’intento, come scrive il Segretario al Tesoro Scott Bessent sul Washington Post, è “abbracciare le stablecoin per farne …

Washington apre alle cripto, la Cina non vuole restare indietro e la Bce teme un corto circuito globale mentre Wall Street si divide sugli scenari: a scuotere il mondo della finanza è l’iniziativa di Donald Trump di trasformare l’America nella “capitale delle valute digitali”.

Tutto nasce dal Genius Act, la prima legge approvata a Capitol Hill per regolamentare le stablecoin sul territorio degli Stati Uniti. Stiamo parlando delle valute digitali che sono stable perché collegate a un valore specifico: un mercato di circa 230 miliardi di dollari con transazioni annuali oltre i 20 trilioni, superiore alla somma di Visa e Mastercard, che nel 98 per cento dei casi sono legate al biglietto verde.

Approvando questa legge gli Usa si danno una cornice per garantire stabilità e sorveglianza all’ecosistema delle cripto collegate in particolare proprio al dollaro perché l’intento, come scrive il Segretario al Tesoro Scott Bessent sul Washington Post, è “abbracciare le stablecoin per farne una forza moltiplicatrice del sistema finanziario” basato sul biglietto verde.

La scommessa è sfruttare la tecnologia delle cripto per “facilitare l’accesso all’economia del dollaro a miliardi di persone in tutto il mondo” puntando “ad aumentare la richiesta di titoli del Tesoro Usa, che sosterranno le stesse cripto, rafforzando il ruolo del dollaro come valuta strategica per le riserve globali”, assicura Bessent

Se Joe Biden temeva le cripto come fonte di instabilità finanziaria nazionale e globale, Trump ha esordito smantellando le misure di protezione create dal predecessore e ora vede nel Genius Act lo strumento per trasformare le valute digitali collegate al dollaro in una novità finanziaria capace di rendere l’economia Usa accessibile a chiunque con un semplice clic. Per una rivoluzione sul mercato valutario di un’entità potenziale tale da rivaleggiare con l’offensiva dei dazi sul fronte del commercio.

Senza contare che c’è un aspetto geopolitico di quanto sta avvenendo perché nel Sud Globale, da Pechino a Mosca, da Teheran a Caracas, da tempo si immaginava di creare monete digitali per sfidare Washington, ma ora lo scenario è rovesciato.

Non a caso sono stati i mezzi di informazione di Pechino a reagire tradendo maggior inquietudine, con articoli in cui si auspicano “valute digitali sostenute dallo yuan” da realizzare “il prima possibile” per non essere lasciati troppo indietro da Trump.

Ma l’ex governatore della Banca del Popolo, Zhou Xiaochuan, getta acqua sul fuoco, ammonendo sul rischio che la «dollarizzazione» delle cripto possa portare in realtà «molti effetti negativi» all’economia e Christine Lagarde, presidente della Bce, condivide il timore di possibili minacce per la politica monetaria. «Le stablecoin non devono essere trattate come valuta, ci troviamo davanti al rischio di una privatizzazione del denaro», sottolinea Lagarde.

L’Unione Europa in effetti ha compiuto, nello scorso dicembre, un passo verso la regolamentazione delle valute digitali — senza citare però le stablecoin — imponendo limiti assai rigidi che stridono con l’accelerazione del Genius Act che invece corre su tre regole: le emissioni di stablecoin devono avvenire da parte di istituzioni approvate dalla Federal Reserve, chi le emette deve avere riserve equivalenti in valuta fisica e deve rispettare le norme che proteggono dai rischi di riciclaggio e terrorismo.

A Wall Street c’è un confronto sugli scenari che si aprono lungo il confine tra economia reale e innovazione digitale. Gli analisti di BlackRock credono in una risposta positiva dei mercati e ciò spiega la decisione di Tether di lanciare il primo stablecoin in America «nel rispetto del Genius Act» mentre il giurista di Harvard Howell Jackson parla di un «possibile modello per regole globali».

Ma ci sono anche i timori dell’economista Barry Eichengreen, dell’Università di California a Berkeley, secondo il quale si va incontro a rischi significativi: «Se il pubblico per qualsiasi ragione dovesse aver paura e obbligasse gli istituti di emissione a vendere i titoli del Tesoro che garantiscono le stablecoin, i prezzi crollerebbero e i tassi di interessi aumenterebbero con l’effetto di destabilizzare i mercati e la nostra economia».

Per non parlare dell’opposizione democratica che con Maxine Waters, deputata della California nella Commissione Servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti, parla apertamente di conflitto di interessi: «Consentono a Trump di scrivere leggi che fanno entrare più soldi nelle sue tasche». Per il semplice fatto che Donald e Melania possiedono valute digitali che portano il loro nome.

La Casa Bianca intanto già pianifica la prossima mossa, consentire ai risparmi dei pensionati di essere investiti nelle stablecoin per confermarsi leader rispetto al gruppo di Paesi pro-cripto: El Salvador del presidente Bukele che consente di cambiare le valute digitali agli sportelli bancari e l’Argentina di Milei dove è possibile usarle per pagare gli affitti.

Per il settimanale britannico The Economist siamo a una svolta epocale e “il mondo dovrebbe seguire Trump sulle stablecoin”. Ma una top manager reduce da un seminario a Boston sugli orizzonti della finanza assicura che Wall Street in realtà già guarda oltre «ai computer quantistici, superveloci e impossibili da hackerare».

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