Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno giustiziati”. Il vertiginoso e crudele aforisma è di origine incerta: se ne trova traccia in Stanis?aw Jerzy Lec, ebreo di famiglia viennese-galiziana, poeta e narratore, che conobbe l’orrore del lager e lasciò scritti disseminati di insidie e stratagemmi linguistici. Quelle parole vennero elaborate successivamente da Angelo Cecchelin…